SETTEMBRE
2011
Ivan Malavasi, Presidente di Rete Imprese Italia: “Una medicina amara. Servono scelte politiche e azioni per rilanciare lo sviluppo e incidere su deficit e su debito”
MANOVRA ECONOMICA APPROVATA DALLA CAMERA
“Lo vogliamo ribadire: con questa manovra siamo costretti a bere una medicina amara che, da sola, non potrà portare miglioramenti e benefici all'economia, all'impresa e al lavoro”. Così Ivan Malavasi, presidente di Rete Imprese Italia (che associa Casartigiani, Cna, Confartigianato, Confcommercio, Confesercenti), commenta il via libera della Camera. “E' depressiva, non riduce la spesa pubblica improduttiva, non contiene strumenti in grado di stimolare la crescita. Si rafforza dunque l'esigenza di scelte politiche e di azioni in grado di rilanciare lo sviluppo e di incidere sul deficit e sul debito. Rimangono ancora aperti tutti i problemi legati alle riforme strutturali - conclude Malavasi - alla capacità di invertire un percorso che rischia di ipotecare il futuro delle giovani generazioni e dell'intero Paese”.
LUGLIO
2011
Rinnovato il CCNL delle imprese artigiane della chimica-ceramica. 40.000 i lavoratori interessati. Soddisfazione di Confartigianato
CONTRATTI DI LAVORO CHIMICA-CERAMICA
Confartigianato e le altre Confederazioni dell’artigianato e delle Pmi e i Sindacati di categoria (Filctem-Cgil, Femca-Cisl e Uilcem-Uil) hanno firmato l’accordo per il rinnovo del contratto collettivo nazionale di lavoro dell’area chimica-ceramica. Il contratto, che copre il triennio 2010 – 2012, riguarda 40.000 lavoratori dipendenti dalle imprese artigiane dei settori chimica, gomma, plastica, vetro e ceramica. L’intesa prevede per il 3° livello del settore chimica, gomma plastica e vetro un incremento salariale a regime pari a 89,50 euro, da erogarsi in tre tranches: la prima di 30 euro con la retribuzione del mese di settembre 2011, la seconda di 30 euro con la retribuzione di maggio 2012, la terza pari a 29,50 euro con la retribuzione di novembre 2012. Per il livello E del settore ceramica, terracotta, grès e decorazione di piastrelle l’incremento a regime è pari a 84,50 euro. Tale importo sarà erogato in tre tranches: la prima pari a 20 euro con la retribuzione di settembre 2011, la seconda di 30 euro con la retribuzione di settembre 2012, la terza pari a 34,50 euro con la retribuzione di dicembre 2012. Soddisfazione per l’intesa viene espressa da Luigi Pizzigoni, Presidente di Confartigianato Chimica, Gomma, Plastica, e da Davide Servadei, Presidente di Confartigianato Associazione Ceramisti, i quali sottolineano che “con questo accordo si conferma positivamente l’impegno, già assunto con i recenti rinnovi dei contratti artigiani, per valorizzare l’apprendistato, istituto qualificante e peculiare dell’artigianato”. Inoltre i due Presidenti fanno rilevare che l’intesa “si inserisce pienamente nel nuovo modello contrattuale e della bilateralità dell’artigianato che prevede, fra l’altro, anche il prossimo avvio del fondo sanitario integrativo”.
LUGLIO
2011
2,9 miliardi in più in un anno. In testa il trasporto marittimo: + 52,8%
PREZZI E TARIFFE - CONTO ‘SALATO’ PER LE FAMIGLIE ITALIANE
Le famiglie italiane pagano un conto molto salato per l’impennata di prezzi e tariffe di servizi pubblici e privati: 2,9 miliardi in più tra giugno 2010 e giugno 2011, pari a 115 euro di maggiori costi per ciascun nucleo familiare. La cifra è stata calcolata dall’Ufficio studi di Confartigianato sulla base dei rincari registrati nell’ultimo anno soprattutto nei servizi pubblici. Guida la classifica degli aumenti il trasporto marittimo passeggeri: a giugno 2011 le tariffe per traghetti e aliscafi sono esplose del 52,8% rispetto all’anno precedente, a fronte di una crescita media del 14,4% nel resto d’Europa. Aumenti a doppia cifra anche per il consumo di acqua: tra giugno 2010 e giugno 2011 le tariffe sono cresciute dell’11,7%, mentre nell’Unione europea l’aumento è stato del 3,6%. Secondo il rapporto di Confartigianato, tocca spendere di più anche per i trasporti su rotaia: a giugno i rincari per i viaggi in treno si attestano all’8,4%, mentre nell’Ue si sono fermati al 2,4%. Complessivamente negli ultimi 5 anni, tra giugno 2006 e giugno 2011, le tariffe ferroviarie sono aumentate di ben il 43,4%, praticamente più del doppio del 19,1% della media europea. Anche muoversi in città e dintorni con i mezzi pubblici è più costoso: le tariffe dei trasporti urbani sono rincarate del 7,2% e quelle dei trasporti extraurbani del 6,3%. Costi all’insù anche per la raccolta rifiuti: in un anno i rincari nel nostro Paese sono stati del 4,5%, rispetto al + 2,5% della media europea. Gli aumenti registrati quest’anno non fanno che peggiorare una tendenza decennale nei servizi pubblici. Infatti, tra giugno del 2000 e giugno del 2010, mentre il tasso d’inflazione è salito del 23,9%, le tariffe relative ad acqua, rifiuti e trasporti su gomma hanno fatto registrare un boom del 54,2%. Un rincaro ben superiore rispetto a quello dell’Unione Europea dove il costo degli stessi servizi è aumentato del 30,9%. “Questi rincari – commenta Cesare Fumagalli, Segretario Generale di Confartigianato – confermano che occorre passare dagli annunci ai fatti e realizzare finalmente quella liberalizzazione dei servizi pubblici locali troppo a lungo rinviata e che potrà consentire di qualificare e innovare l’offerta, offrire alle imprese un’occasione di sviluppo, abbassare le tariffe per i consumatori”. Se dal pubblico si ci sposta al privato, le cose non migliorano, soprattutto per chi possiede un mezzo di trasporto e si accinge a partire per le vacanze. A metà luglio, il costo del gasolio auto è salito del 20,8% rispetto ad un anno fa. Lo seguono la benzina verde (+15,8%) e il Gpl auto (+10,8%). Sui prezzi di benzina e gasolio pesa l’aumento registrato negli ultimi 12 mesi dalle accise sui carburanti: in pratica gli italiani pagano 1.073 milioni di maggiori imposte, pari ad un ‘contributo’ di 43 euro a famiglia. Per viaggiare in autostrada, poi, quest’anno si spende il 9% in più per i pedaggi. Bisogna pagare di più anche per assicurare il proprio autoveicolo: in Italia i prezzi delle assicurazioni dei mezzi di trasporto sono cresciuti del 5,3% a fronte del +3,7% della media europea. E non va meglio se si decide di utilizzare l’aereo: in Italia i prezzi sono cresciuti del 13,9%, a fronte del +8,3% medio registrato nell’Unione europea.
LUGLIO
2011
Ivan Malavasi, Presidente di Rete Imprese Italia: “Quattro punti nell’agenda delle imprese per l'Europa”
POLITICHE DELL’UNIONE EUROPEA
“La fase economica difficile che stiamo attraversando impone di fare ogni sforzo possibile per restituire competitività al Paese e alle imprese. L’integrazione europea, in questo contesto, è una scelta strategica fondamentale e irreversibile. Nella scia della Relazione Programmatica sulla partecipazione dell’Italia all’Unione Europea, abbiamo perciò voluto individuare quattro punti che rivestono una particolare rilevanza per le imprese e che riguardano la regolamentazione dei mercati finanziari, gli appalti pubblici, la politica per il turismo e la politica fiscale”. Lo ha detto Ivan Malavasi, Presidente di Rete Imprese Italia, (Casartigiani, Cna, Confartigianato, Confcommercio, Confesercenti) nel corso dell’audizione presso la XIV Commissione (Politiche dell’Unione Europea) della Camera dei Deputati. Regolamentazione dei mercati finanziari. Malavasi, ha indicato la necessità di superare “le difficoltà di rapporto tra le autorità di vigilanza e i grandi gruppi che operano in più paesi, in modo da favorire la trasparenza e la protezione dei creditori e degli investitori.” Il Presidente di Rete Imprese Italia ha inoltre espresso preoccupazione per l’impatto delle decisioni di Basilea 3, le cui regole rischiano di rendere difficile l’accesso delle micro, piccole e medie imprese ai finanziamenti bancari, ed ha ricordato la proposta, elaborata congiuntamente fra l’ABI e le associazioni delle imprese italiane, tesa ad evitare restrizioni del credito alle Pmi attraverso accorgimenti che consentano l’adozione di nuovi criteri patrimoniali per le banche, in modo da distinguere fra la rischiosità esistente nelle diverse aree di attività finanziaria. Appalti Pubblici. “Il mercato degli appalti pubblici ammonta al 10% del PIL - ha sottolineato Malavasi – per questo è fondamentale renderlo più accessibile, con particolare riguardo alle micro, piccole e medie imprese”. L’obiettivo di Rete Imprese Italia è l’applicazione del principio comunitario di parità di trattamento e di concorrenza, sostenuto da una legislazione stabile che non comporti la necessità di ricorrere a modifiche continue, come è avvenuto fino ad ora nell’ordinamento italiano, modifiche che pregiudicano la certezza del diritto, alimentano infiniti contenziosi e penalizzano gli operatori. Politica per il Turismo. Rete Imprese Italia, nella consapevolezza che le PMI, e soprattutto le micro imprese, rappresentano la maggioranza dell’offerta turistica in tutta Europa, e in particolare in Italia, chiede che le iniziative di incentivazione a favore di queste imprese siano indirizzate all’adeguamento e al miglioramento delle strutture esistenti. Politica fiscale. Malavasi ha sottolineato “l’esigenza di semplificare il sistema di applicazione dell’Iva riducendo le deroghe e i regimi speciali”. Si condivide, dunque, l'esigenza espressa nel Libro Verde sul futuro dell'IVA di creare un sistema più semplice ed armonizzato tra i Paesi europei.
LUGLIO
2011
giù produzione (-18,1%) e occupati (-2,8%) Dal Governo impegno per soluzione problemi
ALLARME DI CONFARTIGIANATO SETTORE ORAFO IN CRISI
“Dal Governo è arrivato un importante segnale di attenzione per affrontare i gravi problemi del settore orafo che sta vivendo uno dei suoi momenti più difficili: la produzione a maggio è diminuita del 18,1% e l’occupazione è calata del 2,8% tra marzo 2010 e marzo 2011”. Lo riferisce Luciano Bigazzi, Presidente degli Orafi di Confartigianato, che stamane, insieme alle Organizzazioni che compongono la Consulta Nazionale Orafi, ha partecipato ad un incontro a Palazzo Chigi convocato dal Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta e al quale sono intervenuti numerosi rappresentanti dell’Esecutivo. “Il Sottosegretario Letta – sottolinea il Presidente Bigazzi – si è impegnato ad approfondire gli aspetti che stanno mettendo in ginocchio le nostre imprese e a riconvocare a settembre le Organizzazioni rappresentative del settore dell’oreficeria”. “L’oreficeria italiana – sottolinea il Presidente di Confartigianato Orafi – è costituita da circa 11.000 imprese impegnate nella produzione e da oltre 20.000 dettaglianti, con complessivi 120.000 addetti, per un fatturato annuo di 6,5 miliardi di euro e un contributo significativo all’equilibrio della nostra bilancia commerciale. E’ un settore d’eccellenza del made in Italy che però deve essere tutelato e valorizzato per consentire ai nostri prodotti di continuare a competere sui mercati internazionali”. Tra i numerosi problemi segnalati nel dossier presentato oggi al Governo dalla Consulta Nazionale Orafi: i dazi doganali e le barriere non tariffarie che penalizzano le nostre esportazioni, le restrizioni sul fronte del credito, gli alti costi delle materie prime, il fenomeno della contraffazione e dell’oro sottotitolato, la sicurezza.
CREDITO
Nei mesi scorsi, tutte le imprese italiane hanno operato un' attenta riflessione sulle nuove regole comunemente definite Basilea 3. Dopo aver condiviso timori e valutazioni, le imprese italiane hanno presentato una proposta congiunta che, senza mettere in discussione l’impianto della direttiva, prevede un meccanismo di correzione per limitare i rischi di una restrizione del credito per le piccole e medie imprese che, e' bene ricordarlo, rappresentano il 99% delle imprese, il 67% dell'occupazione, e sono portatrici di un minor rischio sistemico. La proposta avanzata dalle associazioni di impresa riguarda l'introduzione di un fattore moltiplicativo (il “PMI Supporting Factor”) che applicato al calcolo del rischio di credito – associato al comparto PMI di norma piuttosto basso - possa compensare l’incremento quantitativo del requisito patrimoniale minimo richiesto dalla direttiva ed evitare, così, il rischio di un restringimento del credito. La proposta presentata dai rappresentanti di tutte le imprese italiane in due diversi incontri al commissario Barnier e al commissario Tajani, e' stata accolta con grande interesse, tanto che è stato affidato alla European Banking Authority (Eba) il compito di realizzare uno studio per verificare entro il 1 settembre 2012 il grado di rischiosità delle PMI. Sulla base dei risultati di questa analisi la Commissione potrà proporre una modifica della regolamentazione. Siamo soddisfatti di questo primo risultato, ringraziamo il commissario Barnier e il commissario Tajani, continueremo a lavorare per dimostrare la relativa rischiosità delle pmi europee, al fine di ottenere una normativa che non ne penalizzi il ruolo trainante in Italia e in Europa.
LUGLIO
2011
A2A e le Confederazioni delle Piccole e Medie Imprese firmano il protocollo d’intesa sulla Procedura di Conciliazione Paritetica
CONCILIAZIONE PARITETICA
LUGLIO
2011
Ivan Malavasi, presidente di Rete Imprese Italia: “Il federalismo occasione per ridurre la pressione fiscale su cittadini e imprese”
FEDERALISMO FISCALE
“Rete Imprese Italia esprime un sostanziale apprezzamento sull’impianto complessivo della legge n. 42 del 2009 contenente i principi guida in materia di federalismo fiscale”, tenendo presente che "deve essere innanzitutto l'occasione per ridurre la pressione fiscale che ha ormai raggiunto livelli insostenibili per le imprese e per i cittadini". Lo ha affermato Ivan Malavasi, presidente di Rete Imprese Italia (Casartigiani, Cna, Confartigianato, Confcommercio, Confesercenti), nel corso dell’Audizione sullo stato di attuazione della legge delega. Malavasi ha posto l'accento "sulla necessità che l’attuazione del federalismo rappresenti l’occasione per raggiungere ambiziosi obiettivi di riduzione e riqualificazione della spesa delle regioni e degli enti locali” e contemporaneamente “di riorganizzazione e razionalizzazione delle funzioni e dei ruoli dei diversi livelli di governo locale, tenendo presente che la spesa delle amministrazioni locali (regioni, province e comuni) rappresenta circa un terzo del totale della spesa pubblica". La pressione fiscale sulle imprese “Tenuto conto degli obiettivi di pareggio del bilancio che dovrà essere conseguito entro il 2014 e dei sacrifici a cui le diverse componenti della società saranno chiamate, è indispensabile – ha sottolineato Malavasi - che dall’attuazione del federalismo non derivino aumenti della pressione fiscale per le famiglie e per le imprese”. E’ invece è necessario "che lo Stato dia un forte segnale di credibilità ridimensionando e contenendo i propri costi soprattutto sul versante della spesa improduttiva e degli sprechi”. Un nuovo patto fiscale Rete Imprese Italia ribadisce la necessità di accompagnare l’attuazione del federalismo con la costruzione di un nuovo patto fiscale che, attraverso l’attribuzione di maggiore responsabilità nella gestione della spesa pubblica ai diversi livelli di governo, crei le premesse per una riduzione della pressione fiscale nel suo complesso in un quadro di sostanziale coordinamento con la imposizione fiscale statale. Deve essere questo il criterio guida del lavoro nei prossimi mesi, ma non si può non sottolineare che “i primi decreti legislativi di attuazione del fisco municipale (per quanto riguarda l’IMU e l’addizionale IRPEF), di quello provinciale (per quanto concerne l’imposta sulle assicurazione RCA) e di quello regionale (in relazione al possibile aumento dal 2013 dell’addizionale regionale all’IRPEF) sembrano non andare in questa direzione". I costi standard Rete Imprese Italia sottolinea che la realizzazione dell’impianto federalista “dovrà incentrarsi sul principio cardine rappresentato dai costi standard. Condizione imprescindibile per scongiurare che la maggiore autonomia finanziaria attribuita a regioni ed enti locali si tramuti in sostanziale incremento della pressione fiscale”. Il fisco fattore di competitività per le imprese L’obiettivo per il nostro Paese deve essere l’allineamento ai livelli medi di pressione fiscale europea - nel 2009 pari al 40,5% (EURO 16) e al 39,5% se si considerano i 27 Paesi appartenenti alla UE -, anche per poter competere in termini di attrattività delle attività economiche.
GIUGNO
2011
Le Confederazioni dell’artigianato e delle Pmi - Confartigianato Imprese, Cna, Casartigiani e Claai - esprimono apprezzamento sull’accordo di massima raggiunto ieri sera fra Governo, Regioni e Parti sociali per l’avvio di una riforma dell’apprendistato finalizzata a semplificare le modalità di utilizzo dell’istituto, rimuovendone le cause che finora ne hanno frenato le potenzialità.
RIFORMA DELL’APPRENDISTATO - APPREZZAMENTO DELLE CONFEDERAZIONI DELL’ARTIGIANATO E DELLE PMI
Le Confederazioni dell’artigianato e delle Pmi - Confartigianato Imprese, Cna, Casartigiani e Claai - esprimono apprezzamento sull’accordo di massima raggiunto ieri sera fra Governo, Regioni e Parti sociali per l’avvio di una riforma dell’apprendistato finalizzata a semplificare le modalità di utilizzo dell’istituto, rimuovendone le cause che finora ne hanno frenato le potenzialità. In particolare, le Confederazioni valutano positivamente l’obiettivo di valorizzare la formazione by doing svolta all’interno dell’azienda. Un risultato importante per un Paese come l’Italia, dove oltre 2 milioni di giovani non studiano né lavorano ed il 26,7% delle imprese non riesce a reperire manodopera qualificata. Le Organizzazioni dell’artigianato apprezzano il riconoscimento della maggiore durata dell’apprendistato per l’artigianato perché, in questo modo, vengono valorizzate le esperienze della contrattazione collettiva di settore. Le Confederazioni considerano infatti fondamentale, affinché la riforma possa produrre gli effetti sperati, che il ruolo centrale della contrattazione collettiva nella regolamentazione dell’istituto venga salvaguardato appieno, non imponendo vincoli legislativi all’autonomia delle parti.
GIUGNO
2011
Giorgio Guerrini, Presidente di Rete Imprese Italia (Confartigianato, Cna, Casartigiani, Confcommercio, Confesercenti), esprime soddisfazione per la nomina di Mario Draghi alla Presidenza della Banca Centrale Europea.
NOMINA MARIO DRAGHI A PRESIDENZA BCE SODDISFAZIONE DI RETE IMPRESE ITALIA
Giorgio Guerrini, Presidente di Rete Imprese Italia (Confartigianato, Cna, Casartigiani, Confcommercio, Confesercenti), esprime soddisfazione per la nomina di Mario Draghi alla Presidenza della Banca Centrale Europea. “La nomina di Draghi al vertice della BCE - sottolinea Guerrini - è motivo di grande orgoglio perché riconosce l’importanza del nostro Paese in Europa. La competenza professionale, l’autorevolezza ed il prestigio internazionale di Mario Draghi rappresentano un saldo riferimento in un momento così delicato per gli equilibri finanziari dei Paesi dell'Ue e in cui è necessario che aumenti il grado di coesione delle politiche economiche in ambito europeo”.
GIUGNO
2011
Premi Rc Auto sempre più alti I Carrozzieri Confartigianato chiedono riforma dell’indennizzo diretto Anche l’Antitrust conferma necessità di riforma. Con l’obbligo del risarcimento diretto i costi aumentano e diminuisce libertà dei consumatori
ASSICURAZIONI RC AUTO
“Subito la riforma dell’attuale sistema del risarcimento diretto previsto dal Codice delle Assicurazioni Private”. La chiede l’Associazione Nazionale Carrozzieri di Confartigianato che sottolinea: “Anche il Presidente dell’Antitrust Antonio Catricalà ha confermato, nella sua Relazione annuale di pochi giorni fa, quanto denunciamo da tempo, vale a dire il sostanziale fallimento del meccanismo dell’indennizzo diretto, e ha richiamato la necessità di intervenire con una riforma di sistema che rilanci la competizione tra imprese e riduca i costi per i consumatori”. Secondo l’Associazione Nazionale Carrozzieri, a quattro anni dalla sua entrata in vigore nel febbraio 2007, la procedura di risarcimento diretto in caso di incidente automobilistico (cioè l’obbligo di richiedere l’indennizzo alla propria assicurazione) prevista dal Codice delle Assicurazioni Private ha fallito l’obiettivo di ridurre i premi delle polizze RC Auto. Infatti, dal 2009 al 2010 si sono registrati aumenti del 15% dei premi assicurativi, con punte del 25% per gli autoveicoli e del 35% per i motocicli. Come se non bastasse, i tempi di liquidazione dei danni si sono allungati. L’Associazione dei Carrozzieri di Confartigianato chiede pertanto che vengano posti all’ordine del giorno e discussi i due Disegni di legge presentati alla Camera e al Senato per modificare l’attuale sistema del risarcimento diretto previsto dal Codice delle Assicurazioni Private. I carrozzieri chiedono che i cittadini siano liberi di scegliere la procedura del risarcimento diretto, sia nella fase giudiziale che in quella stragiudiziale, oppure di richiedere l’indennizzo all’assicurazione del responsabile del danno. Inoltre sollecitano l’abolizione del rimborso ‘in forma specifica’ che permette di ottenere la riparazione gratuita dell'auto attraverso officine convenzionate con la propria compagnia. Anche in questo caso, secondo le tre Associazioni, i cittadini devono avere il diritto di scegliere il carrozziere di fiducia per la riparazione dei danni. Le norme sollecitate dai Carrozzieri di Confartigianato eviterebbero il rischio che si concretizzi un abuso di posizione dominante da parte delle assicurazioni. Secondo l’Associazione, infatti, oggi le compagnie assicurative decidono le tariffe delle polizze RC auto, possono imporre da chi far riparare l’auto incidentata, condizionano l’importo del risarcimento, condizionano le tariffe orarie che devono applicare le officine, intervengono nella determinazione dei tempi di riparazione. Tutto ciò viola i principi di libero mercato e di libera concorrenza tra le imprese di autoriparazione, con il rischio reale di una mancanza di tutela dei diritti dell’assicurato dal punto di vista della qualità ed affidabilità della riparazione, elementi indispensabili ai fini della sicurezza stradale. Le storture del sistema del risarcimento diretto – fanno rilevare i Carrozzieri di Confartigianato - sono dimostrate anche dalle numerose denunce presentate dall’Isvap (l’organo di controllo delle assicurazioni) all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato e dal crescente numero di multe che l’ISVAP ha comminato alle compagnie di assicurazione per accertata scorrettezza nei procedimenti liquidativi e della maggior frequenza dei casi di contenzioso. Senza dimenticare che la Corte Costituzionale, con la sentenza n. 180/2009 e l’ordinanza n. 154 del 26 aprile 2010, si è espressa a favore della “facoltatività” del sistema di risarcimento diretto dei danni in caso di incidente automobilistico.
GIUGNO
2011
Coinvolti 550.000 lavoratori dipendenti Soddisfazione di Confartigianato
RINNOVATO IL CCNL DELLE IMPRESE ARTIGIANE DELLA MECCANICA
GIUGNO
2011
ENERGIE RINNOVABILI
Rete Imprese Italia (Confartigianato, Cna, Casartigiani, Confcommercio, Confesercenti) sollecita maggiore sostegno al settore delle energie rinnovabili e all’efficienza energetica. Oggi, durante un’Audizione all’8° Commissione Ambiente, territorio e lavori pubblici della Camera, i rappresentanti di Rete Imprese Italia hanno sottolineato che l’efficienza, l’economicità e la concorrenzialità dei mercati dell’energia dipendono anche dall’efficacia e dalla coerenza delle scelte fatte per lo sviluppo dell’efficienza energetica e delle fonti rinnovabili, aspetti a cui Rete Imprese Italia assegna un ruolo fondamentale. Pertanto Rete Imprese Italia chiede una strategia trasparente, coerente con gli impegni europei, che valuti con un’ottica complessiva tutti gli strumenti a disposizione e, soprattutto, che sia stabile nel tempo. Rete Imprese Italia ritiene che la sostenibilità energetica non possa essere affrontata separatamente dalla politica energetica nel suo complesso. “L’esito del referendum – sottolinea Rete Imprese Italia - impone uno sforzo aggiuntivo nella direzione delle fonti rinnovabili, considerati gli impegni ambientali in termini di riduzione delle emissioni e l’importanza di aumentare l’autonomia energetica del nostro Paese diversificando il mix di approvvigionamento”. In particolare, secondo Rete Imprese Italia, la politica di sostegno nazionale dovrebbe basarsi su 4 interventi: premiare maggiormente gli impianti diffusi di piccola potenza; prevedere e incrementare gli incentivi per l’energia rinnovabile prodotta in presenza di interventi di efficienza energetica dell’immobile e dei cicli produttivi; individuare meccanismi di copertura in grado di garantire il giusto equilibrio tra il sostegno alle rinnovabili e l’esigenza di limitare l’impatto dei costi sui consumatori finali di energia; evitare di porre tetti quantitativi periodici di potenza installabile per le singole tecnologie e fissare, invece, delle tappe per la produzione complessiva, armonizzando ed allineando la redditività delle diverse tecnologie per evitare fenomeni speculativi. Inoltre, Rete Imprese Italia ritiene necessario cogliere appieno le opportunità che il settore delle rinnovabili può offrire allo sviluppo economico e dell’occupazione incentivando maggiormente lo sviluppo della filiera connessa alle fonti rinnovabili con l’introduzione di misure agevolative accessibili anche alle PMI.
GIUGNO
2011
FISCO
E' fondamentale che l'impresa possa far valere in sede giudiziaria le proprie ragioni senza limitazioni temporali che rischiano di penalizzare il contribuente onesto a fronte di pretese ingiustificate da parte del fisco. A partire dal prossimo 1° luglio gli avvisi di accertamento sono immediatamente esecutivi trascorsi 90 giorni dalla notifica. Il contribuente può far ricorso e chiedere al giudice la sospensiva dell'azione esecutiva. Il problema è che, in base al Dl Sviluppo, se tale sospensiva non viene decisa dal giudice entro 120 giorni, Equitalia può comunque procedere al recupero forzato delle somme. Sarebbe di fatto la reintroduzione del principio del solve et repete, già dichiarato inammissibile dalla Corte Costituzionale nel 1961. Va infatti evidenziato che tempi medi di pronuncia delle commissioni tributarie provinciali sulle richieste di sospensione sono superiori a 6 mesi e vi è una elevata variabilità di tali tempi, tra le varie commissioni tributarie provinciali. Inoltre, in circa la metà dei casi le richieste di sospensiva sono accolte dal giudice. Questa norma lede l'elementare diritto del contribuente ad una giusta difesa, peggiora il rapporto tra contribuente ed amministrazione fiscale ed è assolutamente inaccettabile. E' quindi necessario prevedere espressamente che l’azione esecutiva rimanga sospesa fino a quando il giudice non si sia pronunciato sull'eventuale istanza di sospensiva. Confindustria Rete Imprese Italia (Casartigiani, Cna, Confartigianato, Confcommercio, Confesercenti) Alleanza delle Cooperative Italiane (Agci, Confcooperative, Legacoop)
GIUGNO
2011
CREDITO
GIUGNO
2011
Firmato un importante accordo di collaborazione tra le Confederazioni delle Pmi e il Gruppo senese. Al centro dell’intesa l’accesso al credito, i parametri qualitativi di valutazione delle aziende, il rilancio dell’imprenditoria per il superamento della crisi.
BANCA MONTE DEI PASCHI E R.ETE. IMPRESE ITALIA INSIEME PER IL RILANCIO DI 2,6 MILIONI DI PMI
E’ stato firmato oggi a Roma il nuovo accordo tra Banca Monte dei Paschi di Siena e R.ETE. Imprese Italia, il soggetto unitario di rappresentanza che associa 2.600.000 Pmi promosso dalle cinque maggiori organizzazioni dell’artigianato, del commercio, dei servizi e del turismo: Casartigiani, CNA, Confartigianato, Confcommercio, Confesercenti. A siglare l’intesa per il sostegno e il rilancio delle small business Giuseppe Mussari, presidente di Banca MPS, e Giorgio Guerrini, presidente di R.ETE. Imprese Italia. Con questa iniziativa il Gruppo Montepaschi conferma la propria volontà di accompagnare le piccole e medie imprese oltre la crisi, confrontandosi con le Confederazioni imprenditoriali nella ricerca degli strumenti e delle soluzioni più adatte alle necessità delle aziende clienti. Questa sinergia acquisirà pieno valore attraverso un dialogo costante e concreto con il territorio e le sue specifiche esigenze. Il forte legame delle Associazioni imprenditoriali con le aree di riferimento e la presenza capillare di Banca Monte dei Paschi su tutta la penisola, rafforzata anche dal riassetto organizzativo che va nella direzione di accentuarne ulteriormente la territorialità, garantiranno il rispetto delle linee guida dell’accordo, con una presenza concreta e vicina alle realtà nelle quali le aziende clienti operano quotidianamente. L’enfasi dell’intesa non è specifica sui prodotti o le forme di finanziamento, ma sulla definizione di un percorso di analisi e lavoro comune che pone al centro della riflessione la sicurezza sul lavoro, la qualità e la capacità di innovazione, il rafforzamento patrimoniale delle imprese, i sistemi di incasso e pagamento, il sostegno delle reti di impresa e il rilancio del made in Italy. L’accordo rappresenta un nuovo ulteriore passo nella politica di sostegno alle small business che il Gruppo Montepaschi ha portato avanti con impegno attraverso l’adesione al programma ‘Avviso comune’ dell’ABI, di cui Mps è stato un precursore e che è stato siglato anche da R.ETE. Imprese Italia, per affiancare e accompagnare oltre la crisi il sistema della piccola e media impresa sul quale si fonda una parte importante dell’economia nazionale.
GIUGNO
2011
Giorgio Mussoni (Oasi Confartigianato): “No a interventi affrettati. Sì a tavolo concertazione per Legge quadro sulla materia”
CONCESSIONI DEMANIALI
“La questione delle modalità di concessione degli arenili è troppo delicata e complessa per essere affrontata a colpi di emendamenti ad un Decreto Legge che deve essere approvato in pochi giorni. Occorre dare una risposta certa a migliaia di imprese che costituiscono una delle eccellenze dell’offerta turistica italiana e che si interrogano sul proprio futuro”. Questa la posizione espressa da Giorgio Mussoni, Presidente di Oasi Confartigianato, l’Organizzazione di Confartigianato che rappresenta la categoria degli operatori balneari, sulla norma in tema di concessioni demaniali contenuta nel DL Sviluppo e che - secondo Mussoni - ha bisogno di sostanziali modifiche ma, al di là delle migliori intenzioni e di contenuti condivisibili, con interventi affrettati si rischia di generare maggiori problemi di quelli che vanno risolti, come peraltro era già successo con il primo testo del Decreto. A giudizio del Presidente di Oasi Confartigianato “la scelta più opportuna consiste nello stralcio delle norme controverse, per aprire un tavolo di concertazione Stato, Regioni e Imprese, finalizzato alle stesura di una Legge Quadro sull’intera materia. Essa corrisponde alla richiesta che abbiamo rivolto, attraverso la proposta di nostri emendamenti, ai gruppi parlamentari di maggioranza ed opposizione. Confidiamo si possa procedere in questa direzione”.
MAGGIO
2011
SISTRI
“A pochissimi giorni dall’entrata in vigore del Sistri, le istanze di 360mila imprese sono state recepite dal Ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo. L’accordo che ne proroga l’entrata in vigore finalmente coglie le gravi difficoltà di funzionamento da tempo denunciate dagli imprenditori e dimostrate in occasione del click day dell’11 maggio scorso”. Questo il commento di Giorgio Guerrini, presidente di Rete Imprese Italia, il quale esprime soddisfazione per l’intesa siglata tra le Organizzazioni imprenditoriali e il Ministero dell’Ambiente. “Il nuovo sistema informatico di tracciabilità dei rifiuti – sottolinea Guerrini - rappresenta uno strumento positivo, ma sono indispensabili opportuni adeguamenti tecnici e semplificazioni operative per renderlo facilmente utilizzabile dagli imprenditori”. “Il rinvio dell’operatività – aggiunge Guerrini – dovrà quindi servire a individuare, insieme al Ministero dell’Ambiente, le soluzioni tecniche per superare i gravi problemi di impasse tecnologica emersi finora e per garantire l’efficacia del sistema di tracciabilità dei rifiuti”.
MAGGIO
2011
Presentato il libro “Viva l’Italia. Gli artigiani nel Risorgimento”
IL SEGRETARIO GENERALE DEL QUIRINALE DONATO MARRA RICEVE UNA DELEGAZIONE DI CONFARTIGIANATO
Una delegazione di Confartigianato, composta dal Presidente Giorgio Guerrini, dai Vice Presidenti Giorgio Merletti, Claudio Miotto, Francesco Sgherza e dal Segretario generale Cesare Fumagalli, è stata ricevuta oggi al Quirinale dal Segretario Generale della Presidenza della Repubblica, Donato Marra, e dal Direttore dell'Ufficio di Segreteria del Presidente, Carlo Guelfi. Nel corso dell’incontro – fa sapere in una nota Confartigianato – il Presidente Giorgio Guerrini ha consegnato al Dott. Donato Marra una copia del libro “Viva l’Italia. Gli artigiani nel Risorgimento”, realizzato da Confartigianato, nell’occasione dei 150 anni dell’Unità d’Italia, per celebrare il contributo degli artigiani alla costruzione dello Stato Unitario. Il volume raccoglie le storie degli artigiani patrioti che parteciparono all’epopea risorgimentale e che, spesso a costo della propria vita, hanno fatto la storia del nostro Paese. “Con quest’opera – ha sottolineato il Presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini – abbiamo voluto testimoniare il ruolo sempre attivo dei piccoli imprenditori, la loro propensione all’impegno sociale e pubblico, il senso di responsabilità personale nei confronti del bene comune. Il libro vuole essere un contributo alla riflessione sul percorso che ha portato allo Stato Unitario e ai valori che lo hanno fondato. Valori tra i quali possiamo a buon diritto annoverare quelli dell’impresa, della persona, della famiglia che da 150 anni sono tra i fattori di coesione della nostra Patria e ne qualificano e concretizzano lo spirito inclusivo”. Il Presidente di Confartigianato ha poi ricordato al Segretario Generale Donato Marra che il 2 giugno, in occasione della Festa della Repubblica, i Presidenti delle Associazioni provinciali del Sistema Confartigianato consegneranno copie del libro ai Prefetti e ai Sindaci dei Capoluoghi di Provincia.
MAGGIO
2011
Le Confederazioni dell'artigianato e delle Pmi: “Restano ancora a rischio gli investimenti futuri e l’occupazione”
ENERGIE DA FOTOVOLTAICO
“L’assenza di limiti alla potenza elettrica installata potrebbe portare allo sblocco degli investimenti in corso sulle energie da fotovoltaico, tuttavia, poiché non sono stati recepiti i ripetuti appelli avanzati dalle Organizzazioni imprenditoriali, tesi in particolare a salvaguardare il potenziale di sviluppo del settore, restano pesantemente a rischio tutti gli investimenti futuri e l’occupazione”. Questo il commento dei Presidenti di Confartigianato Giorgio Guerrini, di Cna Ivan Malavasi e di Casartigiani Giacomo Basso sul Decreto Ministeriale relativo al “Quarto conto energia” firmato dal Ministro Romani e approvato ieri in Consiglio dei Ministri. “Un provvedimento – sottolineano - che modifica in maniera repentina le regole in corso di partita non può che creare gravi difficoltà ad un settore giovane e promettente come quello delle energie rinnovabili in cui operano 85.000 imprese che danno lavoro 150.000 persone”. “Chiediamo fin d’ora – concludono i Presidenti di Confartigianato, Cna, Casartigiani – che, in vista del piano strategico nazionale per l’energia, il Ministero dello Sviluppo Economico coinvolga le Organizzazioni imprenditoriali in un confronto finalizzato a razionalizzare e risparmiare risorse pubbliche ma anche a rendere equo e trasparente il mercato e a correggere gli squilibri che finora hanno penalizzato le piccole imprese”.
MAGGIO
2011
Il Presidente Giorgio Guerrini: “Bene le semplificazioni. Procedere con questo positivo cambio di marcia”
DECRETO SVILUPPO
“Registriamo un positivo cambio di marcia da parte del Governo che, grazie al lavoro di concertazione con le Organizzazioni imprenditoriali, ha recepito l’esigenza di abbassare la pressione burocratica sulle imprese. Ci auguriamo si proceda su questa strada anche nei prossimi provvedimenti con l’obiettivo di rilanciare la competitività del sistema imprenditoriale”. E’ il giudizio sul Decreto sviluppo espresso da Giorgio Guerrini, Presidente di Rete Imprese Italia. Secondo Guerrini “le positive misure di snellimento degli adempimenti tributari non esauriscono le aspettative degli imprenditori e devono preludere ad una riforma che, mettendo mano all’impianto generale della tassazione, si ponga obiettivi ambiziosi: innanzitutto la riduzione della pressione fiscale sul lavoro e sulle imprese e la semplificazione radicale del sistema”. Positivo il giudizio sul credito d’imposta per il Sud che, secondo Guerrini, “può contribuire a scuotere un mercato del lavoro che registra drammatici tassi di disoccupazione giovanile e femminile”. Perplessità sulla delega in bianco per la riforma del Fondo di garanzia per le Pmi. “Ci auguriamo – sostiene Guerrini - che uno strumento che funziona non venga snaturato nei suoi obiettivi, senza peraltro prevederne il rifinanziamento proprio in questa fase delicata di superamento della crisi”. “Attendiamo – aggiunge Guerrini - di conoscere la portata reale degli interventi per i distretti turistico-alberghieri”. Infine, Guerrini sottolinea “ci attendiamo che la modifica del tasso di usura non si traduca in un generalizzato aumento degli spread e consenta invece di aumentare la disponibilità di credito per le imprese marginali e per quelle più esposte al rischio usura”.
MAGGIO
2011
Il Presidente Giorgio Guerrini: “No a stravolgimenti della missione del Fondo”
FONDO DI GARANZIA PMI
“No a stravolgimenti della missione e delle modalità di funzionamento del Fondo di garanzia per le Pmi che rischierebbero di annullarne l’efficacia”. A dirlo è Giorgio Guerrini, Presidente di Rete Imprese Italia (Casartigiani, CNA, Confartigianato, Confcommercio e Confesercenti), il quale, in vista dell’ipotesi di interventi sul Fondo di garanzia per le Pmi nel decreto sviluppo, avverte: “Non facciamo deragliare un treno in corsa. Negli ultimi due anni il volume dei prestiti garantiti dal Fondo centrale di garanzia per le PMI è cresciuto in misura molto rilevante evidenziando una funzione anticiclica a sostegno dell’economia reale”. “Ora – sottolinea Guerrini - il Fondo non deve essere utilizzato come strumento settoriale di politica industriale, favorendo solo alcuni settori e tipologie di imprese a scapito di altre. Così come non va depotenziato il canale di controgaranzia prestato ai Confidi che, al contrario andrebbe rafforzato, ad esempio, elevando la riserva per le operazioni dal 30 al 50%”. Un altro rischio da evitare – secondo il Presidente di Rete Imprese Italia – consiste nell’aumentare oltre l’importo di 1,5 milioni di euro la somma garantita dal Fondo per ciascuna impresa. In questo modo si concentrerebbero eccessivamente le risorse su poche grandi operazioni. Al contrario, proprio per aumentare il numero di imprese beneficiarie e, contemporaneamente, minimizzare il rischio, favorendo una migliore diversificazione dei rischi assunti da parte del Fondo, è ragionevole ridurre l’importo massimo garantito per impresa a 1 milione di euro, almeno per alcune tipologie di finanziamento”. “Ci auguriamo – conclude Guerrini – che venga preservata la funzione del Fondo, strumento utile per favorire l’accesso al credito da parte delle Pmi”.
MAGGIO
2011
FEDART FIDI
Oggi, in occasione della prima riunione del Consiglio Direttivo eletto lo scorso 13 aprile, sono stati eletti i nuovi organi di Fedart Fidi, la Federazione Nazionale Unitaria dei Consorzi e delle Cooperative di Garanzia Fidi, espressione del mondo dell’artigianato e costituita da Confartigianato, Cna, Casartigiani. Fabio Petri, toscano, è stato eletto Presidente della Federazione; è un imprenditore che opera nel settore della lavorazione dei metalli ed esponente di CNA con incarichi a livello provinciale e nazionale nell’ambito dell’accesso al credito. Con una esperienza quindicinale nel mondo dei Confidi, attualmente è vice Presidente di Artigiancredito Toscano, uno dei maggiori Confidi aderenti alla Federazione e uno dei principali intermediari finanziari a livello nazionale nel mercato della garanzia. La carica di vice Presidente è stata attribuita a Mario Citron, in rappresentanza di Confartigianato e attuale Presidente del Consorzio Regionale di Garanzia del Veneto. Imprenditore artigiano nel settore termoidraulico in provincia di Treviso, Mario Citron ha una lunga e prestigiosa esperienza nel settore del credito/Confidi legati al mondo dell’Artigianato. Componente del Consiglio d’Amministrazione del Centro Cooperativo di Treviso negli anni ’90 ne è stato Presidente dal 1997 al 2004. Nel 2000 ha iniziato la sua “carriera regionale” da prima come Vice-Presidente del CRGA, sino al 2005, e successivamente come Presidente. «Nell’attuale crisi economica i Confidi sono stati determinanti per assicurare la sopravvivenza di molte piccole e piccolissime imprese, sostenendone e favorendone l’accesso al credito» ha osservato Fabio Petri. «Nel prossimo futuro il nostro sistema si troverà di fronte nuove importanti sfide, determinanti per poter continuare a svolgere con efficacia la propria missione a fianco delle imprese. L’impegno della Federazione – e il mio in particolare – è oggi quello di rappresentare e orientare i Confidi artigiani verso il conseguimento di fondamentali obiettivi strategici a favore delle imprese, valorizzandone la natura mutualistica e la matrice associativa che li contraddistingue. Ringrazio tutti coloro che hanno creduto in me e che mi hanno dato fiducia».
MAGGIO
2011
Il Presidente Giorgio Guerrini: “Approvare rapidamente la legge che pone le Pmi al centro dello sviluppo”
STATUTO DELLE IMPRESE
“Lo Statuto delle Imprese rende applicabili i principi dello Small Business Act alla legislazione nazionale, individuando norme, alcune delle quali immediatamente applicabili, che consentiranno, in un Paese come l’Italia che vanta la più alta densità europea di Pmi, di porre queste ultime al centro dell’iniziativa politica e delle strategie di sviluppo”. E’ positivo il giudizio sullo Statuto delle Imprese espresso oggi da Giorgio Guerrini, Presidente di Rete Imprese Italia (Casartigiani, CNA, Confartigianato, Confcommercio e Confesercenti), all’Audizione in Commissione Industria del Senato. “Rete Imprese Italia – ha sottolineato Guerrini – ha condiviso fin dalla sua genesi questa normativa perché rovescia la tradizionale prospettiva di privilegio della grande industria, applica il principio di libertà economica espresso dalla Costituzione e contribuisce a liberare l’impresa dai lacci delle burocrazia sia con lo stimolo alla semplificazione, sia con il ricorso strutturale alla sussidiarietà orizzontale”. Il Presidente Guerrini sollecita “l’approvazione in tempi rapidi dello Statuto delle Imprese” e auspica “che anche al Senato il provvedimento possa avere l’unanimità di consensi registrata alla Camera”. Tra gli aspetti fondamentali dello Statuto, Guerrini segnala la misurazione preventiva dell’impatto delle disposizioni legislative e amministrative sulle PMI; l’applicazione di criteri di proporzionalità e gradualità nell’introduzione di nuovi adempimenti in base alla dimensione dell’impresa al numero di addetti e al settore di attività; la riduzione e la trasparenza degli oneri informativi a carico delle imprese; la reciprocità nei rapporti tra PA ed imprese; la sostituzione dei controlli pubblici attraverso il ricorso alle certificazioni degli enti di normalizzazione o dei professionisti. Di fondamentale importanza, secondo Guerrini, l’istituzione della legge annuale per la tutela e lo sviluppo delle micro, piccole imprese, di cui Guerrini chiede l’estensione anche alle medie imprese, perché consente di allineare le misure di politica economica e sociale al principio base dello SBA “Pensare innanzitutto al piccolo’, e di promuovere la crescite delle micro, piccole e medie imprese risolvendo i problemi che continuano ad ostacolarne lo sviluppo. Il Presidente di Rete Imprese Italia confida “nell’atteggiamento costruttivo delle amministrazioni regionali, soggetti necessari per la completa attuazione dello Statuto”.
APRILE
2011
Guerrini (Rete Imprese Italia): “Ministro Romani tradisce impegno a confrontarsi con imprese”
ENERGIE RINNOVABILI
“Il Ministro Romani annuncia la firma del decreto sulle energie rinnovabili? Allora è carta straccia l’impegno assunto dallo stesso Romani a confrontarsi con le Organizzazioni imprenditoriali per definire un testo condiviso”. E’ il duro commento di Giorgio Guerrini, Presidente di Rete Imprese Italia, all’intenzione annunciata dal Ministro dello Sviluppo Economico. “Una decisione – sottolinea Guerrini - inopportuna nel metodo e nel merito. Nel metodo perché contraddice la disponibilità al confronto manifestata nei giorni scorsi e nel merito perché il provvedimento, da quel che se ne sa, non offre alcuna certezza sulle prospettive di 85.000 imprese e mette in pericolo 150.000 posti di lavoro”. Inoltre, secondo il Presidente di Rete Imprese Italia “appare ancor più singolare la volontà di varare ora un decreto sulle energie rinnovabili, quando lo stesso Ministro Romani, dopo la rinuncia all’utilizzo del nucleare, ha annunciato la presentazione di un grande piano strategico nazionale che punta anche sulle energie alternative. Quel che è certo è che con questo decreto le imprese sono ridotte all'impasse e rimangono nell'impossibilità di pianificare i propri investimenti e di garantire il mantenimento dei posti di lavoro”.
APRILE
2011
FISCO
“Il Ministro Tremonti ha recepito quanto le Organizzazioni imprenditoriali denunciano da sempre: bisogna combattere l’oppressione dei controlli nei confronti delle imprese. Ma non dimentichiamo che l’accanimento ispettivo è figlio della cultura del sospetto verso gli imprenditori e genera la complessità e gli alti costi della burocrazia italiana. Basti dire che in ambito fiscale, solo 4 adempimenti (770, dichiarazione IVA, comunicazione annuale e rimborsi Iva) costano, di pura burocrazia, al sistema delle imprese italiane oltre 2,7 miliardi di euro. Poche regole e più certezza nella loro applicazione è l’obiettivo cui tendere, applicando anche un reale principio di gradualità per dimensione d‘impresa e per settore di attività”. Così Giorgio Guerrini, Presidente di Rete Imprese Italia, commenta le dichiarazioni del Ministro dell’Economia all’Audizione in Commissione Finanze della Camera. Secondo Guerrini “sarebbe auspicabile creare un coordinamento delle attività ispettive nei diversi ambiti: fisco, lavoro, ambiente, ecc, per evitare agli imprenditori il ‘supplizio’ dei reiterati controlli a tempi ravvicinati, quando addirittura non sovrapposti”. “Ma soprattutto – aggiunge Guerrini - occorre sfoltire la mole di norme e adempimenti che si sono stratificati nel tempo e sui quali, una volta introdotti nell'ordinamento, non viene effettuata alcuna misurazione del loro reale utilizzo da parte dell'Amministrazione”.
APRILE
2011
Il Presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini: “Dal nuovo Conto Energia nessuna certezza per 85.000 imprese e 150.000 lavoratori. Serve tavolo con imprenditori su nuova politica energetica”
RINNOVABILI
“Le anticipazioni sul quarto Conto Energia non sembrano tranquillizzare gli imprenditori che hanno investito nelle fonti rinnovabili. Se venissero confermate, avremmo una riduzione drastica dell’incentivazione già a partire dalla seconda parte dell’anno. Secondo le elaborazioni dell’Ufficio studi Confartigianato, tra novembre e dicembre 2011 avremmo una diminuzione del 15-20 per cento degli incentivi per gli impianti di potenza inferiore ai 200 kWh, che arriverebbe a - 30% a fine 2012. Riduzioni difficilmente compatibili con gli investimenti fatti dagli imprenditori ad inizio anno”. E il commento di Giorgio Guerrini, Presidente di Confartigianato, sulle bozze del nuovo decreto all’esame del Ministero dello Sviluppo Economico. “In attesa di conoscerne i dettagli, il provvedimento – sottolinea Guerrini - non offre certezze sulle prospettive di 85.000 imprese e di 150.000 posti di lavoro”. “Quello che invece è sicuro – aggiunge il Presidente d Confartigianato - è che finora le risorse per gli incentivi alle energie rinnovabili hanno fatto nascere aziende e occupati. A differenza di altre forme di finanziamento in campo energetico: come i 3,3 miliardi annui di agevolazioni in sconti d’imposta su energia e carburanti riservati ad alcuni settori come il trasporto aereo, marittimo, agricoltura, grandi industrie energivore. In pratica, veri e propri sussidi che creano rendite di posizione, senza generare ne’ sviluppo, ne’ occupazione”. “Se davvero si intende razionalizzare e risparmiare risorse pubbliche, anche alla luce della decisione del Governo di rinunciare all’utilizzo del nucleare per produrre energia e all’annuncio del Ministro Tremonti di lanciare un grande piano europeo per le fonti rinnovabili e la ricerca di energie alternative – sottolinea Guerrini – bisogna riconsiderare l’approccio alle energie rinnovabili nel quadro di una politica energetica che renda equo e trasparente il mercato e corregga gli squilibri esistenti nella tassazione sull’energia che finora hanno penalizzato le piccole imprese”. Secondo Guerrini “bisogna cambiare metodo e ricominciare da un tavolo dove si discuta del merito delle proposte sulle rinnovabili: gli imprenditori infatti, dopo l’incontro del 18 marzo conclusosi con l’impegno del Governo ad essere convocati quanto prima su una bozza di riforma, sono rimasti in attesa ma per ora non abbiamo ricevuto alcuna proposta su cui formulare osservazioni”.
APRILE
2011
Rete Imprese Italia: “Realistico ma troppo debole nelle azioni per lo sviluppo”
DOCUMENTO DI ECONOMIA E FINANZA
APRILE
2011
Giorgio Guerrini, Presidente Rete Imprese Italia: “Molti aspetti critici da correggere”
TERZO PACCHETTO ENERGIA
Giorgio Guerrini, Presidente Rete Imprese Italia: “Molti aspetti critici da correggere” Giorgio Guerrini, Presidente di Rete Imprese Italia (Confartigianato, CNA, Casartigiani, Confcommercio, Confesercenti) esprime perplessità sullo schema di decreto legislativo che recepisce le Direttive Ue 2009/72/CE e 2009/73/CE e ne sottolinea aspetti critici sui fronti della tutela di prezzo nel mercato elettrico e del gas, del diritto di cambio del fornitore, dei reclami e dell’assetto nel trasporto del gas. “C’è il rischio – ha sottolineato oggi Guerrini durante un'audizione alla Commissione Industria del Senato – di compromettere l’efficacia del processo di liberalizzazione dei mercati dell’energia, forzando nei tempi e nei modi, il passaggio delle piccole e medie imprese da regimi di prezzi sorvegliati a quelli di prezzo libero. In particolare, per quanto riguarda l’elettricità, oggi non ci sono le condizioni per imporre una transizione in un mercato libero contraddistinto ancora da scarsa trasparenza e nel quale si rilevano quotidianamente numerose problemi nella gestione della fatturazione”. Secondo Guerrini, il mercato del gas oggi è scarsamente concorrenziale e il Governo non può quindi disattendere quanto disposto con la legge comunitaria, sottraendo alle imprese il diritto ad un regime di prezzo tutelato. Per quanto riguarda il trasporto nel settore del gas, secondo Guerrini sarebbe stato auspicabile adottare la separazione proprietaria. Inoltre, il Presidente di Rete Imprese Italia ritiene che il provvedimento abbia recepito in maniera affievolita le prerogative di controllo, valutazione ed indirizzo affidate all’Autorità di regolazione e chiede modifiche che corrispondano a quanto previsto dalla direttiva, soprattutto in merito ai poteri di valutazione del piano decennale dello sviluppo della rete, all’attività dell’organo di sorveglianza oltre alla determinazione di criteri non discriminatori per le procedure di connessione di impianti di stoccaggio, terminali di rigassificazione ed allaccio dei clienti che non usufruiscono del servizio di distribuzione. Inoltre, Guerrini ritiene necessario consentire ai privati di svolgere la funzione di operatori alternativi al gestore di rete locale laddove tecnicamente possibile. Infine Guerrini chiede che l’Autorità per l’Energia Elettrica ed il Gas sia dotata dei mezzi e dell'organico adeguati alla centrale del ruolo che il decreto le attribuisce.
APRILE
2011
Giorgio Guerrini, Presidente di Rete Imprese Italia: “E’ la migliore risposta per irrobustire sistema imprenditoriale”
INCENTIVI A RETI D’IMPRESA
Giorgio Guerrini, Presidente di Rete Imprese Italia: “E’ la migliore risposta per irrobustire sistema imprenditoriale” “E’ la migliore risposta per irrobustire il nostro sistema imprenditoriale. L’aggregazione tra imprese non si fa per decreto e con proclami. Le agevolazioni fiscali sono la modalità più efficace per mettere in rete le aziende”. Questo il commento di Giorgio Guerrini, Presidente di Confartigianato e di Rete Imprese Italia (Confartigianato, Cna, Casartigiani, Confcommercio, Confesercenti) sugli incentivi fiscali varati dal Governo per le reti d’impresa e presentati stasera dal Governo a Palazzo Chigi. Guerrini fa rilevare l’importanza del provvedimento “in un Paese come il nostro ad altissima densità imprenditoriale, con aree in cui esiste 1 impresa ogni 10 abitanti” e sottolinea “il merito dei Ministri Tremonti, Romani e Sacconi nell’aver proposto misure che consentono di creare un sistema integrato tra piccole, medie e grandi aziende. Queste sono le norme che riportano l’impresa e il lavoro al centro dello sviluppo”.
MARZO
2011
Guerrini (Confartigianato): “ Stop agli incentivi? E allora rivediamo anche i 3,3 miliardi di sconti d’imposta su energia e carburanti!”
ENERGIE RINNOVABILI
Guerrini (Confartigianato): “ Stop agli incentivi? E allora rivediamo anche i 3,3 miliardi di sconti d’imposta su energia e carburanti!” “Gli incentivi a fonti rinnovabili come il fotovoltaico costano ai cittadini molto meno di altre forme di finanziamento in campo energetico”. Lo sottolinea il Presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini che invita a fare chiarezza sulle cifre in gioco. “Nel 2010 – spiega Guerrini - il fotovoltaico è stato finanziato con 826 milioni, vale a dire con un quinto delle somme prelevate dalle bollette elettriche degli italiani attraverso la componente A3. Ma gli incentivi alle rinnovabili hanno fatto nascere 85.000 imprese e 150.000 posti di lavoro, a differenza di altre forme di agevolazione ben più costose che di fatto si traducono in meri sussidi senza generare ne’ sviluppo economico ne’ occupazione”. “Se il vero obiettivo dello stop agli incentivi alle energie rinnovabili è quello di razionalizzare e risparmiare risorse pubbliche – aggiunge Guerrini – allora bisognerebbe ripensare anche gli sconti d’imposta su energia elettrica e carburanti di cui godono alcuni settori in Italia e che valgono 3.315 milioni l’anno di minor gettito nelle casse dello Stato”. A questo proposito, l’Ufficio studi di Confartigianato ha analizzato voce per voce le 29 agevolazioni in vigore in materia di accise su energia e carburanti. La classifica dei settori che beneficiano delle agevolazioni vede in testa il trasporto aereo con 1.614 milioni di ‘sconti’ sulle accise dei carburanti Segue l’agricoltura, con un'esenzione di 817 milioni di euro sulle imposte dei carburanti, mentre il settore del trasporto marittimo può contare su 492 milioni di sconti. Quarto posto per le industrie con consumi di energia superiori a 1.200.000 KWh/mese che non pagano accise sull’energia per 241 milioni l’anno. Niente sconti invece per le piccole e medie imprese che pagano per tutti. Infatti, gli imprenditori che consumano fino a 1.200.000 KWh/mese pagano per intero l’accisa sull’imposta erariale e quelli che consumano fino 200.000 kWh/mese pagano tutta l’addizionale provinciale sull’energia. Questi due tributi contribuiscono a far lievitare al 16,4% la pressione fiscale sul prezzo dell’energia elettrica pagato dalle Pmi. “Il dibattito sugli incentivi alle energie rinnovabili – sottolinea il Presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini – non deve far dimenticare gli squilibri esistenti nella tassazione sull’energia. Se davvero si vuol rendere equo e trasparente il mercato, è indispensabile correggere anche i meccanismi di prelievo fiscale, eliminando le distorsioni che finora hanno penalizzato le piccole aziende”.
MARZO
2011
Allarme di Confartigianato per i rincari delle materie prime: +33% in 12 mesi. L’Ufficio studi di Confartigianato ha stilato la classifica dei settori e delle regioni che hanno subito il maggiore impatto
MATERIE PRIME
MARZO
2011
“Con nuovo decreto a rischio 85.000 imprese. Ristabilire certezze per investimenti e occupazione” Il decreto legislativo sulle energie rinnovabili approvato dal Governo lo scorso 3 marzo ha provocato confusione e incertezza tra gli imprenditori...
ENERGIE RINNOVABILI
“Con nuovo decreto a rischio 85.000 imprese. Ristabilire certezze per investimenti e occupazione” Il decreto legislativo sulle energie rinnovabili approvato dal Governo lo scorso 3 marzo ha provocato confusione e incertezza tra gli imprenditori e mette a rischio la sopravvivenza delle 85.000 imprese del settore. Il Governo ci ripensi e ristabilisca regole stabili per dare certezze agli investimenti delle imprese e garanzie all’occupazione. E’ la posizione espressa oggi dai vertici di Rete Imprese Italia (Casartigiani, CNA, Confartigianato, Confcommercio e Confesercenti) nel corso di un incontro al Ministero dello Sviluppo Economico. Per restituire tranquillità agli imprenditori, Rete Imprese Italia chiede la rapida approvazione del nuovo decreto d’incentivazione del fotovoltaico, senza attendere la scadenza del 30 aprile, e una clausola di transizione che permetta di mantenere fino al 31 maggio 2012 le condizioni previste dalla normativa precedente. Secondo le proposte indicate da Rete Imprese Italia, le nuove regole sugli incentivi alle energie rinnovabili dovranno scoraggiare le speculazioni ma senza danneggiare gli impianti piccoli e tecnologicamente avanzati. In questo senso la revisione complessiva del meccanismo del conto energia, compresa la riduzione tariffaria, dovrà essere concentrata sugli impianti di grandi dimensioni e dovrà rispettare l’andamento del costo totale delle diverse tipologie di impianti. Rete Imprese Italia ritiene che il nuovo decreto non debba contenere limiti annuali di potenza elettrica ammessa agli incentivi, ma dovrà al contrario individuare nuovi obiettivi di potenza installata diversificati per tipologia di impianto e coerenti con una strategia complessiva di promozione delle fonti rinnovabili nel nostro Paese.
MARZO
2011
Duecentosettantasei milioni disponibili già dalla prossima estate per l'autotrasporto. È uno degli effetti più immediati del milleproroghe...
AUTOTRASPORTO, IMPORTANTI NOVITA' DAL MILLEPROROGHE
Duecentosettantasei milioni disponibili già dalla prossima estate per l'autotrasporto. È uno degli effetti più immediati del milleproroghe che al comma 4-duodecies della versione definitiva sblocca i fondi disposti per i Tir dalla legge di bilancio, iscrivendo i 276 milioni previsti precedentemente sul capitolo in conto investimenti, negli interventi di natura corrente. Lo step successivo sarà un decreto attuativo «che - assicura il sottosegretario ai Trasporti, Bartolomeo Giachino - arriverà già il prossimo mese». Il milleproroghe ha poi esteso a tutto il 2011 gli incentivi offerti dal fondo di garanzia per le Pmi anche per l'acquisto di veicoli commerciali da parte delle imprese di autotrasporto in conto terzi. La norma ha infatti svincolato tali incentivi dalle modalità di erogazione previste per gli aiuti di importo limitato, che obbligano i beneficiari a presentare le richieste entro la fine del 2010. La proroga è subordinata alla previa autorizzazione dell'Unione europea. Incassa la proroga anche il pagamento dei premi Inail. Grazie al decreto appena approvato, slitta dal 16 febbraio al 16 giugno il termine per le aziende. Lo slittamento è dovuto al ritardo con cui saranno emanati i decreti attuativi della legge di stabilità che, all'articolo 1, comma 40, prevede la riduzione degli oneri assicurativi per i premi Inail, attingendo da un plafond destinato all'autotrasporto del valore complessivo di 124 milioni di euro. Per effetto del milleproroghe saranno inoltre esonerati dalle relative sanzioni (esclusione dai benefici fiscali, previdenziali, finanziari, oltre che dalle procedure di affidamento di beni e servizi) i vettori che non indicheranno il costo del gasolio in fattura. La norma interviene sul comma 14 dell'articolo 83-bis del Dl 112/08. La sanzione era considerata eccessiva e sproporzionata, anche perché posta a carico dell'anello debole della catena contrattuale che, paradossalmente, rappresenta proprio il soggetto che il legislatore intendeva tutelare tramite i commi 6 e 7. «Novità importante - ha commentato Giachino - se si tiene conto del fatto che queste sanzioni si applicano al committente anche in caso di mancato pagamento delle fatture oltre il novantesimo giorno». Sempre intervenendo sul comma 15 dell'83-bis, il decreto introduce anche l'obbligo di pubblicare sul sito Internet dell'Autorità che commina le sanzioni, le informazioni utili all'assunzione delle specifiche determinazioni da parte delle amministrazioni e agli enti competenti per la verifica del rispetto delle sanzioni e per l'adozione dei provvedimenti conseguenti in caso di mancato adempimento. Vicina al traguardo anche una circolare che farà chiarezza sulle nuove disposizioni sui pallets. Il milleproroghe abolisce infatti la previsione di una licenza di competenza del questore per l'esercizio di queste unità di movimentazione nelle attività di commercio. Questa attività sarà disciplinala dal testo unico delle leggi di pubblica sicurezza per contrastare il fenomeno dell'abusivismo. Il milleproroghe, infine, rimette i costi dei controlli esercitati dal ministero delle Infrastrutture ai sensi dell'articolo 6 del codice della strada sui fondi destinati alla sicurezza stradale (Fonte: Il Sole 24 Ore)
MARZO
2011
Cesare Fumagalli, Segretario Generale di Confartigianato: “Dallo Statuto delle Imprese rivoluzione copernicana: le piccole imprese al centro dello sviluppo”...
STATUTO DELLE IMPRESE
Cesare Fumagalli, Segretario Generale di Confartigianato: “Dallo Statuto delle Imprese rivoluzione copernicana: le piccole imprese al centro dello sviluppo” “Nel mondo siamo il Paese con la più alta densità di piccole imprese, ma anche con il maggior numero di ostacoli alla libertà d’iniziativa economica. L’On. Raffaello Vignali, primo firmatario della Statuto delle imprese, ha avuto il coraggio di proporre una rivoluzione copernicana che mette le micro e piccole imprese al centro dell’iniziativa politica e delle strategie di sviluppo del Paese”. Nel commentare l’approvazione dello Statuto delle imprese da parte della Camera, il Segretario generale di Confartigianato Cesare Fumagalli apprezza “l’impegno e la determinazione dell’On. Vignali per costruire norme che riconoscono e valorizzano il ruolo e il contributo all’economia delle nostre 4.223.639 micro e piccole aziende. Nell’Ocse, l’Italia è il Paese con il maggior numero di piccole imprese, ha il record di occupati nelle aziende manifatturiere con meno di 20 addetti e ricava la maggior quota di Pil proprio dalle Pmi”. “Nelle misure dello Statuto – sottolinea Fumagalli – ritroviamo molte indicazioni di Confartigianato. Tra le più innovative, la realizzazione di un Rapporto annuale sulle PMI da inviare al Presidente del Consiglio, come avviene negli Stati Uniti, l’analisi preventiva dell’impatto della regolazione sulle Pmi, l’applicazione di criteri di gradualità e proporzionalità in occasione dell'introduzione di nuovi adempimenti, la semplificazione nei rapporti con la Pubblica Amministrazione”. Inoltre, Fumagalli apprezza “la riserva del 60% degli incentivi alle Pmi di cui almeno il 25% è destinato alle micro e piccole imprese”. Il Segretario Generale di Confartigianato Cesare Fumagalli fa rilevare “l’ampia e trasversale condivisione della proposta di legge da parte dei parlamentari firmatari dell’iniziativa”. “L’approvazione unanime della proposta di legge, che porta le firme bipartisan di deputati di maggioranza e opposizione – sottolinea Fumagalli - dimostra che l’Italia è unita nel considerare le piccole imprese un patrimonio da valorizzare”. “Auspico – conclude Fumagalli - un iter parlamentare rapido per la proposta di legge che deve dare presto i suoi frutti. Per restituire fiducia a cittadini e imprenditori, per far crescere il Paese, servono nuove scelte economiche e culturali che pongano la piccola impresa al centro degli interventi per rilanciare la competitività”.
MARZO
2011
Tre linee direttrici per rilanciare la competitività del Paese e sostenere lo sviluppo delle imprese. Le ha indicate Giorgio Guerrini, Presidente di Rete Imprese Italia...
RETE IMPRESE ITALIA SU ANALISI ANNUALE UE DELLA CRESCITA: “PER RILANCIARE SVILUPPO SERVONO SEMPLIFICAZIONE, RIFORME STRUTTURALI, SOSTEGNO ALL’IMPRESA DIFFUSA”
Tre linee direttrici per rilanciare la competitività del Paese e sostenere lo sviluppo delle imprese. Le ha indicate Giorgio Guerrini, Presidente di Rete Imprese Italia (Confartigianato, Cna, Casartigiani, Confcommercio, Confesercenti) intervenuto all’Audizione presso la Commissione Bilancio della Camera sulla Comunicazione della Commissione Europea relativa all’Analisi annuale della crescita. Il primo fronte di interventi sollecitati dal Presidente Guerrini riguarda la correzione dei conti pubblici da attuare sul versante della spesa, riducendo i costi della politica e alleggerendo il carico amministrativo sulle imprese, insieme con l’attuazione di un federalismo che responsabilizzi i livelli di governo locale senza aumentare il carico tributario. Contemporaneamente Guerrini sollecita una riforma del fisco che riequilibri la pressione fiscale a favore del lavoro e dell’impresa. Il secondo ambito di misure indicate da Rete Imprese Italia riguarda la competitività delle imprese. A questo proposito, il Presidente Guerrini considera “necessaria la semplificazione e la riduzione degli adempimenti burocratici accompagnate dalla modernizzazione delle infrastrutture e da interventi in difesa delle imprese costrette a fronteggiare condizioni di illegalità”. Gli interventi relativi al mercato del lavoro rappresentano il terzo fronte sul quale Rete Imprese Italia chiede correttivi e sollecita riforme più incisive e coraggiose per eliminare le rigidità e per spostare l’asse degli interventi da politiche passive di stampo assistenziale a politiche attive di sostegno per chi cerca un’occupazione.
MARZO
2011
L’impennata record dei prezzi dei carburanti, seguita al divampare della crisi politica in Libia e nel Medio Oriente, rischia di travolgere non soltanto gli autotrasportatori ma il sistema Italia nel suo complesso, peraltro non ancora uscito dalla crisi economica globale del 2008. Si rischia un effetto moltiplicatore...
AUTOTRASPORTO - EMERGENZA CARBURANTI: UNATRAS SUONA IL CAMPANELLO D’ALLARME
L’impennata record dei prezzi dei carburanti, seguita al divampare della crisi politica in Libia e nel Medio Oriente, rischia di travolgere non soltanto gli autotrasportatori ma il sistema Italia nel suo complesso, peraltro non ancora uscito dalla crisi economica globale del 2008. Si rischia un effetto moltiplicatore. E’ l’allarme lanciato da UNATRAS (costituita da Confartigianato Trasporti, CNA FITA, FAI, FIAP L., SNA/CASARTIGIANI, UNITAI). “Alla variabile internazionale – sottolinea Francesco Del Boca, Presidente di Unatras e di Confartigianato Trasporti - si aggiunge quella speculativa dei mercati finanziari, ancora più grave e che riteniamo assolutamente inaccettabile. Nel picco del luglio 2008, con un prezzo di quasi 150 dollari al barile, pagavamo per la benzina 1,528 euro per litro; oggi ce ne chiedono altrettanti (precisamente 1,524) ma con il barile a 104 dollari (per il gasolio la differenza è risibile, 0,11 centesimi- da 1,52 a 1,41 euro/l)”. I conti – secondo UNATRAS - non tornano. Le scorte, in realtà, appaiono agli osservatori più che sufficienti per il fabbisogno mondiale. Dunque sono le manovre speculative sulle quantità già stoccate nei mesi scorsi a provocare i paurosi aumenti a cui assistiamo oggi. Infine, la nostra tassazione nazionale dei carburanti risulta essere per imprese e cittadini una delle più pesanti in Europa, al di là di iniziative e proposte comunitarie. “Auspichiamo – conclude il Presidente Del Boca - che il Governo, al fine di non vanificare quanto di buono fatto a favore dell’autotrasporto con le misure contenute nel Milleproroghe, si attivi subito con un piano per arginare la situazione, intervenendo sulle accise e diminuendo sul breve periodo il prezzo al litro del carburante, come peraltro già fatto in passato. Ciò consentirebbe peraltro un più che legittimo allineamento dei prezzi italiani a quelli europei”.
MARZO
2011
Le imprenditrici di Donne Impresa Confartigianato esprimono soddisfazione per l’intesa a sostegno delle politiche di conciliazione fra famiglia e lavoro firmata da Rete Imprese Italia con il Ministero del Lavoro e le altre parti sociali...
DONNE IMPRESA CONFARTIGIANATO: “ANCHE PER LE LAVORATRICI AUTONOME BUONE PRATICHE PER CONCILIARE LAVORO E FAMIGLIA”
Le imprenditrici di Donne Impresa Confartigianato esprimono soddisfazione per l’intesa a sostegno delle politiche di conciliazione fra famiglia e lavoro firmata da Rete Imprese Italia con il Ministero del Lavoro e le altre parti sociali. L’intesa ha infatti il pregio di avere posto con forza tale tematica al centro dell’agenda del Governo e delle parti sociali. Donne Impresa Confartigianato auspica, pertanto, che il tavolo tecnico possa individuare anche per le lavoratrici autonome buone pratiche atte a conciliare i tempi di vita e di lavoro con la cura della famiglia. “La conciliazione – sottolinea Edgarda Fiorini, Presidente di Donne Impresa Confartigianato - è il grande problema che preoccupa le imprenditrici, addirittura più della crisi. Lo dichiara l’82% delle imprenditrici intervistate dall’Osservatorio di Confartigianato. Un problema talmente grave che l’88% delle intervistate ritiene impossibile assentarsi dal lavoro per dedicarsi ai figli o delegare ad altri le proprie mansioni nel periodo della maternità”. “Le imprenditrici italiane – conclude la Presidente Fiorini - hanno le idee chiare su cosa serve per mettere d’accordo tempi di lavoro e cura della famiglia. Il 91% chiede di aumentare i servizi, come gli asili nido. L’85% è convinta che, se si risolvesse il problema della conciliazione, lavorerebbero più donne e circolerebbe più ricchezza per tutti”.
MARZO
2011
Giampaolo Palazzi è il nuovo Presidente di ANAP, l’Associazione Nazionale Anziani e Pensionati di Confartigianato...
GIAMPAOLO PALAZZI È IL NUOVO PRESIDENTE DELL’ANAP CONFARTIGIANATO
MARZO
2011
E’ inaccettabile l’esclusione dei lavoratori autonomi dai benefici previdenziali previsti per i lavori usuranti. Si tratta di una discriminazione che presenta profili di dubbia legittimità costituzionale...
RETE IMPRESE ITALIA SU LAVORI USURANTI: NO A PENALIZZAZIONI PER AZIENDE E LAVORATORI AUTONOMI
E’ inaccettabile l’esclusione dei lavoratori autonomi dai benefici previdenziali previsti per i lavori usuranti. Si tratta di una discriminazione che presenta profili di dubbia legittimità costituzionale. Inoltre lo schema di decreto presenta molte criticità che si ripercuotono sui datori di lavoro che sono soggetti a sanzioni onerose laddove la documentazione per dimostrare l’esistenza del beneficio previdenziale dovesse risultare non idonea. Non si possono superare difficoltà di applicazione della normativa trasformandole in responsabilità e oneri aggiuntivi per le aziende. Lo hanno ribadito oggi i rappresentanti di Rete Imprese Italia (Confartigianato, CNA, Casartigiani, Confcommercio, Confesercenti) durante l’Audizione presso l’XI Commissione Lavoro del Senato sullo schema di Decreto legislativo in materia di accesso anticipato al pensionamento per gli addetti a lavorazioni particolarmente faticose e pesanti. Rete Imprese Italia contesta la disparità di trattamento tra lavoratori dipendenti e lavoratori autonomi. “Non si capisce – sottolineano i rappresentanti di Rete Imprese Italia - perché alcune attività vengono definite usuranti se sono svolte da lavoratori dipendenti mentre tali non sono considerate se ad esercitarle è un lavoratore autonomo. Eppure nei settori privati inclusi nella lista del decreto, ogni 100 dipendenti troviamo 49 imprenditori che svolgono le medesime mansioni usuranti del dipendente”. Rete Imprese Italia chiede che venga ripristinato quanto previsto nelle precedenti riforme del sistema pensionistico obbligatorio e complementare, estendendo le norme sui lavori usuranti anche ai lavoratori autonomi. Tra le criticità del provvedimento, Rete Imprese Italia fa rilevare anche l’esclusione di importanti settori come l’edilizia e l’autotrasporto merci. “Come si può pensare – sottolineano i rappresentanti di Rete Imprese Italia - che l’attività di autotrasportatore di merci sia meno faticosa rispetto a quella di un dipendente alla guida di un mezzo pubblico?”.
MARZO
2011
Il Presidente Giorgio Guerrini esprime, a nome di Rete Imprese Italia, apprezzamento per la nomina di Giuseppe Tripoli a Mister Pmi...
NOMINA GIUSEPPE TRIPOLI A MISTER PMI - SODDISFAZIONE DI RETE IMPRESE ITALIA
Il Presidente Giorgio Guerrini esprime, a nome di Rete Imprese Italia, apprezzamento per la nomina di Giuseppe Tripoli a Mister Pmi. Nell’augurare buon lavoro a Giuseppe Tripoli, il Presidente Guerrini si dice “certo che, con la sua competenza unita alla profonda e diretta conoscenza della realtà del nostro sistema produttivo, Tripoli sarà un sicuro punto di riferimento per le piccole e medie imprese e saprà accompagnarle nella concreta attuazione dei provvedimenti utili al loro sviluppo. In tal senso sappiamo di avere in Giuseppe Tripoli un alleato per l’applicazione dei principi dello Small Business Act”.
FEBBRAIO
2011
Soddisfazione per le norme sull’autotrasporto contenute nel decreto milleproroghe viene espressa dal Presidente di Unatras Francesco del Boca...
FRANCESCO DEL BOCA, PRESIDENTE DI UNATRAS: “CON DECRETO MILLEPROROGHE SBLOCCATE NORME SU AUTOTRASPORTO”
Soddisfazione per le norme sull’autotrasporto contenute nel decreto milleproroghe viene espressa dal Presidente di Unatras Francesco del Boca. Del Boca sottolinea “l’impegno del Sottosegretario al Ministero dei Trasporti Bartolomeo Giachino il quale ha recepito le sollecitazioni delle Organizzazioni dell’autotrasporto e ha contribuito a sbloccare provvedimenti attesi da tempo dagli imprenditori”. Tra le norme contenute nel decreto, il Presidente di Unatras indica la disponibilità delle risorse, pari a 276 milioni, previste dalla legge di bilancio per le aziende di autotrasporto. Il milleproroghe, oltre a intervenire sulla disciplina dei pallets, ha esteso a tutto il 2011 gli incentivi offerti dal fondo di garanzia per le Pmi di autotrasporto di merci in conto terzi anche per l'acquisto di veicoli commerciali. Il Presidente Del Boca segnala inoltre la proroga al 16 giugno del termine per il pagamento dei premi Inail da parte delle aziende di autotrasporto. Per effetto del milleproroghe saranno inoltre esonerati dalle relative sanzioni (esclusione dai benefici fiscali, previdenziali, finanziari, oltre che dalle procedure di affidamento di beni e servizi) i vettori che non indicheranno il costo del gasolio in fattura. “La sanzione – fa rilevare il Presidente Del Boca - era considerata eccessiva e sproporzionata, anche perché posta a carico dell'anello debole della catena contrattuale che, paradossalmente, rappresenta proprio il soggetto che il legislatore intendeva tutelare”.
FEBBRAIO
2011
Un milione e mezzo di imprese potranno beneficiare di condizioni agevolate. L’intesa completa il quadro di collaborazione con le Organizzazioni imprenditoriali e consolida un modello tariffario unitario e condiviso...
CONFARTIGIANATO, CNA E CASARTIGIANI SIGLANO ACCORDO CON I DISCOGRAFICI (SCF) PER LA MUSICA D’AMBIENTE
Musica e diritti: è intesa tra SCF Consorzio Fonografici e le Confederazioni dell’artigianato e delle Pmi. Confartigianato, CNA e Casartigiani si impegnano sul fronte della tutela dei ‘diritti connessi discografici’ e siglano con SCF un accordo a favore di 1,5 milioni di imprese rappresentate. L’intesa con le Confederazioni dell’artigianato completa un più ampio quadro di collaborazione instaurato da SCF con le Organizzazioni imprenditoriali e definisce termini, condizioni applicative e procedure semplificate nella determinazione del compenso dovuto ad artisti e produttori discografici per l’utilizzo in pubblico di musica d’ambiente, come previsto dalla legge italiana sul diritto d’autore e dalle direttive dell’Unione Europea. “Con questo accordo la diffusione di musica registrata ad opera di operatori professionali trova piena regolamentazione. Si consolida, infatti, anche nel nostro Paese l’applicazione di un sistema tariffario di riferimento per il mercato della musica d’ambiente. Si tratta di un modello unitario, trasversalmente riconosciuto dagli organismi di rappresentanza delle diverse categorie di operatori che ogni giorno fanno uso di musica nell’ambito della propria attività, anche attraverso una semplice radio”, commenta Saverio Lupica, Presidente di SCF. Confartigianato, Cna e Casartigiani sottolineano: “Con questo accordo inauguriamo un percorso di collaborazione volto a tutelare sia le imprese utenti sia le imprese discografiche, in una logica di reciproco vantaggio. Abbiamo compiuto ogni sforzo per ricostituire condizioni di serenità dopo le tensioni dei mesi scorsi”.
FEBBRAIO
2011
“Lo Small Business Act è una grande opportunità per le piccole e medie imprese italiane e per questo ne sollecitiamo la rapida attuazione”...
SMALL BUSINESS ACT
“Lo Small Business Act è una grande opportunità per le piccole e medie imprese italiane e per questo ne sollecitiamo la rapida attuazione”. Giorgio Guerrini, Presidente di Rete Imprese Italia (Confartigianato, CNA, Casartigiani, Confcommercio, Confesercenti) considera particolarmente significativa la scelta del Vice Presidente della Commissione Europea On. Antonio Tajani di presentare la revisione dello Small business Act proprio in Italia. “Il nostro – fa rilevare Guerrini - è il Paese che, nell’Ocse, vanta il più alto numero di piccole e medie imprese, 4.231.900, pari al 94,7% del totale delle aziende italiane, che impiegano il 58,5% della forza lavoro e contribuiscono al 60% della ricchezza prodotta nel Paese”. “Ci aspettiamo – sottolinea il Presidente Guerrini - che la linea-guida dello Small Business Act, ‘Pensare innanzitutto al piccolo’, si traduca presto in realtà. Per questo chiediamo alle istituzioni europee di attribuire ai contenuti dello Small Business Act il valore cogente di Direttive affinché gli Stati membri siano obbligati ad attuarli. Un esempio di questa prassi è la Direttiva Ue sulla lotta contro i ritardi di pagamento, pubblicata proprio oggi sulla Gazzetta Ufficiale dell’Ue e che ci auguriamo sia presto attuata in Italia. Bisogna passare rapidamente dagli impegni ai fatti, soprattutto per quanto riguarda l’applicazione del principio della proporzionalità al fine di costruire norme a misura di piccole imprese”. Il Presidente Guerrini sottolinea che “l’Italia è stata tra i primi Paesi in Europa a recepire i principi dello Small Business Act. Ora – aggiunge Guerrini - attendiamo segnali concreti della volontà del Governo e del Parlamento di porre le piccole e medie imprese al centro dell’iniziativa politica e delle strategie di sviluppo del Paese. Per questo si deve anche accelerare l’approvazione in Parlamento dello Statuto delle imprese che contiene misure per valorizzare la libera iniziativa, l’assunzione del rischio, l’innovazione e per liberare le imprese da costi e vincoli che ne comprimono le potenzialità”.
FEBBRAIO
2011
"Nel leggere i risultati del Cresa comunque proiettiamo la nostra regione, sia pur lentamente, verso una ripresa...
L'ASSESSORE,PIU' VELOCI SULLA NOSTRA STRADA DEL CAMBIAMENTO
"Nel leggere i risultati del Cresa comunque proiettiamo la nostra regione, sia pur lentamente, verso una ripresa. Ora conta che si acceleri il percorso che ridisegna l'orizzonte dell'economia industriale dell'Abruzzo". L'assessore allo Sviluppo economico, Alfredo Castiglione, ha commentato i dati del Cresa sulla ripresa economica in Abruzzo. "Il dopo crisi - ha proseguito Castiglione - ci consegnerà una regione diversa, con obiettivi diversi, con una mentalità di agire imprenditoriale e politica profondamente modificata. E' necessario abbandonare vecchi modelli per abbracciarne di nuovi. Proprio in un momento difficile come questo, ma i dati ci danno speranza, deve venir fuori il coraggio di voler rimettere in carreggiata la macchina regionale. Alcune riforme come quella dell'artigianato, dei consorzi fidi e dei consumatori; l'avvio della riforma sul commercio vanno in questa direzione. Basta confrontare sempre sui quotidiani di oggi, i dati trimestrali di Unioncamere, per avere la conferma che l'aver operato in modo spedito sulla riforma di settore e sui consorzi fidi ha ricreato fiducia verso le istituzioni, incentivando gli investimenti. L'aver poi puntato sui poli di innovazione, sulle reti d'impresa, ricerca e sviluppo, avvalora ulteriormente la giustezza delle posizioni del Governo regionale che otterranno, con la riforma dei consorzi industriali, una ulteriore sterzata sul fronte del rinnovamento. Noi abbiamo bisogno di un territorio che semplifichi gli insediamenti industriali, nel rispetto delle norme, di riequilibrare il territorio, in termini di equità industriale, cioè di servizi che devono avere la stessa efficienza e lo stesso costo su tutta la regione, avere un unico interlocutore, attivare anche eventuali differenziazioni tariffarie o politiche agevolative, favorendo volta per volta investimenti o comportamenti e dissuadendone altri. La Regione ha quindi il compito di creare le condizioni per accelerare i processi di ripresa ma il territorio deve fare la sua parte. La Regione ha il compito di creare l'hardware del sistema, cioè il territorio, di tutelarlo e conservarlo; gli altri attori locali, ovvero le imprese, installeranno il software che ritengono più opportuno, utilizzando nel miglior modo possibile i finanziamenti comunitari e nazionali. È una tendenza verso la quale la Regione Abruzzo sta speditamente andando - ha concluso Castiglione - e che avrà uno dei pilastri fondamentali ed inevitabili nella riforma dei consorzi industriali. Nessuno si può opporre ad un processo di competitività se si vuole bene alla regione nella sua interezza e non ai suoi singoli comprensori".
FEBBRAIO
2011
GIORGIO GUERRINI, PRESIDENTE DI RETE IMPRESE ITALIA: “SODDISFAZIONE PER INTERVENTI CHE ACCOMPAGNANO LE IMPRESE FUORI DALLA CRISI”
ACCORDO POST MORATORIA DEBITI PMI
Giorgio Guerrini, Presidente di Rete Imprese Italia (Confartigianato, CNA, Casartigiani, Confcommercio, Confesercenti) esprime soddisfazione per la firma dell’accordo post moratoria dei debiti delle Pmi. “La moratoria – sottolinea Guerrini – si è rivelata efficace strumento per dare ossigeno alle imprese nella fase più difficile della crisi. La proroga consentirà di mantenere viva la capacità di interlocuzione tra le imprese, il sistema bancario e il Governo che si è sviluppata in occasione dell’accordo siglato nel 2009”. “L’intesa firmata oggi – aggiunge il Presidente di Rete Imprese Italia – prevede misure semplici e di agevole attuazione per accompagnare gli imprenditori nel percorso di uscita dalla crisi, riducendo sensibilmente il peso del debito”. Positivo il giudizio di Rete Imprese Italia sul sostegno alle esigenze di patrimonializzazione delle aziende e sull’allungamento fino a 3 anni delle scadenze per il pagamento del debito residuo per le imprese che hanno usufruito della prima moratoria e che intendono richiedere una ulteriore dilazione del termini di restituzione del finanziamento.
FEBBRAIO
2011
'Confrontando i dati riferiti al periodo che va dal giugno 2009 al giugno 2010, forniti dal quarto rapporto INPS ed Abruzzo Lavoro, che inquadra la situazione occupazionale ed imprenditoriale abruzzese riconosco un progresso...
IMPRESA E LAVORO: DIFFUSI I DATI RAPPORTO INPS E ABRUZZO LAVORO
FEBBRAIO
2011
RETE IMPRESE ITALIA: RISCHIO DI AUMENTO DELLA PRESSIONE FISCALE SULLE IMPRESE
FEDERALISMO MUNICIPALE
Il nuovo testo del decreto sul federalismo municipale rischia di far aumentare la pressione fiscale locale sulle imprese. Secondo Rete Imprese Italia il passaggio dall’attuale aliquota ICI, pari in media al 6,49 per mille, alla nuova IMU con aliquota base del 7,6 per mille che, però, grazie all’autonomia concessa ai Comuni, potrebbe essere incrementata sino al 10,6 per mille, comporterebbe, in tal caso, un aggravio fiscale sugli immobili strumentali posseduti dalle imprese pari a circa 3 miliardi di euro. “Sarebbe un pesante aumento per il sistema delle imprese già gravato da una pressione fiscale più elevata rispetto alla media europea” commenta Giorgio Guerrini, Presidente di Rete Imprese Italia. Dalle stime effettuate emerge che, considerando tutti gli immobili adibiti ad attività produttiva (immobili adibiti ad ufficio, negozi e botteghe, magazzini, laboratori per arti e mestieri, opifici, alberghi e pensioni, teatri, fabbricati industriali e commerciali), l’incremento dell’ imposizione ad aliquota del 7,6 per mille sarebbe pari a 812 milioni di euro. A livello di singola impresa, inoltre, l’aggravio di imposizione rischia di superare alcune migliaia di euro annue in base al Comune nel quale è collocata l’impresa stessa. “Il federalismo fiscale che ci piace – sottolinea Guerrini - è quello che favorisce la progressiva riduzione della spesa pubblica locale improduttiva e che determina un meccanismo virtuoso in grado di abbassare la pressione fiscale sulle imprese”. A questo proposito, il Presidente Guerrini conclude con un auspicio: “Ci aspettiamo che i Comuni, nell’ambito della propria autonomia tributaria, riducano, come permette la norma, l’aliquota base dello 0,3 per cento. In tal modo le imprese godrebbero di un risparmio di imposta pari a 1,4 miliardi di euro”.
FEBBRAIO
2011
RETE IMPRESE ITALIA CONFINDUSTRIA CONFAGRICOLTURA CONFAPI CONFCOOPERATIVE CISL UIL
ITALIA 150: IMPEGNO FORMALE PER CELEBRAZIONI SUI LUOGHI DI LAVORO
firmatari del presente comunicato assumono oggi l'impegno a dare il massimo contributo affinché la ricorrenza del 17 marzo sia vissuta con autentico e orgoglioso senso di partecipazione. A tal fine verrà messa in atto ogni forma di collaborazione con le pubbliche istituzioni per organizzare nei luoghi di lavoro momenti di celebrazione e di aggregazione attorno alla bandiera nazionale e ai fondamentali valori che essa rappresenta.
FEBBRAIO
2011
Grazie alla loro vitalità, nel 2010 i distretti sono usciti dalla crisi e fanno scuola: nell’export, nell’innovazione, nella sostenibilità e nella cooperazione...
I RISULTATI DEL 2° RAPPORTO DELL’OSSERVATORIO NAZIONALE DISTRETTI ITALIANI
Gli imprenditori prevedono un 2011 migliore per il fatturato, non per l’occupazione Cosa fare per agganciare definitivamente la ripresa? Gli imprenditori hanno le idee chiare: più liquidità economica (con un nuovo patto banca-impresa), più cultura d’impresa, più personale qualificato, meno concorrenza sleale “Gran parte dei distretti produttivi italiani nel 2010 ha tenuto rispetto alla congiuntura fortemente negativa, pur con trasformazioni strutturali e un ridimensionamento, in termini occupazionali oltre che di fatturato, importanti. I segnali, come l’export che ha ripreso a salire dopo valori sistematicamente negativi, sembrano indicare l’uscita definitiva dalla recessione. Tuttavia, la strada per un recupero effettivo delle posizioni perse appare piuttosto impervia. Se molti distretti mostrano grande vitalità, come nel caso dell’agroalimentare di San Daniele del Friuli, delle macchine tessili di Biella, dell’alimentare di Parma, dell’oreficeria di Arezzo, dell’abbigliamento di Rimini, della concia di Solofra, molti altri sono ancora in difficoltà, come il distretto delle macchine utensili di Piacenza, l’abbigliamento Sud abruzzese, le cappe aspiranti e gli elettrodomestici di Fabriano, il tessile-abbigliamento di Treviso. I dati 2010 segnalano una forte reazione alla crisi, con una considerevole accelerazione, che ha coinvolto tutti i settori, da metà fino alla conclusione dell’anno. Per il 2011 le imprese distrettuali prevedono aumenti di produzione e di vendite, a fronte di investimenti in crescita. I segnali di una ripresa robusta, quindi, si scorgono, ma non hanno ancora un carattere definitivamente sistemico”. Valter Taranzano, presidente della Federazione dei Distretti Italiani, sintetizza così l’esito del 2° Rapporto dell’Osservatorio Nazionale Distretti Italiani, che ha preso in esame l’andamento dei distretti nel corso del 2010, tracciando inoltre delle proiezioni 2011. Il Rapporto è stato presentato oggi a Roma, ad un convegno al quale è intervenuto anche Giorgio Guerrini, Presidente di Confartigianato e di Rete Imprese Italia. “Ciò che emerge dal 2° Rapporto - continua Taranzano - è l’evoluzione che stanno attraversando i distretti. Evoluzione caratterizzata da importanti trasformazioni organizzative realizzate dalle aziende. In primo luogo, la dimensione media delle imprese localizzate nei distretti tende ad aumentare ed è superiore rispetto alla media nazionale. In particolare, nel Nord-Est, dove maggiore è l’intensità dei distretti, le aziende grandi (con più di 50 milioni di fatturato) sono pari al doppio di quelle piccole (con meno di 10 milioni di fatturato). Alla luce di questa nuova realtà, registriamo una forte dispersione dei risultati delle imprese distrettuali. Le aziende migliori crescono sempre di più, mentre quelle marginali rischiano la chiusura. La differenza tra i due “poli” è determinata dalle strategie applicate: le imprese che registrano performance brillanti di bilancio sono quelle che, oltre a puntare sulla qualità di prodotto e sull’affermazione del marchio, hanno orientato gli investimenti sul controllo diretto dei canali distributivi, soprattutto all’estero. Da una parte, quindi, una reazione “creativa”, dall’altra evidenti sintomi di inadeguatezza. Esaminati 101 distretti Promotrice e coordinatrice del progetto, la Federazione dei Distretti Italiani per il 2° Rapporto dell’Osservatorio Nazionale Distretti Italiani si è avvalsa del lavoro congiunto di prestigiosi partner quali Confindustria, Unioncamere, Fondazione Symbola, Intesa Sanpaolo, Banca d’Italia, Fondazione Edison, Censis e Istat, come per l’edizione 2010, ai quali si sono aggiunti, da quest’anno, Confartigianato e Cna. Così facendo, la Federazione ha messo attorno ad un unico tavolo tutti coloro che lavorano, in varia misura, sui distretti e sulle loro dinamiche, realizzando un lavoro di raccolta dati e analisi unico nel suo genere. Il 2° Rapporto dell’Osservatorio Nazionale dei Distretti Italiani ha messo sotto la lente d’ingrandimento 101 distretti (9 in più rispetto al 2010). Di questi, il 38% ha interessato il settore tessile-abbigliamento, il 22% l’arredo-casa, il 12% l’agroalimentare, il 26% l’automazione e metalmeccanica, il 2% la cartotecnica-poligrafici e l’1% la cultura. Le imprese operanti nei distretti dell’Osservatorio sono circa 286.000, occupano 1,57 milioni di addetti, pari al 9% del totale delle imprese manifatturiere, con una dimensione prevalentemente piccola (il 98,3% non supera i 49 addetti, mentre l’85,5% non va oltre i 9 addetti) e realizzano un export pari a 75 miliardi di euro. La qualità della vita nei distretti – Rilevazione di Confartigianato Per l’Osservatorio Nazionale dei Distretti Italiani, la Confartigianato ha valutato la qualità della vita nei distretti attraverso 41 indicatori territoriali raggruppati in 11 ambiti. In particolare l’indice ha preso in considerazione indicatori sulla densità imprenditoriale, sul lavoro, sulla fiscalità, sulla concorrenza sleale, sul rapporto con la burocrazia, sul credito, sulla giustizia civile, sulle condizioni di legalità e conflittualità, sulle utilities e i servizi pubblici locali, su elementi di capitale sociale del territorio e sullo stock infrastrutturale. Ecco la classifica finale, cioè laddove esistono le condizioni più favorevoli per “fare impresa”. 1) Distretto del Porfido e delle pietre Trentine (indice 700); 2) Distretto del Mobile della Brianza (691); 3) Distretto dell’Abbigliamento Gallaratese, Asse del Sempione e Distretto della Metallurgia delle Valli Bresciane (ex aequo, 685); 5) Distretto della Nautica-ICT-Biotecnologie e Distretto del Caffè, entrambi in provincia di Trieste, Distretto Metalmeccanico e Distretto del Tessile, entrambi nella provincia di Lecco (ex aequo, 684); 9) Distretto Tessile e Abbigliamento di Como (680); 10) Distretto Confezioni e Abbigliamento della Bassa Bresciana (677). A livello di macrosettori, sono i distretti del Sistema Casa a mostrare le migliori condizioni ambientali per le imprese, con un indice pari a 645. Una più accentuata riduzione dell’indice si riscontra per i distretti del Sistema Moda, con un valore medio di 627 e per quelli dell’Alimentare, dove si registra il valore minimo di 604. I distretti restano baluardi: capacità di adattamento e di flessibilità Da tempo alcune analisi attribuiscono ai distretti italiani una sostanziale perdita di forza propulsiva e il conseguente avvio di una fase di ridimensionamento. Al contrario, l’Osservatorio segnala che tutto questo non sta avvenendo. Anzi, i distretti, o gran parte di essi, hanno risposto alla crisi riposizionandosi nei principali mercati di riferimento e hanno profondamente ridefinito le proprie strategie organizzative, mostrando così chiaramente il perpetuarsi di un modello flessibile, proattivo e, per molti aspetti, inesauribile. E’ un modello a “tripla A”, ovvero “adattativo, affidabile, alternativo”, attraverso il quale le imprese dei distretti captano i possibili mutamenti della domanda e degli orientamenti del mercato e propongono innovazioni di prodotto o di processo, operando attraverso reti sempre più leggere di cooperazione a livello locale. Se, dunque, la Cina o l’India, per citare i casi più noti, appaiono come importanti attori dello scenario internazionale, i distretti italiani non ne contrastano l’avanzata, ma si propongono come nuovi e affidabili interlocutori, tanto che la Cina è, ad esempio, al settimo posto come area di esportazione dei distretti industriali italiani, con probabilità di salire ulteriormente nella graduatoria dei principali mercati presidiati. Incremento del fatturato, anche nelle previsioni 2011 Il 2° Rapporto dell’Osservatorio Nazionale dei Distretti Italiani, grazie a un sondaggio tra le aziende condotto da Banca d’Italia nell’autunno del 2010 e ai dati economici-finanziari forniti da Intesa Sanpaolo, evidenzia che le imprese distrettuali che hanno registrato un incremento del fatturato nei primi nove mesi del 2010 superano quelle che hanno accusato un calo (il saldo tra le risposte è di circa il 20%). Inoltre, un’indagine condotta dal Centro Studi di Unioncamere per il 2° Rapporto dell’Osservatorio Nazionale Distretti Italiani su un campione di 1.500 aziende sottolinea che nel 2010 il 34,3% delle imprese ha registrato un incremento del fatturato rispetto al 2009 (era il 4% l’anno precedente), mentre quelle che hanno registrato un calo di fatturato sono state il 19,3%. Per il 2011 le imprese che prevedono un incremento del fatturato sono il 24%, il 69% indica una tenuta dei livelli raggiunti nel 2010 e soltanto il 7% una diminuzione. Occupazione, diminuirà anche nel 2011 Nell’indagine di Unioncamere l’occupazione resta, invece, l’aspetto più problematico e preoccupante: se nel 2010 il 12% delle aziende dichiara di avere aumentato il numero di occupati contro il 28% che, invece, ha registrato una sensibile diminuzione, per il 2011 soltanto il 5,8% prevede un incremento degli occupati contro un 13,4% che dichiara l’intenzione di diminuire sensibilmente i suoi occupati (l’80,9% dovrebbe mantenere inalterato il livello occupazionale). Il nodo dell’occupazione, secondo gli intervistati, va risolto in modo rapido, forse con azioni organiche distretto per distretto, che non si limitino solo al ricorso agli ammortizzatori sociali ma che contemplino forme di riqualificazione e reinserimento della forza lavoro manifatturiera, anche non necessariamente nello stesso settore. L’export cresce più nei distretti che fuori L’export brilla nel 2° Rapporto dell’Osservatorio Nazionale dei Distretti Italiani. Attraverso i dati della Fondazione Edison, infatti, registra che il 2010 è stato caratterizzato da un ritrovato slancio delle esportazioni dei distretti, con un’importante accelerazione nel secondo e nel terzo trimestre. In particolare, le esportazioni dei 101 distretti nel periodo gennaio-settembre 2010 sono cresciute del 10,5% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Il settore della meccanica torna a spingere, con un incremento del 14,9%, seguito dall’abbigliamento-moda, protagonista di un buon recupero, tanto che è cresciuto del 10,8%. L’export dei distretti dell’arredo-casa, a sua volta, è salito del 5,8%, quello dei distretti dell’alimentare-vini del 4,7% e, infine, quello dei distretti hi-tech del 7,4%. Non sono più, dunque, solo i settori alimentare e hi-tech a controbattere la crisi, bensì tutti i comparti dell’eccellenza manifatturiera italiana. Tra i distretti con la crescita export maggiore si segnalano quello delle macchine industriali di Treviso (+43,1%), quello degli articoli in gomma e plastica di Bergamo (+40,8%), quello conciario di Santa Croce Santa sull’Arno (+36,3%). Per la prima volta, dopo diversi anni, i distretti industriali hanno mostrato tassi di crescita superiori a quelli di aree non distrettuali (+16% contro 15,6%). Spicca, in particolare, il boom dell’export in Cina, dove i distretti hanno ottenuto performance di gran lunga migliori rispetto ai già buoni risultati del manifatturiero italiano (+81,6% contro +48,8%). E’ quindi salito ulteriormente il ruolo assunto dal mercato cinese: Cina e Hong Kong insieme si collocano ora al settimo posto nel ranking dei principali sbocchi commerciali e assorbono il 4,8% dell’export distrettuale. In base a un’indagine del Centro Studi di Unioncamere, per il 2° Rapporto dell’Osservatorio Nazionale Distretti Italiani, anche le previsioni 2011 dell’export sono confortanti: il 30,6% delle imprese prevede un ulteriore incremento, il 64,5% nessuna variazione e soltanto il 4,9% una diminuzione. Più fiducia tra gli imprenditori Che le difficoltà siano tutt’altro che superate, comunque, affiora dalle interviste effettuate dal Censis per il 2° Rapporto dell’Osservatorio Nazionale Distretti Italiani. Interviste che hanno interessato 49 imprenditori dei distretti e 52 testimoni privilegiati operanti in una struttura intermedia (associazione di categoria, organizzazione sindacale, Camera di commercio) all’interno dei distretti. Ebbene, il 58% degli intervistati ha dichiarato che il loro distretto è in una fase di ridimensionamento, contrassegnata ancora dalla flessione del fatturato delle principali imprese, da perdite in termini occupazionali e da difficoltà sui mercati esteri. Va però sottolineato che alla fine del 2009 ben l’82% degli intervistati indicava il proprio distretto in una fase critica. Appare comunque cospicua la parte di chi rivede lo scenario in ripresa: quasi il 20% del campione ritiene che il distretto abbia recuperato le posizioni perse a causa della crisi, il 5% indica addirittura una fase di crescita e il 18% è convinto che, nonostante tutto, il distretto abbia mantenuto le proprie posizioni. Ancora più incoraggiante è il quadro relativo alle sole aziende. Solo il 24% parla di ciclo congiunturale ancora negativo (era il 35% nel 2009), mentre il 20% si trova in una situazione di stazionarietà, dunque in una condizione di sostanziale tenuta delle proprie posizioni; il 29%, invece, è in una fase di consolidamento e quindi di lento rafforzamento delle proprie attività e, infine, il 27% ha detto di essere in ripresa e crescita. Non va sottovalutato, inoltre, il fatto che più di un quarto delle imprese contattate dal Censis fa presente di essere in una fase di netta ripresa del giro d’affari (era appena il 10% alla fine del 2009). Occorre un patto banca-impresa Quali sono ancora gli ostacoli da superare per agganciare saldamente la ripresa? Al riguardo, gli imprenditori hanno le idee chiare: scarsa disponibilità di liquidità finanziaria, difficoltà di ricambio generazionale, sia per i lavoratori che per gli imprenditori, mancanza di personale qualificato, concorrenza sleale di imprenditori stranieri. In questa delicata fase congiunturale per gli osservatori è necessario mettere a punto un patto banca-impresa che, con un sistema premiante in termini di valutazione del rischio e assegnazione del rating, abbia l’effetto di produrre comportamenti innovativi e virtuosi da parte delle Pmi: più cultura imprenditoriale, più internazionalizzazione, più aggregazione. Un patto, che non sia calato dall’alto, ma che possa nascere dal basso provando ad incrociare una nuova politica del credito con un’evoluzione dei comportamenti delle piccole aziende. Contraddizione sulla produzione specializzata Un altro aspetto interessante emerso dalle interviste è la cultura d’impresa. Quasi il 60% degli interpellati ha indicato tra le priorità dei cambiamenti l’innalzamento della qualità della classe imprenditoriale. Si prefigura, in questo modo, un’impresa più sofisticata rispetto al passato, non più concentrata in modo esclusivo sull’innovazione del prodotto, bensì capace di guardare anche al mercato in cui tale prodotto sarà collocato. Emerge però una contraddizione tra l’esame dei dati ufficiali e quanto dicono gli imprenditori. Infatti, secondo le analisi dei bilanci delle aziende, effettuate da Banca d’Italia, stiamo assistendo a una progressiva riduzione della specializzazione settoriale dei sistemi industriali. Il comparto “tessile-abbigliamento”, ad esempio, vede calare al proprio interno la quota di fatturato assorbita dal comparto di specializzazione principale di circa 10 punti percentuali al Nord Ovest e al Centro e di oltre 6 punti al Nord Est. Nei settori delle calzature, del mobilio e dei minerali non metalliferi, la riduzione è meno intensa ma significativa (5/6 punti). Chiamati dal Censis a rispondere sui principali fenomeni di cambiamento in corso nelle aziende dei distretti, al contrario, quasi la totalità degli imprenditori (92%) ha indicato che l’orientamento è verso nicchie di mercato molto specializzate, attraverso strategie che quasi esasperano la qualità e la personalizzazione del prodotto, mentre solo l’8% dice che l’azienda è indirizzata verso mercati di massa con prodotti generici. Crescono le reti d’impresa E’ sempre più intenso nei distretti il dibattito sulla funzione e sul valore delle reti d’impresa, incentivate dai Contratti di rete, previsti dalla legge 33/2009. Al riguardo, molto saldi appaiono i legami funzionali tra imprese all’interno dei distretti, specie nel caso delle cosiddette “reti di produzione”, che si configurano, in larga misura, come rapporti di subfornitura dagli intrecci sempre più articolati. Altre forme di collaborazione vanno dai consorzi per l’export e l’internazionalizzazione agli acquisti in comune di materie prime. Nessuna contrapposizione o esclusione, quindi, tra reti e distretti, bensì uno strumento in linea con l’esigenza di maggiore flessibilità. Le previsioni per il breve periodo indicano l’adesione di circa il 27% delle imprese distrettuali a qualche forma di collaborazione formale che le inserisca in un network. Iniziano, infine, a farsi strada le reti tra aziende distrettuali per attività di smaltimento rifiuti e per la depurazione. La qualità della vita nei distretti – Rilevazione di Confartigianato Per l’Osservatorio Nazionale dei Distretti Italiani, la Confartigianato ha valutato la qualità della vita nei distretti attraverso 41 indicatori territoriali raggruppati in 11 ambiti. In particolare l’indice ha preso in considerazione indicatori sulla densità imprenditoriale, sul lavoro, sulla fiscalità, sulla concorrenza sleale, sul rapporto con la burocrazia, sul credito, sulla giustizia civile, sulle condizioni di legalità e conflittualità, sulle utilities e i servizi pubblici locali, su elementi di capitale sociale del territorio e sullo stock infrastrutturale. Ecco la classifica finale, cioè laddove esistono le condizioni più favorevoli per “fare impresa”. 1) Distretto del Porfido e delle pietre Trentine (indice 700); 2) Distretto del Mobile della Brianza (691); 3) Distretto dell’Abbigliamento Gallaratese, Asse del Sempione e Distretto della Metallurgia delle Valli Bresciane (ex aequo, 685); 5) Distretto della Nautica-ICT-Biotecnologie e Distretto del Caffè, entrambi in provincia di Trieste, Distretto Metalmeccanico e Distretto del Tessile, entrambi nella provincia di Lecco (ex aequo, 684); 9) Distretto Tessile e Abbigliamento di Como (680); 10) Distretto Confezioni e Abbigliamento della Bassa Bresciana (677). A livello di macrosettori, sono i distretti del Sistema Casa a mostrare le migliori condizioni ambientali per le imprese, con un indice pari a 645. Una più accentuata riduzione dell’indice si riscontra per i distretti del Sistema Moda, con un valore medio di 627 e per quelli dell’Alimentare, dove si registra il valore minimo di 604. Distretti e sostenibilità Una nuova propensione che va delineandosi tra i distretti è l’innovazione in materia di sostenibilità ambientale. In particolare, Fondazione Symbola, per il 2° Rapporto dell’Osservatorio Nazionale dei Distretti Italiani, ha analizzato a fondo cinque “casi”: il Distretto Agroalimentare di San Daniele, il Distretto della Carta di Frosinone, il Distretto della Ceramica di Sassuolo-Scandiano, il Distretto della Concia di Santa Croce e il Distretto del Mobile di Livenza. Nei distretti analizzati, in tempi e modalità differenti, è stata avviata una particolare attenzione ai principi della sostenibilità dello sviluppo, in cui vengono coniugate azioni preventive e iniziative di ascolto e concertazione, mentre cresce una domanda orientata alla valutazione dell’efficacia degli interventi di tutela e-o mitigazione degli impatti, che si manifesta attraverso nuovi sistemi gestionali. Dai casi descritti è poi emerso che la sfida ambientale sta poco a poco diventando un importante fattore di competitività, un valore aggiunto per le produzioni italiane, specie in un momento di crisi economica come quello attuale, nonché un fattore economicamente conveniente. Tutti i contenuti del 2° Rapporto dell’Osservatorio Nazionale Distretti Italiani sono consultabili nel portale dedicato: http://www.osservatoriodistretti.org
FEBBRAIO
2011
“'Scossa' non basta. L’impegno del Governo per le Pmi sia a corrente costante. Per riagganciare la ripresa servono subito misure concrete”...
GIORGIO GUERRINI, PRESIDENTE DI RETE IMPRESE ITALIA, SU MISURE ANTI-CRISI VARATE DAL CONSIGLIO DEI MINISTRI
“Apprezziamo la volontà del Governo di imprimere una scossa all’economia Chiediamo sia un impegno a più alto voltaggio e a corrente costante. La crisi non è passata e il fattore tempo è decisivo per consentire agli imprenditori di cogliere i primi segnali della ripresa. Per questo servono misure immediatamente e concretamente spendibili dalle imprese”. Così Giorgio Guerrini, presidente di Rete Imprese Italia (Confartigianato, CNA, Casartigiani, Confcommercio, Confesercenti), commenta i provvedimenti approvati oggi dal Consiglio dei Ministri. “Ci auguriamo – sottolinea Guerrini - che i provvedimenti varati oggi siano il preludio di un impegno assiduo per offrire risposte adeguate alle aspettative delle imprese”. A questo proposito, il Presidente di Rete Imprese Italia dà giudizio positivo sulla razionalizzazione e semplificazione che caratterizzano la riforma degli incentivi. “Ma – aggiunge Guerrini - per evitare che la riforma rimanga una bella cornice vuota va riempita delle risorse indispensabili a rimettere in moto l’attività delle imprese”. Alte le aspettative di Rete Imprese Italia anche sul rilancio del Piano casa e del Piano per il Sud. “Sull’attuazione concreta di questi impegni si gioca il futuro di migliaia di piccole imprese italiane”. Analoga sollecitazione da Guerrini per quanto riguarda le riforme per la libertà d’iniziativa economica, l’efficienza e l’efficacia dell’azione della Pa, la sussidiarietà. “Principi sacrosanti. Ma in attesa delle modifiche costituzionali, perché non rendere concretamente utilizzabili novità che già esistono, come ad esempio la Scia, e che semplificano l’avvio dell’attività d’impresa secondo il principio dei controlli ex post? E bisognerebbe anche evitare di introdurre nuove norme inutilmente costose e farraginose che non fanno altro che complicare la vita degli imprenditori. Altrimenti non riusciremo mai a svuotare il mare della burocrazia in cui gli imprenditori rischiano di annegare”.
FEBBRAIO
2011
"Apprendo con soddisfazione che la ripresa del sistema industriale della Regione passa per le strutture dei distretti produttivi e ciò sta a significare che...
ECONOMIA:CASTIGLIONE,LA RIPRESA PASSA PER LE RETI D'IMPRESA
"Apprendo con soddisfazione che la ripresa del sistema industriale della Regione passa per le strutture dei distretti produttivi e ciò sta a significare che la politica dello sviluppo economico che la Regione Abruzzo sta attuando attraverso i poli d'innovazione, le reti d'impresa la ricerca e i servizi, va nella giusta direzione". Secondo l'assessore allo Sviluppo economico, Alfredo Castiglione, "il problema della nostra politica industriale deve trovare soluzione inevitabilmente nella ridefinizione di un nuovo modello integrato di sviluppo economico del territorio e cioè attraverso il superamento definitivo degli attuali consorzi industriali, per addivenire ad un unico ente pubblico economico, lasciando lo sviluppo del territorio a chi lo vive e lo partecipa per il tramite dei poli e delle reti. Un nuovo sistema produttivo dunque dove la Regione mantiene la sua azione di indirizzo e di programmazione. D'altra parte - sostiene Castiglione - le affermazioni della Cna e di Confindustria, e per quanto di mia conoscenza anche di altre associazioni, che sono pronte ad intervenire sulla stessa lunghezza d'onda, sottolineano positivamente che le logiche campanilistiche, localistiche o di altra logica, non possono appartenere a chi ha a cuore lo sviluppo del territorio abruzzese e a chi intende prepararlo verso una ripresa economica che abbisogna sia di nuove norme che di riforme strutturali. Bisogna quindi mettere in condizione i distretti che stanno risalendo la china, e tutte quelle filiere che si riconoscono nei poli produttivi, di poter esprimere al meglio le proprie potenzialità sotto la guida di una normativa capace di assecondarle al fine di ridisegnare la geografia economico industriale dell'Abruzzo.
FEBBRAIO
2011
Confindustria e rete imprese italia: celebriamo la giornata del 17 marzo senza penalizzare la produttività...
UNITA' D'ITALIA

Gli imprenditori italiani sono profondamente partecipi dei valori che ispirano la Giornata dell’Unità d’Italia. Ma in questa delicata fase per la ripresa della nostra economia, sarebbe opportuno celebrare la ricorrenza del 17 marzo, tenendo conto delle esigenze della produttività e della crescita. E’ la posizione espressa da Rete Imprese Italia (Confcommercio, Confartigianato, CNA, Casartigiani, Confesercenti) e da Confindustria che, nel rispetto delle decisioni del Governo per ricordare la ricorrenza della proclamazione dell'Unita' d'Italia, chiedono al tempo stesso che si tenga conto degli sforzi compiuti dagli imprenditori per recuperare competitività. La giornata del 17 marzo - sottolineano - sia onorata come una ricorrenza solenne del nostro Paese, ma evitando la perdita di preziose ore di lavoro o un aggravio di costi per le imprese. Per contribuire a dare alla Giornata l'importanza che merita, le imprese si impegnano a fare la loro parte a fianco delle istituzioni pubbliche, organizzando nei luoghi di lavoro momenti di ricordo e di aggregazione attorno alla bandiera nazionale.
FEBBRAIO
2011
Presentato ‘Ripresa Italia’, accordo tra UniCredit e Rete Imprese Italia. Previsti un plafond da 1 miliardo di euro e interventi finanziari innovativi...
LA RIPRESA CONVINCE, È ORA DI DARE NUOVO SLANCIO ALLE AZIENDE

Presentato ‘Ripresa Italia’, accordo tra UniCredit e Rete Imprese Italia. Previsti un plafond da 1 miliardo di euro e interventi finanziari innovativi. Prosegue così il percorso di sostegno alle imprese cominciato tre anni fa Sono due i Paesi cui guardare quando si parla di ripresa economica e scenario internazionale: l’America registra una crescita moderata che si prevede possa avere dei riflessi positivi già a fine 2011 anche sul mercato del lavoro e la Germania che rivede al rialzo le stime di crescita 2011, confermando il suo ruolo di locomotiva d’Europa anche per i prossimi due anni. Segue questo trend anche l’Italia, seppur con segnali di ripresa più contenuti e ancora non consolidati: le aspettative a tre mesi rilevate a dicembre 2010 dall’ISAE parlano di ripresa per quanto riguarda gli ordini (saldo tra giudizi positivi e giudizi negativi pari al 7,1%) e la produzione (5,9%). Il PIL ha registrato un incremento su base annua del +1,1% nel terzo trimestre 2010, e una crescita complessiva per il 2010 pari all’1%. Migliora anche l’accesso al credito. Le rilevazioni della Banca Centrale Europea confermano per l’Italia una variazione positiva della domanda di prestiti e linee di credito da parte delle imprese, sia per le piccole e medie che per il totale, con un’inversione di tendenza registrata a partire da gennaio 2010. In questo momento congiunturale diventa dunque indispensabile non solo continuare a supportare le aziende in difficoltà ma anche lanciare allo stesso tempo un nuovo progetto strutturale per affiancare e stimolare le piccole e medie imprese nella fase di ripresa economica. Nasce così Ripresa Italia, un accordo tra UniCredit e R.ETE. Imprese Italia, la Associazione di coordinamento unitario delle Confederazioni dell’imprenditoria diffusa (Casartigiani, CNA, Confartigianato, Confcommercio e Confesercenti,) con l’obiettivo di supportare le PMI nella fase di rilancio dell’economia attraverso una serie di prodotti e servizi sviluppati attraverso il dialogo e il confronto con le Associazioni. L’iniziativa è stata lanciata oggi a Roma nel corso di una tavola rotonda, aperta da Gabriele Piccini, Country Chairman di UniCredit e alla quale hanno partecipato Roberto Nicastro, Direttore Generale di UniCredit; Giuseppe Tripoli, Capo del Dipartimento per l'Impresa e l'Internazionalizzazione del Ministero dello Sviluppo Economico; Claudia Bugno, Presidente del Comitato di Gestione del Fondo di Garanzia per le PMI presso il Ministero dello Sviluppo Economico; Paolo Savona, Presidente del Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi; Giorgio Guerrini, Presidente Confartigianato e Rete Imprese Italia; Salvatore Rossi, Direttore Centrale dell’Area Ricerca Economica e Relazioni Internazionali della Banca d'Italia. A moderare il dibattito Dario Di Vico, giornalista del Corriere della Sera. Erano presenti anche i vertici delle Confederazioni dell’artigianato, del commercio, turismo e servizi. Il nuovo progetto, che prevede un plafond da 1 miliardo di euro, si basa su 5 pilastri fondamentali: o Ripresa ciclo economico: ossia una serie di prodotti disegnati specificatamente per accompagnare le aziende nella fase di ripresa del ciclo produttivo; o Competitività e innovazione: gli investimenti in innovazione, ricerca e sviluppo hanno subito un rallentamento con la crisi e Unicredit offre l’assistenza alle aziende che intendono riattivare questa tipologia di investimenti produttivi; o Formazione: in stretta collaborazione con Rete Imprese Italia, saranno organizzati percorsi di formazione destinati a giovani e neolaureati, per fornire loro le informazioni di base che occorrono a chi voglia attivare un'esperienza imprenditoriale e scegliere la strada del lavoro autonomo; o Internazionalizzazione: uno dei driver della ripresa economica è l’apertura verso nuovi mercati e la ripresa dell’export e Unicredit intende sostenere con ulteriore forza le PMI nel loro processo di internazionalizzazione; o Reti di impresa: il fenomeno dell’aggregazione delle PMI in Reti d’Impresa può rappresentare una chance importante per uscire dalla crisi e Unicredit vuole sostenere questo fenomeno . “Nel 2010, UniCredit ha supportato l’economia con oltre 10 miliari di euro di nuovi finanziamenti a quasi 200 mila piccole aziende - spiega Roberto Nicastro, Direttore Generale di UniCredit - e grazie al forte rapporto con i Confidi e le Associazioni di Categoria sono stati erogati quasi 3 miliardi di euro di nuovi finanziamenti a oltre 40 mila piccole imprese, a riprova di un forte rapporto con il territorio e di una consolidata e proficua collaborazione. Questa nuova iniziativa è la naturale prosecuzione di Impresa Italia e Sos Impresa Italia e nasce, come sempre, da un dialogo continuo e costruttivo tra UniCredit e i propri partner del mondo imprenditoriale per disegnare soluzioni concrete che diano sostegno alle aziende in tutte le fasi del ciclo economico”. “L’assiduità degli interventi – sottolinea Giorgio Guerrini, Presidente di Rete Imprese Italia - si è dimostrata la ricetta vincente nel rapporto di collaborazione tra UniCredit e le piccole imprese. Lo confermano i risultati positivi ottenuti in questi anni di grandi difficoltà per l’economia. Il nuovo accordo Ripresa Italia si pone nel segno della continuità di attenzione alle esigenze creditizie degli artigiani e delle Pmi e può offrire loro un importante sostegno in una fase in cui, nonostante forti criticità, si intravedono i primi segnali di una ripresa degli investimenti e degli ordini”. I cinque pilastri del progetto Ripresa Italia verranno rilasciati in più riprese nel corso del primo semestre 2011. Si partirà fin da subito con i primi tre: Ripresa, Innovazione e Formazione. Per la Ripresa del ciclo produttivo sono previsti: o Finanziamento per la ripresa Prestito chirografario, con caratteristiche di grande flessibilità in termini di durata e preammortamento, destinato alla ristrutturazione di immobili, acquisto di impianti o macchinari necessari allo svolgimento dell’attività aziendale o Prestito per assunzione Prestito chirografario per sostenere aziende in fase di rilancio produttivo attraverso l’assunzione di nuovi dipendenti e/o il riassorbimento dalla cassa integrazione o EntiCash Linea di fido a breve termine per smobilizzo crediti commerciali finalizzata ad anticipare gli incassi di crediti e contratti legati a rapporti con la pubblica amministrazione, con adempimenti molto semplificati per le imprese creditrici degli Enti convenzionati o Supercash e supercash rotativo Affidamento a breve destinato a sostenere l’intero ciclo produttivo dell’impresa (12 mesi) con concessione di un plafond iniziale per acquisto scorte e conversione automatica alla scadenza in fido autoliquidante (anche in versione rotativa per una durata massima di 18 mesi) o WinEvo Soluzione di finanziamento finalizzata al sostegno del ciclo produttivo aziendale, per consentire di fare fronte agli incrementi di produzione e/o per ottenere sconti commerciali dai fornitori, in un contesto di generale allungamento dei fabbisogni di capitale circolante. Per la competitività e l’Innovazione: o Innova Mutuo chirografario finalizzato al finanziamento di investimenti volti all'arricchimento del contenuto tecnologico di prodotti, processi e/o servizi dell’impresa richiedente e/o al miglioramento dell'organizzazione e della sua struttura aziendale o Ricerca Mutuo chirografario finalizzato al finanziamento di progetti di Ricerca & Sviluppo destinati alla realizzazione di nuovi prodotti, processi produttivi e servizi tecnologicamente innovativi per il cliente o Start up Imprese Finanziamento destinato alle aziende in fase di start up con la finalità di supportare le iniziali necessità di liquidità di finanziamento del circolante e sostenere gli investimenti necessari all'avvio dell'attività.
FEBBRAIO
2011
Continua il dialogo tra l’Agenzia delle Entrate e le Organizzazioni dell’artigianato, del commercio, del turismo e dei servizi...
AGENZIA DELLE ENTRATE E RETE IMPRESE ITALIA, NASCE LA TASK FORCE PER LA SEMPLIFICAZIONE DEGLI ADEMPIMENTI

Continua il dialogo tra l’Agenzia delle Entrate e le Organizzazioni dell’artigianato, del commercio, del turismo e dei servizi. In un incontro svoltosi oggi a Roma tra i vertici dell’Amministrazione finanziaria e i rappresentanti di Rete Imprese Italia (Casartigiani, Cna, Confartigianato, Confcommercio e Confesercenti), l’Agenzia ha, innanzitutto, fatto il punto sulla prossima entrata in vigore delle norme introdotte dal decreto legge n. 78/2010 (tracciabilità delle spese sopra i 3 mila euro, accelerazione della riscossione, compensazioni tra crediti e ruoli, nuovo redditometro), invitando le 5 Organizzazioni a segnalare eventuali criticità o problematiche. A questo proposito, l’Amministrazione finanziaria ha preso l’impegno di testare, non appena sarà pronto, il nuovo redditometro con la collaborazione delle Organizzazioni. In pieno spirito di cooperazione, è stato poi istituito un tavolo per snellire gli adempimenti contabili a carico delle imprese. Si tratta di un gruppo di lavoro ristretto che ha l’obiettivo di portare, in tempi rapidi, alla formulazione di proposte per lo sfoltimento delle procedure tributarie. L’Agenzia delle Entrate ha, infine, accolto la richiesta, sollevata dalle associazioni di categoria, di studiare i margini di una riduzione della ritenuta del 10% sui bonifici effettuati tramite le banche o le Poste per il pagamento degli interventi di ristrutturazione edilizia e per il risparmio energetico, a valle dell’analisi delle dichiarazioni dei redditi relative al periodo d’imposta 2010.
GENNAIO
2011
Rete Imprese Italia esprime giudizio positivo sull’accordo di massima raggiunto al tavolo tecnico presso il Ministero dell’Economia...
RETE IMPRESE ITALIA SU ACCORDO DI MASSIMA MORATORIA DEBITI: “GIUDIZIO POSITIVO. CONTINUA DIALOGO BANCHE - IMPRESE”
Rete Imprese Italia esprime giudizio positivo sull’accordo di massima raggiunto al tavolo tecnico presso il Ministero dell’Economia. L’intesa – si legge in una nota di Rete Imprese Italia – permette di preservare il dialogo e il clima di collaborazione tra le imprese, il sistema bancario e il Governo che si è sviluppato in occasione dell’accordo siglato nel 2009. Rete Imprese Italia valuta positivamente sia la proroga di 6 mesi del termine, scaduto oggi, per l’accesso alla moratoria dei debiti sia l’allungamento fino a 3 anni delle scadenze per il pagamento del debito residuo per le imprese che hanno usufruito della prima moratoria e che intendono richiedere una ulteriore dilazione dei termini di restituzione del finanziamento. Favorevole anche il giudizio sul sostegno alle esigenze di patrimonializzazione delle aziende, mentre perplessità vengono espresse sugli strumenti per il contenimento del rischio tasso. Secondo Rete Imprese Italia “l'accordo prevede strumenti utili ad accompagnare gli imprenditori nel percorso di uscita dalla crisi, privilegiando iniziative di crescita e di sviluppo rispetto a operazioni di semplice copertura di perdite relative a finanziamenti pregressi”.
GENNAIO
2011
Il Sole 24 ore, nel numero odierno, ha pubblicato un articolo relativo ai finanziamenti che le Regioni destineranno nel 2011 alle piccole e medie imprese...
PMI: CASTIGLIONE, ABRUZZO 8° PER FONDI A INNOVAZIONE E RETI D'IMPRESA
Il Sole 24 ore, nel numero odierno, ha pubblicato un articolo relativo ai finanziamenti che le Regioni destineranno nel 2011 alle piccole e medie imprese per i processi di innovazione, reti d'impresa ed accesso al credito. Nello stesso articolo, si testimonia come la Regione Abruzzo stia destinando 80 milioni proprio a tali obiettivi. L'Abruzzo risulta essere all'ottavo posto tra le Regioni d'Italia, con la stessa dotazione finanziaria dell'Emilia Romagna e sfiorando quella che la Regione Veneto mette a disposizione del proprio sistema produttivo. "Pur essendo l'Abruzzo una piccola regione con risorse inferiori rispetto alle altre, - ha dichiarato il vice presidente Alfredo Castiglione - si sta distinguendo per la bontà della progettualità della politica a favore dello sviluppo economico, con logiche diverse rispetto a quelle del passato. Tali investimenti vanno, infatti, a rafforzare ancora di più la necessità di superare la logica dei consorzi industriali per indirizzarsi verso quella legata alle reti d'impresa ed ai poli d'innovazione. E' necessario, infatti, - ha proseguito - valorizzare il ruolo della politica economica regionale attraverso un maggior sostegno alla ricerca industriale, all'innovazione, alla cultura delle imprese coinvolte attraverso una nuova modalità di ricerca di alleanze strategiche, nonché attraverso una maggiore efficienza del mercato finanziario. L'impresa dunque sia essa di natura industriale commerciale o artigianale, risulta essere al centro dell'analisi di un nuovo modello di sviluppo che ancor più che nel passato deve coniugare efficacemente al suo interno competenze tecnologiche, manageriali e finanziarie". La nuova legge regionale sull'industria, che ha in dote la riforma dei consorzi industriali, va proprio in questa logica al fine di spingere il sistema produttivo regionale verso una costante modernizzazione e qualificazione del proprio sistema d'impresa, consentendo il costante adeguamento dei propri livelli di competitività. "A ciò - ha riarcato Castiglione - si aggiunga la rivisitazione in atto del sistema finanziario regionale, già avvenuto attraverso l'approvazione della legge regionale 37/2010, che ha riformato il sistema dei consorzi fidi, al fine di facilitare la capacità di accesso al credito da parte delle nostre imprese nonché l'uscita prossima di un bando sui fondi FESR che andrà a sostenere la patrimonializzazione degli stessi. Il tutto in attesa che lo sblocco dei fondi FAS possa consentire alla Regione di rafforzare il ruolo centrale della Finanziaria Regionale quale strumento di controgaranzia".
GENNAIO
2011
Le Organizzazioni di categoria dell’artigianato (Confartigianato Legno e Arredo, Confartigianato Marmisti, Cna Produzione, Cna Costruzioni, Casartigiani, Claai) e le organizzazioni sindacali Feneal-Uil, Filca-Cisl e Fillea-Cgil hanno siglato l’accordo per il rinnovo del contratto collettivo nazionale di lavoro nell’area legno-lapidei per il triennio 2010-2012...
FIRMATO IL NUOVO CONTRATTO NAZIONALE DI LAVORO PER LE IMPRESE ARTIGIANE E LE PMI DEL LEGNO-ARREDO-LAPIDEI RIGUARDA 35.000 IMPRESE E 120.000 LAVORATORI
GENNAIO
2011
Il "Patto delle politiche attive del Lavoro" è stato siglato, questa mattina, a Pescara dall'assessore al Lavoro, Paolo Gatti, e gli assessori omologhi delle quattro Province abruzzesi...
LAVORO:GATTI, SIGLATO PATTO POLITICHE ATTIVE CON LE PROVINCE
Il "Patto delle politiche attive del Lavoro" è stato siglato, questa mattina, a Pescara dall'assessore al Lavoro, Paolo Gatti, e gli assessori omologhi delle quattro Province abruzzesi: Daniele D'Amario (Chieti), Antonio Martorella (Pescara), Francesco Paciotti (L'Aquila) ed Eva Guardiani (Teramo). Il Patto è rivolta ai lavoratori colpiti dalla crisi, percettori di ammortizzatori sociali in deroga. Vagliata con parere favorevole dalla Commissione tripartita ed approvato in Giunta regionale, tale intesa prevede l'impegno di 32 milioni di euro di risorse, di cui 16 milioni per servizi formativi e di accompagnamento all'occupabilità e altri 16 milioni a titolo di indennità di partecipazione agli stessi servizi. Di fatto, la Regione, con la firma odierna, eroga un acconto del 20% del budget complessivo delle risorse disponibili direttamente alle Province. Il Patto prevede, in particolar modo, l'introduzione dello strumento della "Dote individuale", ovvero un contributo finanziato da risorse del Fondo Sociale Europeo e gestito direttamente dal lavoratore beneficiario di ammortizzatori sociali. Con questi fondi, il lavoratore potrà fruire, scegliendoli autonomamente, i servizi di accompagnamento all'occupabilità attraverso la rete dei centri per l'impiego o attraverso i soggetti privati accreditati. Inoltre il percettore della dote individuale potrà scegliere autonomamente da quale organismo accreditato farsi erogare i servizi formativi desiderati. La dote avrà la durata massima di 6 mesi con un valore medio standard di 600 euro mensili per lavoratore. "Quella odierna è una firma importante - commenta Gatti - che colloca l'Abruzzo fra le Regioni italiane più innovative nel sistema delle politiche attive del lavoro. Oltre alle politiche passive - prosegue -, come la cassa integrazione, l'Abruzzo oggi mette in campo una considerevole mole di risorse per sostenere anche le politiche attive come la formazione. Innoviamo anche sotto l'aspetto dell'utilizzo del Fondo Sociale Europeo. Le risorse comunitarie, infatti, andranno direttamente nelle mani dei lavoratori, che potranno scegliere in modo autonomo il percorso al loro giudizio migliore per riqualificarsi durante il periodo di cassa e rientrare così nel mercato del lavoro con maggiori competenze e soprattutto con conoscenze più adeguate al proprio percorso lavorativo individuale. Ringrazio gli assessori provinciali del contributo fattivo che hanno dato e daranno i loro enti per la migliore riuscita di questa innovazione in tema di welfare, soprattutto in momento particolare di crisi economia e occupazionale come questo. Crisi alla quale in questi due anni l'Abruzzo ha saputo fronteggiare grazie ad una collaborazione seria fra le Istituzioni e tutti gli attori sociali e che ha visto investite ingenti risorse sul versante degli ammortizzatori sociali prima, ben 190 milioni di euro, e adesso con questi 32 milioni che si sommano ad altri sempre nella stessa direzione, su quello delle politiche attive". "Non a caso - ha spiegato Gatti in conclusione - l'attuale tasso di disoccupazione in Abruzzo, pur restando preoccupante al di là dell'aridità dei semplici numeri, si è attestato all'8,4%. Ben al di sotto, quindi, di quell'9,7% che avevamo trovato al momento dell'insediamento del Governo Chiodi. Evidentemente - ha aggiunto - se questa è la situazione, il nostro impegno costante nel fronteggiare la crisi con politiche adeguate ha prodotto un qualche risultato. Così come merita attenzione, - ha concluso - a fronte dei 492 mila occupati complessivi, il dato secondo cui 198 mila donne abruzzesi risultano attualmente occupate: la migliore perfomance dal terzo trimestre 2008 ad oggi".
GENNAIO
2011
Questa mattina, a Pescara, l’assemblea della Federazione regionale dell’Aiccre – associazione italiana del Consiglio dei Comuni e delle Regioni d’Europa CCRE...
CATARRA ELETTO PRESIDENTE DELLA FEDERAZIONE ABRUZZESE DELL'AICCRE
Questa mattina, a Pescara, l’assemblea della Federazione regionale dell’Aiccre – associazione italiana del Consiglio dei Comuni e delle Regioni d’Europa CCRE – che si è svolta presso i locali della Regione Abruzzo, ha eletto quale nuovo presidente Valter Catarra. Catarra succede a Massimo Luciani che andrà a ricoprire la carica di vicepresidente insieme a Pasquale Di Nardo: Damiana Guarascio e Antonino Di Gianvittorio sono stati eletti membri del direttivo. Al Consiglio dei Comuni e delle Regioni d'Europa (CCRE) aderiscono oltre 100 mila autonomie locali europee e, dal 1986, l’associazione è presente a Bruxelles con un suo ufficio di rappresentanza. Il presidente Catarra, a margine dell’assemblea, ha espresso la sua soddisfazione per la nomina dichiarando: “La sfida delle autonomie locali è quella di costruire un’Europa più democratica e trasparente, più efficiente e protagonista della scena internazionale, concretamente utile e vicina ai territori sui quali sovrintende. In questo contesto è fondamentale che vi sia una rete organizzata in maniera che questa possa avere un ruolo rispetto alle decisioni che vengono assunte a Strasbrugo o a Bruxelles e che poi hanno un peso rilevante su ognuno di noi. L’Aiccre abruzzese, quindi, continuerà a svolgere il suo compito di pressione democratica e di proposta a fianco della Regione e degli enti locali in maniera da cogliere tutte le opportunità che ci derivano dall’Europa”.
GENNAIO
2011
GIORGIO GUERRINI, PRESIDENTE DI RETE IMPRESE ITALIA: “IL NOSTRO GIUDIZIO SUL FEDERALISMO POTREBBE CAMBIARE
FEDERALISMO FISCALE
“Abbiamo in più occasioni espresso commenti positivi sul federalismo fiscale. Ma non ci siamo se l’IMU, la nuova imposta municipale che sostituirà l’Ici, dovesse aumentare per le imprese”. Giorgio Guerrini, Presidente di Rete Imprese Italia, esprime preoccupazione sul rischio che la nuova imposta destinata a sostituire l’ICI sulle seconde case e sugli immobili produttivi provochi un innalzamento della pressione fiscale sulle imprese. Secondo le ipotesi del Governo - si legge in una nota di Rete Imprese Italia (Confartigianato, CNA, Casartigiani, Confcommercio, Confesercenti) - l’aliquota media dell’IMU potrebbe attestarsi al 7,5 per mille a fronte di un’aliquota media precedente del 6,4 per mille. Nella nuova versione del testo del decreto sul fisco municipale ripresentato dal Governo è scomparso l’obbligo di riduzione alla metà dell’IMU per gli immobili produttivi delle imprese o dati in locazione. L’obbligo di riduzione si è trasformato in una facoltà per i Comuni con un evidente rischio di aumento della pressione fiscale sulle imprese. Rete Imprese Italia chiede che venga ripristinata la precedente formulazione e ribadisce la necessità che il federalismo fiscale sia l’occasione per ridurre il carico tributario sulle imprese. “Ci aspettiamo che la riforma garantisca maggiore responsabilità delle amministrazioni pubbliche, migliori servizi, riduzione degli sprechi, eliminazione delle sovrapposizioni tra livelli di governo e dell’oppressione burocratica. I recuperi di efficienza della P.A. ed i conseguenti risparmi dovranno essere prioritariamente destinati a ridurre la pressione fiscale che grava su imprese e famiglie”.
GENNAIO
2011
Rete Imprese Italia (Confartigianato, CNA, Casartigiani, Confcommercio, Confesercenti) ritiene opportuno approfondire la conoscenza del fenomeno dell’evasione e dell’elusione fiscale...
LE PROPOSTE DI RETE IMPRESE ITALIA PER CONTRASTARE L’ECONOMIA SOMMERSA
Rete Imprese Italia (Confartigianato, CNA, Casartigiani, Confcommercio, Confesercenti) ritiene opportuno approfondire la conoscenza del fenomeno dell’evasione e dell’elusione fiscale legata all’economia sommersa per mettere in campo più efficaci misure di contrasto. E’ la posizione espressa oggi alla riunione del tavolo della riforma fiscale sull’economia sommersa guidato dal Presidente dell’Istat Enrico Giovannini. Un fenomeno talmente esteso come quello del sommerso economico – secondo Rete Imprese Italia – deve essere valutato con strumenti di analisi complessiva. Rete Imprese Italia ha presentato un documento di proposte in cui si chiede una “disaggregazione della stima dell’economia sommersa per settori economici e per tipologia di contribuenti” con l’obiettivo di analizzare la concentrazione del sommerso e della connessa evasione. Nel documento si sollecita un approfondimento degli effetti del contrasto di interessi, già ampiamente e positivamente sperimentato in edilizia, per valutarne l’efficacia come strumento in grado di ridurre l’evasione fiscale. Tra le altre proposte presentate da Rete Imprese Italia vi è quella di valutare la relazione tra la complessità burocratica che si affronta per pagare contributi e imposte e l’evasione.
GENNAIO
2011
Il Segretario Generale di Confartigianato Cesare Fumagalli: “L’origine dei prodotti influenza gli acquisti di 129 milioni di consumatori europei...
ETICHETTATURA MADE IN ITALY
Il Segretario Generale di Confartigianato Cesare Fumagalli: “L’origine dei prodotti influenza gli acquisti di 129 milioni di consumatori europei. Servono leggi per difendere qualità e trasparenza” “Conoscere l’origine dei prodotti è fondamentale per i consumatori italiani ed europei. E l’Unione Europea dovrebbe adeguarsi alle esigenze dei cittadini per tutelare il loro diritto alla corretta informazione sui prodotti che acquistano. Del resto ciò avviene ovunque nel mondo, tranne che in Europa”. Il Segretario Generale di Confartigianato Cesare Fumagalli interviene sull’approvazione della legge sull’etichettatura dei prodotti alimentari. “I principi di trasparenza dell’informazione sulla provenienza degli alimenti – sottolinea Fumagalli - sono gli stessi che devono caratterizzare norme a tutela della qualità di tutti i nostri prodotti manifatturieri. Come i principi contenuti nella legge Reguzzoni-Versace sulla tracciabilità del tessile-abbigliamento la cui attuazione però è bloccata dai veti europei”. Secondo Cesare Fumagalli “più informazione e maggiore trasparenza significa rilancio dei consumi”. A questo proposito, cita i risultati di una ricerca dell’Ufficio studi di Confartigianato condotta su dati Eurobarometro e dalla quale risulta che 1 cittadino europeo su 3, vale a dire 129 milioni di persone, sceglie cosa acquistare sulla base dell’origine dei prodotti riportati in etichetta. In Italia l’attenzione all’origine dei prodotti riguarda 25 milioni di persone. Una propensione che cresce proprio per i prodotti alimentari: il 43% dei cittadini dell’Ue, pari a 175 milioni di persone, acquista gli alimenti influenzato dalla consapevolezza della provenienza dei prodotti”. “La legge Reguzzoni-Versace – sottolinea il Segretario Generale di Confartigianato – fissa principi e regole importanti per difendere e valorizzare il nostro patrimonio manifatturiero e per garantire ai consumatori la certezza di conoscere la provenienza della merce acquistata. Spero che questi principi possano prevalere sui cavilli degli euroburocrati e che la difesa della qualità dei settori manifatturieri europei divenga patrimonio comune di tutti i Paesi dell’Ue.
GENNAIO
2011
In vista della scadenza del 31 gennaio della moratoria sui debiti delle PMI, il Presidente di Rete Imprese Italia Giorgio Guerrini ha inviato al Ministro dell’Economia Giulio Tremonti...
MORATORIA DEI DEBITI
In vista della scadenza del 31 gennaio della moratoria sui debiti delle PMI, il Presidente di Rete Imprese Italia Giorgio Guerrini ha inviato al Ministro dell’Economia Giulio Tremonti una lettera nella quale indica proposte “per accompagnare le imprese nel percorso di uscita dalla crisi, privilegiando iniziative di crescita e di sviluppo rispetto a operazioni di semplice copertura di perdite relative a finanziamenti pregressi”. “Rete Imprese Italia – si legge nella lettera – propone una ridefinizione delle logiche dell’Avviso comune per fornire adeguato sostegno a quelle imprese che, pur avendo usufruito della moratoria ed essendo in regola con il rimborso del proprio debito, trovano difficoltà nel far ripartire la propria attività a causa della mancanza di capitale circolante”. “L’accordo ‘post moraroria’ che le parti saranno chiamate a definire – scrive il Presidente di Rete Imprese Italia – dovrà fare leva su due strumenti: la ristrutturazione dei debiti a medio/lungo termine e un finanziamento aggiuntivo del capitale circolante per far fronte ai fabbisogni finanziari generati dalla ripresa delle attività”. Guerrini confida che il ruolo-guida esercitato dal Ministero dell’Economia in occasione dell’Avviso comune sulla moratoria possa anche stavolta portare a rapidi risultati. Sono quattro le direttrici lungo le quali il Presidente di Rete Imprese Italia ritiene debba articolarsi il nuovo accordo, in continuità con il percorso avviato con l’Avviso comune sulla moratoria: - individuare strumenti coerenti con una fase economica che conserva forti elementi di incertezza; - replicare il metodo di lavoro che ha contraddistinto l’esperienza della moratoria, caratterizzato dal coordinamento da parte del Ministero dell’Economia e da poche misure semplici, chiare e di agevole attuazione senza ricorso a risorse pubbliche; - non penalizzare le imprese nelle condizioni di accesso al credito; - valorizzare le garanzie pubbliche e quelle rilasciate dai Consorzi Fidi. Nella lettera il Presidente Guerrini fa anche rilevare che “la funzionalità del nuovo accordo non potrà essere subordinata a meccanismi di accesso diretto e automatico al Fondo Centrale di Garanzia, perché così si rischierebbe di snaturare le finalità del Fondo, il cui funzionamento sarà oggetto di una revisione complessiva”.
DICEMBRE
2010
Nel mondo sempre più dolci natalizi made in Italy: + 5,1% nel 2010. Nel 2009 export pasticceria per le feste di Natale vale 357 milioni di euro...
NATALE - RILEVAZIONE CONFARTIGIANATO
All’estero piacciono sempre di più i dolci natalizi della tradizione artigianale italiana. Nel 2009, tra panettoni, pandoro, cioccolato e prelibatezze made in Italy, sono volati nel mondo prodotti per un valore di 357 milioni di euro. E quest’anno le vendite si prevedono in crescita: tra gennaio e settembre 2010 il nostro export di pasticceria natalizia è aumentato del 5,1% rispetto allo stesso periodo del 2009. Lo rileva l’Ufficio studi di Confartigianato che ha stilato una classifica dei Paesi più ‘golosi’ di prodotti italiani: in testa c’è la Francia, seguita da Germania e Regno Unito. Dall’inizio dell’anno, i nostri cugini d’Oltralpe hanno comprato 56,5 milioni di euro di dolci natalizi (pari al 22% del nostro export di questo tipo di prodotti). In Germania abbiamo esportato 34,6 milioni di pasticceria per le feste di fine anno (13,5% del totale esportato), mentre nel Regno Unito il nostro export di dolci di Natale è pari a 17,6 milioni (6,9% del totale). Le specialità italiane servono anche ad ‘addolcire’ la crisi di paesi come la Grecia e la Spagna, dove le nostre esportazioni, nel corso del 2010, sono aumentate rispettivamente del 28,3%, e del 7,4%. Se l’alimentare made in Italy va forte sulle tavole di tutto il mondo il merito è anche delle 87.189 aziende artigiane che danno lavoro a 246.490 addetti e che, rispetto al 2009, sono aumentate dell’1,7%. Veneto, Molise e Piemonte sono le regioni che hanno fatto registrare la crescita maggiore del numero di imprese artigiane dell’alimentazione. In particolare, quello degli artigiani della pasticceria è un ‘esercito’ di 42.289 produttori specializzati in nicchie d’eccellenza, come ad esempio la cioccolateria in cui operano 377 laboratori artigiani che si dedicano esclusivamente alla lavorazione del cacao. Secondo l’Ufficio studi di Confartigianato a far crescere la passione degli stranieri per i nostri prodotti della buona tavola è anche il numero di specialità alimentari italiane riconosciute e tutelate dall’Unione Europea con i marchi Dop, Igp e Stg. L’Italia è leader nell’Ue per quantità di prodotti difesi da questi marchi di qualità: ben 194, realizzati da 6.065 imprese. Ci seguono in classifica la Francia (167), la Spagna (129), il Portogallo (116). E se la qualità non si discute, i prezzi rimangono sotto controllo: Confartigianato fa rilevare che, nonostante i rincari del 28,3% delle materie prime alimentari, ad ottobre 2010 la dinamica dei prezzi dei prodotti di pasticceria si è mantenuta all’1,6%, al di sotto del tasso d’inflazione dell’1,7%. “Il nostro rapporto – sottolinea il Presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini - dimostra che il buon cibo italiano resiste alla crisi. Ma non accontentiamoci di questo risultato. I prodotti della nostra tradizione alimentare vanno difesi e valorizzati, perchè la ricchezza economica del nostro Paese sta anche in questi ‘tesori del palato’. I sapori autentici della cucina italiana, se scompare chi è capace di produrli, non sono riproducibili in serie. Vanno salvaguardati perché con essi difendiamo un modello imprenditoriale invidiatoci da tutto il mondo, l’artigianato e la piccola impresa protagonista di quel made in Italy sinonimo di manualità, flessibilità, creatività. C'è il grave rischio che questi prodotti scompaiano, soffocati da modelli di consumo massificanti, normative, standard tecnologici, direttive in materia sanitaria, ambientale, di sicurezza, in gran parte costruite a misura di grande impresa e quindi incompatibili con la peculiarità della nostra produzione alimentare. Troppo spesso si tenta di calare a forza sulle nostre imprese una complicata e costosa burocrazia legislativa che non ha nulla a che fare con la garanzia di condizioni di igiene e di qualità del prodotto già rispettate dalle imprese”.
DICEMBRE
2010
Francesco Del Boca, Presidente di Unatras: “Autotrasportatori vittime dell’inefficienza degli interventi. Attendiamo risarcimenti”...
UNATRAS - MALTEMPO
“Gli autotrasportatori vengono accusati di essere la causa dei problemi della circolazione. Invece, ancora una volta, i nostri imprenditori sono stati tra le ‘vittime’ della scarsa capacità di gestire con misure preventive l’emergenza maltempo. In questo senso, anche gli autotrasportatori attendono i risarcimenti annunciati nei confronti degli automobilisti bloccati dal maltempo. Risarcimenti tanto più giustificati dai ritardi nelle consegne: se le merci non circolano i danni all'autotrasporto sono anche i danni al Paese”. Così Francesco Del Boca, Presidente di Unatras (Unione Nazionale delle Associazioni dell’Autotrasporto merci) e di Confartigianato Trasporti, risponde alle accuse della Società Autostrade e sottolinea “l’insufficienza degli interventi per evitare le situazioni di estremo disagio vissute dagli autotrasportatori e, in generale, dagli utenti delle strade”. “Le informazioni – spiega il Presidente Del Boca - non sono state diffuse tempestivamente, nonostante si sapesse in anticipo dell’arrivo delle perturbazioni. Un vera beffa, visto che oggi si parla tanto di trasporti intelligenti, di nuove tecnologie di comunicazione, e poi non si riesce a diffondere informazioni capillari e in tempo reale. I cartelli lungo le autostrade addirittura erano in tilt e segnalavano che andava tutto bene. Quanto ai mezzi spargisale, sono arrivati soltanto dopo le abbondanti nevicate e le strade sono state pulite con grande ritardo rispetto alle esigenze della circolazione”.
DICEMBRE
2010
Il piano operativo 2009-10-11 del Fondo Sociale Europeo 2007-2013 sarà presentato in un seminario informativo dal titolo: "FSE: 23 progetti, 134 milioni di opportunità", in programma mercoledì prossimo, 22 dicembre...
FSE: MERCOLEDI' SEMINARIO SU PIANO 2009-11 CON CHIODI E GATTI
Il piano operativo 2009-10-11 del Fondo Sociale Europeo 2007-2013 sarà presentato in un seminario informativo dal titolo: "FSE: 23 progetti, 134 milioni di opportunità", in programma mercoledì prossimo, 22 dicembre, a partire dalle ore 10.30 presso l'Auditorium Petruzzi di Pescara. Al seminario interverranno il Presidente della Regione Abruzzo Gianni, Chiodi, l'assessore al Lavoro, Paolo Gatti, il Capo della Segreteria tecnica del Ministero dell'Istruzione, Università e Ricerca, Gianni Bocchieri, e l'economista esperto di politiche del lavoro e della formazione, Basilio Buffoni. Modererà il giornalista della TGR Abruzzo, Nino Germano. Nel gennaio del 2009, la Regione Abruzzo aveva impegnato e rendicontato poche migliaia di euro delle risorse del Piano Operativo 2007/08 del Fondo Sociale Europeo. Il rischio di disimpegno dei fondi era elevatissimo. A quasi due anni di distanza, l'Assessorato al Lavoro è riuscito a spendere e certificare in tempo utile milioni di euro, evitando che quei fondi tornassero indietro. Parallelamente è stato programmato, con il contributo delle parti sociali, della maggioranza e delle opposizioni consiliari, il nuovo Piano Operativo 2009-10-11, strumento con il quale si indicano i progetti a cui sono destinati 134 milioni di euro di risorse del Fondo Sociale Europeo 2007-2013. L'obiettivo è quello di spendere tutte queste risorse, spenderle bene, spenderle rispettando i tempi, attraverso un piano basato sui principi della concretezza, dell'innovazione e della qualità, per offrire all'Abruzzo e agli abruzzesi opportunità concrete in questa difficile fase dell'economia globale. Una programmazione che consta di 23 progetti che toccano il mondo del lavoro, del sociale, della formazione, dell'istruzione, delle imprese, dell'Università, della ricerca e dell'innovazione. La presentazione del nuovo piano sarà anche il momento per una riflessione seria e priva di demagogie sulle prospettive economiche e sociali dell'Abruzzo.
DICEMBRE
2010
Confidi ammortizzatori della crisi per 700.000 artigiani: nel 2009 garantiti finanziamenti per 7,5 mld, + 18,5% rispetto al 2008. Da gennaio ad agosto 2010 erogate garanzie per 3 miliardi. Per ottenere credito il 39% degli artigiani chiede aiuto ai Confidi...
CREDITO - RICERCA DI FEDART FIDI
Confidi ammortizzatori della crisi per 700.000 artigiani: nel 2009 garantiti finanziamenti per 7,5 mld, + 18,5% rispetto al 2008. Da gennaio ad agosto 2010 erogate garanzie per 3 miliardi Per ottenere credito il 39% degli artigiani chiede aiuto ai Confidi I Confidi, veri e propri “ammortizzatori sociali”, hanno contribuito ad attenuare l’impatto della crisi per artigiani e piccole imprese sul fronte dell’accesso al credito. Nell’anno 2009 hanno erogato quasi 7,5 miliardi di finanziamenti garantiti a circa 700.000 artigiani e piccole imprese, facendo registrare una crescita del 18,5% (pari a oltre 1 miliardo) rispetto al 2008 quando i finanziamenti concessi dai Confidi sono stati 6,2 miliardi. Alla fine del 2009 l’ammontare dei finanziamenti garantiti in essere ha superato i 13 miliardi di euro. La tendenza positiva è confermata anche nel 2010: tra gennaio ed agosto di quest’anno i Confidi artigiani hanno erogato garanzie per 3 miliardi. Due terzi dei finanziamenti concessi alle imprese artigiane sono stati garantiti dai Confidi ‘107’, vale a dire i 19 Confidi artigiani iscritti nell’Elenco degli intermediari finanziari vigilati dalla Banca d’Italia. La fotografia dell’attività dei 166 Confidi artigiani è scattata nella quattordicesima edizione della ricerca presentata oggi a Roma da Fedart Fidi, la Federazione Nazionale Unitaria dei Consorzi e Cooperative Artigiane di Garanzia promossa da Confartigianato, Cna e Casartigiani e presieduta da Daniele Alberani. Nel 2009 ciascun Confidi ha garantito in media finanziamenti per circa 45 milioni. Si mantiene elevato il grado di penetrazione del sistema Confidi nel comparto artigiano, pari al 39%, a conferma del fatto che quasi 1 imprenditore artigiano su 2 si rivolge ai Confidi per dare soluzione alle proprie esigenze finanziarie e di rapporto con il sistema bancario, per quanto si manifesti una progressiva apertura verso altri settori. La classifica delle regioni più attive nel 2009 vede in testa il Veneto con 1.322 milioni di euro di finanziamenti garantiti nel 2009 dai Confidi artigiani. Al secondo posto la Toscana con 1.226 milioni, al terzo posto la Lombardia con 1.204 milioni e al quarto posto si colloca l’Emilia Romagna con 907 milioni. Analizzando in particolare il solo comparto dell’artigianato, il sistema dei Confidi ha garantito al 31 dicembre 2009 un quinto dei finanziamenti complessivamente erogati dalle banche alle imprese del settore, per un importo di circa 11 miliardi di euro, con punte che salgono al 28% nelle regioni del centro Italia. Il 2009 ha rappresentato per il sistema dei Confidi anche l’anno della trasformazione delle strutture di maggiori dimensioni in intermediari finanziari “107”. Un traguardo importante, per i benefici che è in grado di apportare alle imprese ma anche per i maggiori costi che impone, e impegnativo per gli ingenti investimenti economici e l’adeguamento organizzativo che ha determinato a carico dei Confidi che hanno intrapreso questo iter. Tuttavia, i Confidi non coincidono e non possono coincidere con la figura dell’intermediario finanziario puro. Il sistema, infatti, si riconosce nei valori della mutualità e della prossimità alle imprese e ai territori e opera in un contesto di natura associativa secondo una logica di rappresentanza delle imprese: per queste ragioni non agisce in una unica dimensione strettamente di mercato né adotta le sole regole fissate da questo. Al fine di rafforzare ulteriormente la propria capacità di sostenere l’economia reale del paese, il sistema ha proseguito nel forte processo di razionalizzazione, perseguito ormai da quasi un decennio attraverso ulteriori processi di aggregazione e fusione, passando da 414 strutture del 2000 alle 166 del 2009. Grazie all’efficienza e all'efficacia nel valutare l'affidabilità delle imprese e all’approfondita conoscenza della realtà produttiva locale, i Confidi hanno conseguito, nel 2009, un tasso di sofferenza medio pari al 4,2% rispetto al tasso medio di sofferenze del 7,4% registrato dal sistema bancario per i finanziamenti al settore artigiano. Ciò è anche il risultato della buona capacità di valutazione del merito di credito delle imprese associate da parte dei Confidi, e del loro rapporto positivo con il sistema bancario (sono circa 1.700 le convenzioni sottoscritte). A fronte dei risultati evidenziati nella ricerca, il Presidente di Fedart Fidi Daniele Alberani sollecita “interventi di rafforzamento patrimoniale dei Confidi per ottimizzarne il ruolo di facilitatori dell’accesso al credito per le Pmi e di ammortizzatori degli effetti della crisi”. “Le storiche difficoltà delle piccole imprese nell’accesso al credito bancario – sottolinea Alberani – sono ora diventate ancora più critiche. E’ quindi ancora più urgente potenziare questi strumenti di mutualismo solidaristico capillarmente diffusi in tutto il Paese, valorizzando la loro funzione fondamentale che consiste nel fornire garanzie per consentire ai piccoli imprenditori di ottenere i finanziamenti necessari ad effettuare investimenti e creare occupazione”.
DICEMBRE
2010
Giacomo Deon (Confartigianato Alimentazione): “Bene via libera Senato a ddl etichettatura alimenti. Il 43% dei cittadini Ue sceglie alimenti in base a origine prodotti”...
ETICHETTATURA ALIMENTI
Giacomo Deon (Confartigianato Alimentazione): “Bene via libera Senato a ddl etichettatura alimenti. Il 43% dei cittadini Ue sceglie alimenti in base a origine prodotti” “Un provvedimento atteso dagli imprenditori artigiani del settore agroalimentare fortemente interessati a difendere e a rendere visibile la qualità della produzione delle eccellenze made in Italy”. Giacomo Deon, Presidente di Confartigianato Alimentazione, è soddisfatto per l’approvazione da parte della Commissione Agricoltura del Senato del disegno di legge sull’etichettatura dei prodotti alimentari. “Conoscere l’origine dei prodotti – sottolinea Deon - è fondamentale per i consumatori italiani ed europei. Da una ricerca dell’Ufficio studi di Confartigianato condotta su dati Eurobarometro risulta che 1 cittadino europeo su 3, vale a dire 129 milioni di persone, sceglie cosa acquistare sulla base dell’origine dei prodotti riportati in etichetta. Una propensione che cresce proprio per i prodotti alimentari: il 43% dei cittadini dell’Ue, pari a 175 milioni di persone, acquistano gli alimenti influenzati dalla consapevolezza della provenienza dei prodotti. L’attenzione all’origine dei prodotti in Italia riguarda 25 milioni di persone”.
DICEMBRE
2010
Le Organizzazioni di categoria dell’artigianato (Confartigianato - Federazione Nazionale della moda, Cna Federmoda, Cna Servizi alla Comunità, Casartigiani e Claai) e i Sindacati di categoria (Filctem - Cgil, Femca-Cisl e Uilta-Uil) hanno firmato stanotte l’accordo...
RINNOVATO IL CCNL DELLE IMPRESE ARTIGIANE DELL’AREA TESSILE-MODA
Le Organizzazioni di categoria dell’artigianato (Confartigianato - Federazione Nazionale della moda, Cna Federmoda, Cna Servizi alla Comunità, Casartigiani e Claai) e i Sindacati di categoria (Filctem - Cgil, Femca-Cisl e Uilta-Uil) hanno firmato stanotte l’accordo per il rinnovo del contratto collettivo nazionale di lavoro dell’area tessile-moda (che comprende i settori tessile, abbigliamento, calzaturiero, pulitintolavanderie, occhialeria). L’accordo, che ha durata triennale (1 gennaio 2010 - 31 dicembre 2012), prevede un aumento medio mensile a regime (riferito al 3° livello operaio specializzato) di 76 euro. Gli incrementi salariali saranno erogati in tre tranches: la prima, di 30 euro, con la retribuzione di dicembre 2010; la seconda, di 20 euro, con la retribuzione di settembre 2011; la terza, pari a 26 euro, con la retribuzione di giugno 2012. Verrà inoltre erogata una somma a titolo di una tantum di 122 euro in due tranches: la prima di 61 euro con la retribuzione di marzo 2011 e la seconda di 61 euro a marzo 2012. Il contratto definisce i profili formativi dell’apprendistato professionalizzante che pertanto va a regime. Soddisfazione per l’accordo viene espressa da Giuseppe Mazzarella, Presidente di Confartigianato Moda, il quale fa rilevare “la novità dell’accorpamento in un unico contratto d’area dei contratti dei settori tessile, abbigliamento, calzaturiero, pulitintolavanderie, occhialeria, così come previsto dal nuovo modello contrattuale dell’artigianato”. “Inoltre – sottolinea ancora Mazzarella - il contratto migliora la flessibilità per quanto riguarda l’orario di lavoro e gli straordinari, un aspetto che aiuta le imprese ad affrontare le sfide del mercato in questa fase di crisi”. Inoltre, Mazzarella fa rilevare che “l'intesa valorizza la pratica della bilateralità e prevede l'avvio, a partire dall’1 gennaio 2011, di un fondo sanitario integrativo per i dipendenti delle imprese dei settori interessati dal contratto”. Le parti si incontreranno a gennaio per procedere anche al rinnovo del contratto nazionale di lavoro del tessile – abbigliamento – calzature delle piccole e medie imprese. Organizzazioni imprenditoriali e Sindacati di categoria hanno altresì sottoscritto un Avviso comune sul made in Italy finalizzato ad individuare azioni di tutela delle imprese dell’area tessile – moda.
DICEMBRE
2010
Il Presidente Guerrini: “L’Italia recepisca subito la direttiva Ue su tempi di pagamento” La PA paga in 186 giorni contro i 63 giorni della media Ue...
CONFARTIGIANATO: “I RITARDI DI PAGAMENTO COSTANO 337 MILIONI ALLE IMPRESE ARTIGIANE DELLE COSTRUZIONI”
Il Presidente Guerrini: “L’Italia recepisca subito la direttiva Ue su tempi di pagamento” La PA paga in 186 giorni contro i 63 giorni della media Ue “Quello dei ritardi di pagamento è tra i problemi più gravi per le imprese del settore costruzioni che oggi sono scese in piazza per sollecitare interventi contro la crisi. Una risposta a questa emergenza può venire da un rapido recepimento della direttiva europea sui ritardi nei pagamenti alle aziende”. Il Presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini, nell’esprimere il sostegno alle richieste delle imprese edili, fa rilevare che, secondo rilevazioni dell'Osservatorio ISPO-Confartigianato, da gennaio 2009 a maggio 2010 le imprese artigiane delle costruzioni hanno registrato una forte crescita dei tempi medi di pagamento da parte dei clienti, che passano da 52 giorni a 90 giorni con un aumento di 38 giorni. Il peggioramento dei ritardi dei pagamenti determina un costo, in termini di maggiori oneri finanziari per la filiera dell'artigianato delle costruzioni, stimabile in 337 milioni di euro. L’aumento dei tempi di pagamento nelle costruzioni è peggiore di quello registrato nel settore manifatturiero (+ 24 giorni) e nel settore dei servizi (+ 16 giorni). Ancora più grave la situazione delle imprese edili che lavorano per la Pubblica Amministrazione: tra il 2009 e il 2010 in Italia i tempi di pagamento si sono allungati mentre in Europa sono diminuiti. Quest’anno, infatti, i tempi medi di pagamento della Pubblica Amministrazione italiana nei confronti delle imprese sono aumentati di 58 giorni, arrivando a 186 giorni, contro i 63 della media UE. “Per combattere il grave malcostume dei ritardi di pagamento di cui l’Italia ha il record negativo nell’Ue e che colpisce soprattutto i piccoli imprenditori, in alcuni casi costringendoli a chiudere l’azienda – sottolinea Guerrini – è fondamentale che il nostro Paese recepisca subito la direttiva europea. Confartigianato da tempo sollecita regole più stringenti e non eludibili per far rispettare i tempi di pagamento nelle transazioni tra privati e pubblica amministrazione, maggiori deterrenti contro i ritardi nelle transazioni tra privati e regole di garanzia e trasparenza nei pagamenti a favore dei subfornitori”.
NOVEMBRE
2010
Il settore non può più attendere: - 250mila occupati, + 300% di utilizzo ammortizzatori sociali, - 20% di produzione...
STATI GENERALI DELLE COSTRUZIONI MANIFESTAZIONE NAZIONALE A ROMA IL 1° DICEMBRE
Il settore non può più attendere: - 250mila occupati, + 300% di utilizzo ammortizzatori sociali, - 20% di produzione A un anno e mezzo dagli Stati Generali delle Costruzioni, l’evento che riunì insieme per la prima volta tutte le sigle delle organizzazioni sindacali e delle associazioni delle imprese artigiane, delle cooperative e di tutta la filiera delle costruzioni, per denunciare la crisi, ma anche per proporre un modello di sviluppo basato sulla qualità e la legalità dell’impresa e del lavoro, gli stessi soggetti sociali si sono riuniti per lanciare un nuovo e pressante grido di allarme. Il settore è piegato da una crisi senza precedenti: oltre 250.000 posti di lavoro persi, oltre 300% in più di utilizzo ammortizzatori sociali, oltre il 20% medio di riduzione delle produzioni nei settori dei materiali da costruzione, circa 70 mld in meno di valore complessivo delle produzioni. Se a questo si aggiunge l’inaccettabile danno causato dai ritardati pagamenti della Pa, con punte di ritardo anche di 24 mesi, emerge un quadro di assoluta gravità. Durante tutti questi mesi, di fronte all’insufficiente politica industriale a sostegno del settore, imprese, sindacati, cooperative, artigiani e tutti gli attori della lunga filiera dell’edilizia hanno denunciato più volte - a livello nazionale e su tutto il territorio - lo stato di grande difficoltà del settore, ricercando un costante dialogo con il governo e le amministrazioni pubbliche, sollecitando un confronto, avanzando proposte concrete che hanno incontrato spesso il favore bipartisan delle forze politiche. A questa azione, responsabile e propositiva, del mondo dell’edilizia non ha ancora corrisposto un’efficace azione del Governo, né sul piano dei provvedimenti adottati e delle risorse disponibili, né su quello del coinvolgimento completo degli attori degli Stati Generali, visto che il tavolo interministeriale dell’edilizia, che era stato insediato a Palazzo Chigi nel luglio 2009, si è finora riunito una volta sola. Non possiamo protrarre ulteriormente un’attesa che ha già fatto molte vittime in termini di perdita di posti di lavoro e di competitività del Paese. Le imprese e i lavoratori dell’edilizia ritengono prioritario: 1. sbloccare i pagamenti per le imprese che hanno SAL approvati e oggi vincolati dal Patto di stabilità, anche per consentire alle stesse il pagamento delle forniture e dei servizi utilizzati. Più in generale allentare i vincoli dello stesso patto per gli enti virtuosi al fine di finanziare prioritariamente interventi legati alla tutela e messa in sicurezza del territorio, del patrimonio edilizio e dei beni culturali ed artistici. 2. Rendere effettivamente disponibili, in termini di attribuzioni di cassa, le risorse destinate dal CIPE alle priorità infrastrutturali, a partire da quelle attribuite al programma di piccole e medie opere e all’edilizia scolastica. 3. Puntare su processi di semplificazione amministrativa rafforzando i controlli di sicurezza e regolarità. 4. Eliminare le penalizzanti distorsioni fiscali esistenti nel settore immobiliare (ad esempio l’Iva sull’invenduto dopo 4 anni) nell’ambito di una riforma del fisco orientata allo sviluppo e più equa per lavoratori, imprese e cittadini. 5. Rilanciare gli strumenti di investimento nelle infrastrutture e nell’immobiliare. 6. Attivare strumenti di lotta all’illegalità e promuovere la qualificazione con procedure esigibili e chiare in stretta collaborazione con le imprese e i lavoratori, senza penalizzare la quotidiana operatività delle imprese corrette. 7. Estendere anche alle imprese artigiane del comparto edile gli ammortizzatori sociali definiti per il settore industria. Gli Stati Generali delle costruzioni chiedono al Governo e a tutte le forze politiche di maggioranza e di opposizione un forte impegno di rilancio delle costruzioni, a partire dalle priorità sopra indicate. A sostegno di queste richieste i promotori degli Stati Generali delle costruzioni indicono una Manifestazione Nazionale per mercoledì 1° dicembre 2010. La Manifestazione, che vedrà la partecipazione di tutte le Associazioni imprenditoriali e delle Organizzazioni Sindacali del settore edile, si svolgerà in Piazza Montecitorio a partire dalle ore 10,30. ANAEPA-Confartigianato – CNA Costruzioni – CLAAI –FIAE Casartigiani AGCI/PSL – ANCPL – Federlavoro Servizi Confcooperative AGI – Assoimmobiliare – FEDERCOSTRUZIONI (ANCE, ANIE, ANIMA, ASSOVETRO, FEDERAZIONE CONFINDUSTRA CERAMICA E LATERIZI, CONFINDUSTRIA METALLI, FEDERBETON, FEDERCHIMICA, FEDERLEGNOARREDO, OICE, UNACOMA COMAMOTER, ASCOMAC) FENEAL UIL – FILCA CISL – FILLEA CGIL
NOVEMBRE
2010
Cesare Fumagalli (Confartigianato): “A quando la misurazione dello stress da burocrazia per gli imprenditori?”...
STRESS DA LAVORO CORRELATO: DA GENNAIO 2011 ENNESIMO ADEMPIMENTO PER LE AZIENDE
Cesare Fumagalli (Confartigianato): “A quando la misurazione dello stress da burocrazia per gli imprenditori?” “Chi glielo racconta agli imprenditori, alla disperata ricerca di tutto ciò che può rendere competitive le loro imprese per uscire dalla crisi che, da gennaio, dovranno misurare lo stress da lavoro dei loro dipendenti? E, nel caso, fare indagini psicologiche?” E’ quanto si chiede Cesare Fumagalli, Segretario Generale di Confartigianato, il quale punta il dito contro l’ennesima incombenza normativa di provenienza europea a carico delle aziende: l’obbligo, a partire dal 1° gennaio 2011, di misurare il rischio da stress lavoro correlato. “L’Unione europea – sottolinea Fumagalli - è sempre più liberale e permissiva nell’aprire il mercato comunitario alle aziende dei Paesi extra Ue e sempre più rigida ed oppressiva verso le imprese europee costrette al rispetto di un numero crescente di regole”. “La valutazione dello stress da lavoro correlato - sottolinea Fumagalli - è un altro ostacolo per l’attività delle piccole imprese che non dispongono di un’organizzazione aziendale e di personale tale da consentire di gestire questo ulteriore obbligo. Così, nonostante i buoni propositi che proprio l’Europa ha indicato nello Small Business Act, per le piccole imprese il traguardo della semplificazione normativa si allontana sempre più. Avanti di questo passo, bisognerà creare uno strumento per misurare lo stress da burocrazia degli imprenditori”. “Non si discute l’impegno a garantire la sicurezza e la salute dei lavoratori. Ma – fa rilevare Fumagalli - altrettanto fondamentali sono i principi sanciti nello Small Business Act per ridurre gli oneri amministrativi a carico delle piccole imprese e di sostenere le potenzialità di sviluppo delle Pmi”. “Per non ripetere l’esperienza di altri provvedimenti inutilmente complessi, come ad esempio il Sistri, Confartigianato sollecita modalità semplificate per l’applicazione delle norme sullo stress lavoro correlato alle imprese che occupano fino a 10 dipendenti”. E impegniamo Governo e Parlamento ad ingaggiare gli sforzi dell'Unione Europea su obiettivi di crescita e di sviluppo, non già sulla misurazione dello stress da lavoro!".
NOVEMBRE
2010
Bloccati pagamenti della PA e stipula nuovi contratti - Confindustria e Rete Imprese Italia (Confcommercio, Confartigianato, CNA, Casartigiani, Confesercenti) condividono gli obiettivi...
PIANO ANTIMAFIA - IMPRESE: MODIFICARE NORMA TRACCIABILITA' FLUSSI FINANZIARI
Bloccati pagamenti della PA e stipula nuovi contratti - Confindustria e Rete Imprese Italia (Confcommercio, Confartigianato, CNA, Casartigiani, Confesercenti) condividono gli obiettivi del Piano straordinario contro le mafie, ma ribadiscono la necessità e l’urgenza di modificare la norma riguardante l’obbligo di tracciabilità dei flussi finanziari nei rapporti con la pubblica amministrazione per consentirne la corretta ed efficace applicazione da parte di tutti i soggetti, pubblici e privati. Questa disposizione sta causando, infatti, seri problemi applicativi, con il conseguente blocco dei pagamenti da parte della PA alle imprese e il rinvio della stipula di nuovi contratti di appalto per lavori, servizi e forniture. Le Organizzazioni imprenditoriali sollecitano, pertanto, un intervento normativo che, da un lato, chiarisca le modalità applicative del nuovo obbligo e, dall’altro, ne sospenda l’efficacia per tutti i contratti, per permettere alle imprese e alle stazioni appaltanti di attuare gli adempimenti richiesti dalla legge e di procedere ai necessari adeguamenti gestionali e contabili.
OTTOBRE
2010
RIAPERTI ANCHE I TERMINI PER FORMAZIONE E AGGIORNAMENTO (REGFLASH) Pescara, 26 ott. Sono stati riaperti i termini per accedere ai 10 milioni di euro...
AGRICOLTURA: FEBBO, PER I GIOVANI BANDO DA 10 MLN DI EURO
RIAPERTI ANCHE I TERMINI PER FORMAZIONE E AGGIORNAMENTO (REGFLASH) Pescara, 26 ott. Sono stati riaperti i termini per accedere ai 10 milioni di euro della misura 112 del Piano di sviluppo rurale, rivolta ai giovani agricoltori che intendono effettuare il primo insediamento in azienda agricola. "A fronte di un fondo pari a 10 milioni di euro - spiega l'assessore alle Politiche agricole, Mauro Febbo, che ha proposto ed ottenuto il parere favorevole dell'Esecutivo sul provvedimento - si prevede un nuovo insediamento di circa 250 giovani, con un premio di 40.000 euro a testa. Questo stanziamento, segue il precedente di 20 milioni, con il quale si sono insediati 450 giovani". La novità di questo bando proposto dall'assessore Febbo è che in accordo con Coldiretti, CIA, Confagricoltura e COPAGRI, è stato eliminato l'obbligo di investimenti per 10.000 mila euro, "con il che - ha proseguito l'Assessore - lasciamo agli agricoltori una maggiore capacità gestionale". Sempre nella sedura di ieri, la Giunta, ancora su proposta dell'assesore Febbo, ha pure riaperto i termini per l'adesione alla Misura 111 del piano di sviluppo rurale che sostiente la possibilità di presentare le domande di partecipazione ai corsi di formazione organizzati dagli Enti. "In questo modo - ha concluso L'Assessore - finanziamo di nuovo la formazione e l'aggiornamento professionale di imprenditori, coadiuvanti e dei dipendenti di aziende agricole, nonché di giovani che intendono insediarsi per la prima volta, attraverso l'erogazione diretta all'imprenditore beneficiario, di un contributo a rimborso delle spese sostenute fino ad ? 3000 annui". I corsi potranno avere durata di 150 ore per i giovani imprenditori e fino a 40/50 ore per gli altri soggetti.
OTTOBRE
2010
Soddisfazione di Confartigianato e Cna per la valorizzazione della bilateralità, l’ampliamento del contratto a imprese non artigiane e l’avvio dell’assistenza sanitaria integrativa...
CONTRATTI - RINNOVATO IL CCNL DELLE IMPRESE ARTIGIANE DELL’AREA COMUNICAZIONE
OTTOBRE
2010
“Un risultato molto importante per le nostre imprese, che premia l’impegno di Confartigianato per includere anche i prodotti semilavorati e intermedi nella definizione...
“MADE IN” PER MERCI EXTRA UE GUERRINI (CONFARTIGIANATO): “TAPPA IMPORTANTE PER BATTAGLIA DI CONFARTIGIANATO”
“Un risultato molto importante per le nostre imprese, che premia l’impegno di Confartigianato per includere anche i prodotti semilavorati e intermedi nella definizione di “beni di consumo finale” e ”beni destinati al consumatore finale”. Così il Presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini commenta l’approvazione da parte del Parlamento Europeo del regolamento sull’etichettatura obbligatoria per le merci extra Ue. “Oggi - sottolinea Guerrini - è stata segnata una tappa importante per la battaglia di Confartigianato. Finalmente, anche a livello europeo sta crescendo la consapevolezza che la qualità dei prodotti manifatturieri non si difende a parole, ma con atti concreti ed efficaci. Si tratta di un significativo risultato del nostro impegno per difendere e valorizzare con norme certe il nostro patrimonio produttivo e garantire ai consumatori la certezza di conoscere la provenienza della merce che acquistano”.
OTTOBRE
2010
Edgarda Fiorini è la nuova Presidente di Donne Impresa Confartigianato, il movimento che rappresenta le istanze di oltre 368mila imprenditrici artigiane attive in Italia...
EDGARDA FIORINI ELETTA PRESIDENTE DI DONNE IMPRESA CONFARTIGIANATO
Edgarda Fiorini è la nuova Presidente di Donne Impresa Confartigianato, il movimento che rappresenta le istanze di oltre 368mila imprenditrici artigiane attive in Italia. E’ stata eletta oggi per acclamazione dall’Assemblea del Movimento. Succede a Rosa Gentile alla quale Edgarda Fiorini ha espresso profonda gratitudine per l’impegno e la passione con cui in questi anni ha saputo guidare il Movimento. Edgarda Fiorini, originaria di Udine, è imprenditrice nel settore edile. Numerose le sue esperienze maturate in ambito associativo. E’ infatti Vice Presidente di Confartigianato Udine, Presidente regionale di Donne Impresa Friuli Venezia Giulia. Delegata al Presidente di Confartigianato ai Movimenti Giovani e Donne. Il suo impegno per lo sviluppo dell’imprenditorialità femminile l’ha portata a svolgere l’incarico di Consigliera delle Commissioni Pari Opportunità della Provincia di Udine e del Friuli Venezia Giulia. Inoltre è Vice presidente di Assicura, Assicurazione della Federazione Banche di Credito Cooperativo del Friuli Venezia Giulia. Edgarda Fiorini, nell’assumere l’incarico, ha ribadito “l’impegno di Donne Impresa per accompagnare le imprenditrici verso la ripresa economica e per ottenere la necessaria attenzione da parte delle istituzioni soprattutto per quanto riguarda il tema della conciliazione tra lavoro e famiglia. Continueremo a batterci - ha sottolineato - per costruire un sistema di welfare che permetta alle donne di esprimere nel lavoro e nell’impresa le proprie potenzialità, realizzando un percorso di crescita personale ed offrendo il proprio contributo allo sviluppo economico e sociale”.
OTTOBRE
2010
CASTIGLIONE: RIDURRE I COSTI AMMINISTRATIVI (REGFLASH) - Semplificazione delle procedure, più qualità, più efficienza, più risparmio sui costi, maggiore utilizzo delle tecnologie informatiche e meno...
PA:CHIODI DA BRUNETTA, ACCORDO SU INNOVAZIONE AMMINISTRATIVA
CASTIGLIONE: RIDURRE I COSTI AMMINISTRATIVI (REGFLASH) - Semplificazione delle procedure, più qualità, più efficienza, più risparmio sui costi, maggiore utilizzo delle tecnologie informatiche e meno cartaceo nell'attivita` amministrativa e istituzionale. Insomma, rafforzare l'impegno assunto dalla Regione Abruzzo di agevolare il rapporto tra Pubblica Amministrazione, cittadini e imprese attraverso un accesso più semplice e trasparente. Con questi intenti il Presidente Gianni Chiodi, oggi a palazzo Vidoni a Roma, ha sottoscritto, con il Ministro per la Pubblica Amministrazione e l? innovazione, Renato Brunetta, alla presenza del vice Presidente Alfredo Castiglione, un protocollo per la realizzazione di un programma di innovazione per l'azione amministrativa. "La Regione - ha spiegato Chiodi - considera i progetti di sostegno all'innovazione e allo sviluppo della societa` dell'informazione uno degli aspetti prioritari per migliorare la qualità dei servizi pubblici, quindi, l'efficienza, l'efficacia e l'economicità. Dobbiamo essere guida e soggetto propulsore dell'innovazione. Un ambito di intervento specifico di questo accordo appena sottoscritto fa riferimento proprio alla sanità elettronica: la Regione si impegna a dare applicazione all'invio telematico dei certificati di malattia, all'introduzione della ricetta digitale e alla diffusione del fascicolo sanitario. Si sostiene inoltre il processo di integrazione del Centro unico di prenotazione (CUP) regionale, con l'obiettivo di consentire la prenotazione on line delle prestazioni sanitarie su tutto il territorio regionale. Si capisce dunque l'importanza che vogliamo attribuire a questo Protocollo che ci consentirà di proseguire con successo lungo il percorso virtuoso di risanamento. Particolare attenzione sarà offerta anche alle iniziative connesse alla mappatura e alla prevenzione del rischio di corruzione e degli illeciti a danno di una corretta azione amministrativa". Il Protocollo prevede l'istituzione dello sportello unico delle imprese e il rafforzamento di Linea Amica e di Reti Amiche. Saranno attivati e potenziati servizi volti alla semplificazione e all'accesso telematico (pagamenti elettronici, Posta Elettronica Certificata, VOIP). Attuando inoltre l'iniziativa "Mettiamoci la faccia", i cittadini potranno esprimere il loro gradimento sulla qualità e l'efficienza dei servizi regionali. "L? accordo con il Ministero - ha commentato l'assessore Castiglione - deve essere letto come il risultato strategico di un processo molto complesso al centro del quale si pone l'obiettivo di fornire servizi di migliore qualità creando efficienza e riducendo i costi amministrativi. Basti pensare che in Abruzzo, come è stato monitorato, si spendono 20-25 milioni di euro l'anno solo per la burocrazia". Il Ministro Brunetta ha sottolineato il ruolo dinamico che l'Abruzzo gioca in tema di sviluppo e innovazione. L'obiettivo è quello di completare il processo di e-government dell'amministrazione, al fine di contribuire alla riduzione degli oneri burocratici e di semplificare le modalità di accesso dei cittadini ai servizi della Regione. Nell'ambito degli obiettivi del Piano e-gov 2012 per l'attuazione e l'implementazione delle migliori pratiche tecnologiche e organizzative, la collaborazione riguarderà l'attuazione, nell'ambito delle risorse finanziarie a disposizione, del Codice dell'amministrazione digitale (CAD). Sul fronte del contenimento della spesa pubblica, la Regione si impegna ad assicurare il monitoraggio della spesa per le proprie autovetture di servizio con il recepimento dei contenuti della direttiva del Ministro Brunetta n. 6 del 2010. La corretta e tempestiva attuazione degli interventi di innovazione previsti dal Protocollo sarà garantita da un apposito comitato tecnico, nominato pariteticamente dalle parti. Il Protocollo ha la durata di tre anni e puo' essere rimodulato con cadenza semestrale.
OTTOBRE
2010
XII Convention Nazionale - “Donne e Crescita. Welfare to work: dall’idea all’impresa” - 20 e 21 ottobre 2010 - Roma, Centro Congressi Capranica...
IMPRENDITRICI ALLA RISCOSSA: IN ITALIA SONO 1.482.200, IN TESTA NELL’UE. E LE ARTIGIANE ‘INVADONO’ I SETTORI MASCHILI
Nonostante le forti difficoltà delle donne ad accedere al mercato del lavoro e nonostante gli effetti della crisi economica, l’Italia ha il primato in Europa per numero di imprenditrici e di lavoratrici autonome. Secondo l’Osservatorio di Confartigianato presentato alla Convention di Donne Impresa Confartigianato, a marzo 2010 il nostro Paese registra 1.482.200 imprenditrici a fronte di 1.340.900 imprenditrici della Germania, 1.168.300 del Regno Unito, 1.016.800 della Polonia, 938.400 della Spagna e 798.700 della Francia. Questa leadership europea viene confermata anche dal peso che l’imprenditoria femminile ha sul totale delle donne occupate: in Italia questa quota è del 16,2%, di gran lunga superiore al 10,2% della media dell’area Euro. Il lavoro autonomo è un’importante chiave di accesso al mercato del lavoro per le donne nel Centro e nel Mezzogiorno: la quota di lavoro indipendente sul totale dell'occupazione femminile nelle regioni meridionali è del 20,9% e in quelle del Centro del 19,6%, entrambi superiori ai valori registrati nel Nord. In particolare nel Mezzogiorno il canale del lavoro autonomo è importante per l’accesso al mercato del lavoro da parte delle giovani donne: nelle regioni meriodionali sono autonome il 20,1% delle donne occupate sotto ai 35 anni, contro il 15,2% della media nazionale. Le 367.819 donne italiane a capo di imprese artigiane sono sempre più agguerrite e hanno invaso i ‘territori’ professionali dei loro colleghi. L’Ufficio studi di Confartigianato ha ‘fotografato’ l’esercito di 16.000 imprenditrici artigiane che svolgono 'mestieri da uomini': trasporto merci, taxi, autoriparazione, edilizia, produzione di macchine e prodotti in metallo, falegnameria, ecc... E c’è anche una vocazione territoriale per le donne che fanno attività tipicamente maschili: la prima regione per vocazione delle donne a fare impresa in settori 'da uomini' è la Sardegna, seguita dall' Emilia-Romagna, dal Piemonte e dalla Lombardia. La provincia italiana a maggiore vocazione di imprenditorialità femminile in 'mestieri da uomini' è Sassari, seguita da Crotone, Massa Carrara, Verbano Cusio Ossola, Novara, Reggio Emilia, Bologna, Gorizia, Como e Siracusa.
OTTOBRE
2010
“Un passo avanti per combattere il grave malcostume dei ritardi di pagamento di cui l’Italia ha il record negativo nell’Ue e che colpisce soprattutto i piccoli imprenditori...
APPROVATA DIRETTIVA UE SU RITARDI PAGAMENTI IL PRESIDENTE GUERRINI: “L’ITALIA LA RECEPISCA SUBITO. SIAMO ‘MAGLIA NERA’ NELL’UE PER I TEMPI DI PAGAMENTO: LA PA PAGA IN 186 GIORNI CONTRO I 63 GIORNI DELLA MEDIA UE”
“Un passo avanti per combattere il grave malcostume dei ritardi di pagamento di cui l’Italia ha il record negativo nell’Ue e che colpisce soprattutto i piccoli imprenditori, in alcuni casi costringendoli a chiudere l’azienda. Per questo è fondamentale che il nostro Paese la recepisca subito per dare uno strumento in più al rilancio dell’economia”. Così il Presidente di Confartigianato commenta il via libera definitivo del Parlamento europeo alla direttiva sui ritardi nei pagamenti alle aziende private fornitrici di beni e servizi agli enti pubblici. Il Presidente Guerrini segnala che “tra il 2009 e il 2010 in Italia i tempi di pagamento si sono allungati mentre in Europa sono diminuiti. Quest’anno, infatti, i tempi medi di pagamento della Pubblica Amministrazione italiana nei confronti delle imprese fornitrici di prodotti e servizi sono aumentati di 58 giorni, arrivando a 186 giorni, contro i 63 della media UE. Anche nelle forniture private le imprese italiane registrano un aggravamento della situazione: i tempi medi di pagamento dei committenti nei confronti delle imprese private fornitrici di prodotti e servizi si sono allungati di 8 giorni arrivando a 96 giorni, a fronte di una durata media nell’Unione Europea di 55 giorni. Il peggioramento dei ritardi dei pagamenti determina un costo in termini di maggiori oneri finanziari per la filiera delle imprese artigiane stimabile in 1.410 milioni di euro. “Per arginare efficacemente il problema – sottolinea Guerrini – Confartigianato da tempo sollecita regole più stringenti e non eludibili per far rispettare i tempi di pagamento nelle transazioni tra privati e pubblica amministrazione, maggiori deterrenti contro i ritardi nelle transazioni tra privati e regole di garanzia e trasparenza nei pagamenti a favore dei subfornitori”
OTTOBRE
2010
Si consolida sempre di più la posizione della Cassazione con le tre recenti sentenze in materia di Irap...
RETE IMPRESE ITALIA SU ESENZIONE IRAP: BENE CASSAZIONE, ORA SI DEFINISCANO GLI INDIRIZZI OPERATIVI
Si consolida sempre di più la posizione della Cassazione con le tre recenti sentenze in materia di Irap: l’imprenditore che lavora con le sole sue forze e con pochi beni strumentali non deve pagare l’IRAP. Artigiani, commercianti e piccoli imprenditori di servizi che si trovano nelle condizioni previste dalla Cassazione sono numerosi e, a loro, è necessario dare certezza sull’assoggettamento o meno al tributo. Al fine di evitare estenuanti contenziosi, Rete Imprese Italia sollecita il Governo affinché, in primo luogo, l’Amministrazione finanziaria prenda atto di tale nuovo orientamento giurisprudenziale ed emani, in via interpretativa, precisi indirizzi operativi ai propri uffici e agli operatori economici come già avvenuto nel caso delle attività libero professionali. In secondo luogo, per dare maggiori certezze ai piccoli imprenditori, è auspicabile, che vengano definiti legislativamente i contorni dell’esenzione dall’imposta come avvenne in passato per l’Ilor. Nel frattempo i tempi sono maturi per percorrere la strada della richiesta di rimborso per l’Irap indebitamente versata.
OTTOBRE
2010
Il Ministro per la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione Renato Brunetta ha presentato i contenuti del ‘Piano per la semplificazione amministrativa per le imprese e le famiglie 2010 – 2012’...
IL MINISTRO RENATO BRUNETTA ANNUNCIA TAGLI ALLA BUROCRAZIA PER FAR RISPARMIARE 17 MILIARDI ALLE IMPRESE IL GIUDIZIO DI RETE IMPRESE ITALIA: “UN PIANO UTILE E PREZIOSO”
Il Ministro per la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione Renato Brunetta ha presentato i contenuti del ‘Piano per la semplificazione amministrativa per le imprese e le famiglie 2010 – 2012’, illustrato lo scorso 7 ottobre in Consiglio dei Ministri. Ridurre entro il 2012 di almeno il 25% gli oneri gravanti sulle imprese, con un risparmio atteso di almeno 17 miliardi di euro l'anno. Questo l'obiettivo del piano illustrato dal Ministro secondo il quale "tagliare i costi della burocrazia è un impegno prioritario del Governo per liberare risorse per lo sviluppo, aumentare la competitività delle imprese e semplificare la vita quotidiana delle famiglie. Si tratta di una riforma a costo zero, indispensabile per consentire al Paese di agganciare la ripresa e attrarre nuovi investimenti". Alla conferenza stampa di presentazione del Piano hanno partecipato anche i rappresentanti di Rete Imprese Italia e di Confindustria. Gli esponenti di Confartigianato, Casartigiani, Cna, Confcommercio, Confesercenti hanno condiviso i contenuti del Piano e hanno annunciato la partecipazione attiva delle associazioni imprenditoriali a tutte le fasi della sua attuazione. “Non solo utile, ma prezioso, in tempi di crisi in cui le Pmi devono far fronte a grandi difficoltà per tenere e per riprendere ad investire salvando lavoro e opportunità di crescita”. Con queste parole Marco Venturi, parlando a nome di Rete Imprese Italia, ha commentato il 'Piano per la semplificazione amministrativa per le imprese e le famiglie 2010-2012'. “Questo patto di semplificazione - ha aggiunto - rafforza anche la tendenza ad agire in un sistema di collaborazione che realizzi una vera e propria agenda di lavoro per Governo e Parti sociali in grado di ridare centralità a questioni fondamentali come le infrastrutture, il fisco, la salute, in poche parole la modernizzazione del Paese”. Il complesso di semplificazioni “che andiamo a varare - ha concluso Venturi - e che va dalla informatizzazione, al collegamento telematico per servizi on-line, alle conseguenti possibilità di autocertificazione, è certamente una frontiera da raggiungere nel più breve tempo possibile, non da una minoranza di pmi ma dall’insieme di quei 4,5 milioni di imprese che costituiscono la parte più rilevante della nostra vita economica”. Il ministro Brunetta, che ha la delega alla semplificazione amministrativa, ha sottolineato come gli obiettivi del Piano saranno realizzati in stretta collaborazione con tutti gli altri ministri interessati. Un'importante novità è rappresentata dalla logica di risultato: per ciascun intervento è prevista, infatti, la stima dei risparmi per i cittadini e le imprese così come un monitoraggio continuo sui risultati ottenuti. In particolare, il Piano prevede tre distinte linee di azione: 1 . La misurazione e riduzione degli oneri amministrativi (MOA) in tutte le materie di competenza statale. La metodologia adottata consente di individuare in modo sistematico le procedure più costose da semplificare. Fino adesso sono stati misurati gli oneri burocratici nelle aree lavoro e previdenza, appalti, beni culturali e paesaggio, privacy, ambiente, prevenzione incendi e fisco (dichiarazione IVA e sostituto d'imposta). Restano ancora da misurare gli oneri nelle aree sicurezza sul lavoro, prestazioni per i disabili, agricoltura, trasporti, sviluppo economico, interno, salute, statistica, giustizia ed economia e finanze. Complessivamente, il risparmio stimato a regime ammonterà a circa 12 miliardi di euro all'anno; 2 . L'estensione della misurazione e delle riduzione degli oneri alle Regioni e agli enti locali. E' prevista dal collegato ordinamentale all'esame del Senato, con un risparmio atteso di 5 miliardi di euro all'anno; 3 . La semplificazione per le PMI. L'obiettivo perseguito è quello di eliminare e semplificare gli adempimenti inutili o eccessivi in base a un criterio di proporzionalità negli adempimenti amministrativi, in relazione sia alla dimensione dell'impresa e al settore produttivo in cui opera sia alle esigenze di tutela degli interessi pubblici (così come previsto dall'Unione Europea nello Small Business Act). Si tratta di una novità appena introdotta con la manovra economica e senza precedenti per il nostro Paese: i primi regolamenti di semplificazioni sono previsti in materia di ambiente, vigili del fuoco e sicurezza sul lavoro.
OTTOBRE
2010
Rete Imprese Italia sollecita al Ministro Tremonti l’abrogazione o quantomeno la modifica della norma che ha istituito la ritenuta alla fonte del 10%...
RITENUTA 10% SU BONIFICI RETE IMPRESE ITALIA SCRIVE AL MINISTRO TREMONTI: “NORMA DA ABROGARE: PENALIZZA IMPRESE REGOLARI E NON COLPISCE LAVORO NERO ED EVASIONE”
Rete Imprese Italia sollecita al Ministro Tremonti l’abrogazione o quantomeno la modifica della norma che ha istituito la ritenuta alla fonte del 10% applicata dalle banche e dalle poste sui bonifici con i quali i beneficiari delle agevolazioni fiscali (del 36% sulle ristrutturazioni edili e del 55% per il risparmio energetico) pagano le imprese esecutrici dei lavori. In una lettera inviata al Ministro dell’Economia, il Presidente di Rete Imprese Italia Carlo Sangalli sottolinea che “questa disposizione penalizza le imprese regolari, quelle che correttamente fatturano i corrispettivi e assolvono gli obblighi fiscali”. Pur condivisibile nelle finalità di combattere efficacemente il lavoro nero ed evasione fiscale, il Presidente Sangalli fa rilevare che la ritenuta “calcolata sull’ammontare dei ricavi, produce l’effetto di ridurre la liquidità delle imprese nell’attuale negativa congiuntura, a cui si aggiunge una persistente difficoltà di accesso al credito. Sul piano fiscale – si legge nella lettera inviata al Ministro Tremonti – si istituisce una ulteriore anticipazione del prelievo che, peraltro calcolato sui ricavi anziché sul reddito, sommandosi ai normali acconti di imposta già versati, determinerà di sicuro un incremento delle posizioni a credito. Tutto questo senza apportare alcun effettivo contributo alla lotta all’evasione fiscale e al lavoro nero. Su tali cessioni di beni o prestazioni di servizi, infatti, l’Amministrazione finanziaria, incrociando le informazioni a cui sono tenuti comunque i contribuenti, dispone di tutti gli elementi per effettuare i dovuti controlli”. Il Presidente Sangalli, poi, sottolinea che “in tema di lotta all’evasione fiscale, l’introduzione dell’incentivo fiscale sulle ristrutturazioni e manutenzioni è stata una delle misure realmente efficaci nel far emergere il lavoro nero o irregolare. Pertanto preoccupano provvedimenti come questo che rischiano di ridurre anziché aumentare il positivo effetto sino ad ora riscontrato nell’applicazione della norma”. “Rete Imprese Italia – così si conclude la lettera del Presidente Sangalli al Ministro Tremonti – rappresenta la necessità che venga superata nell’interesse generale in quanto norma priva di concreti effetti sul versante del contrasto all’evasione, o quantomeno che venga ridotta in maniera consistente la percentuale della ritenuta operata”.
OTTOBRE
2010
La Giunta regionale con provvedimento del 27 settembre 2010, n. 744 ha approvato il Piano Operativo 2009-2010-2011...
PO FSE ABRUZZO 2007-2013 - PIANO OPERATIVO 2009-2011
La Giunta regionale con provvedimento del 27 settembre 2010, n. 744 ha approvato il Piano Operativo 2009-2010-2011 nell'ambito del PO FSE Abruzzo 2007-2013, Obiettivo Competitività Regionale e Occupazione.
OTTOBRE
2010
"Noi siamo pronti, iniziamo da domani a discutere il Piano strategico del turismo". Lo ha detto il coordinatore degli assessori al Turismo, Mauro Di Dalmazio...
TURISMO: DI DALMAZIO, PARTIAMO SUBITO CON PIANO STRATEGICO
(REGFLASH) Cernobbio (Como) - "Noi siamo pronti, iniziamo da domani a discutere il Piano strategico del turismo". Lo ha detto il coordinatore degli assessori al Turismo, Mauro Di Dalmazio, nel suo intervento alla Conferenza nazionale del turismo, che si è aperta oggi a Cernobbio. "Le Regioni - ha aggiunto Di Dalmazio - già da domani sono pronte a sedersi al tavolo del confronto per arrivare entro 6-8 mesi al licenziamento dello strumento di programmazione del turismo nazionale. Ma facciamolo subito, non possiamo permetterci il lusso di perdere altro tempo in un momento di crisi così pesante". Il coordinatore degli assessori al turismo nel suo intervento ha, nella sostanza, reso pubblica la posizione delle regioni italiane sia nei confronti del Piano strategico del turismo sia nelle politiche di governance del turismo, dopo la costituzione del ministero e del comitato permanente Stato-regioni. Proprio per rendere immediati questi impegni, il coordinatore Di Dalmazio ha chiesto al Ministro "l'immediata realizzazione di un'agenda di cosa fare con l'indicazione degli strumenti da utilizzare per raggiungere questi obiettivi". Nel suo intervento, a nome delle regioni, il coordinatore nazionale non ha mancato di sottolineare come l'elaborazione del Piano strategico "debba necessariamente passare per il coinvolgimento degli enti locali e del mondo delle imprese". "E' impensabile, ha osservato infine, disegnare il futuro e la programmazione del turismo nazionale senza pensare al contributo determinante delle imprese e degli enti locali, in modo che tutti siano in grado di assumersi le rispettive quote di responsabilità". "Per le regioni italiane - ha aggiunto- l'Enit è uno strumento importante e le regioni vogliono aumentare la qualità della loro presenza. Non è possibile pensare alla promozione a livello internazionale e poi ridurre le risorse finanziarie a favore dell'Enit. Noi questa impostazione la respingiamo e chiediamo con forza che vengano riassegnate all'Enit risorse adeguate per la sua attività". In questo senso, il coordinatore delle regioni ha voluto palesare anche "l'imbarazzo" delle regioni sul futuro dell'agenzia. "Ci rimane difficile - ha detto - parlare dell'Enit quando sappiamo che circola negli ambienti istituzionali e governativi un disegno di legge che di fatto cancella l'Enit stesso e lo ingloba nell'Ice, l'istituto per il commercio estero". Su questa linea, Di Dalmazio ha aggiunto anche il "dispiacere" delle regioni italiane sulla vicenda del "codice del turismo, dove le regioni non sono state neppure interpellate".
OTTOBRE
2010
TeramoNews: Invitalia è un'agenzia nazionale nata per favorire la creazione di imprese e limitare la disoccupazione. Venerdì scorso Invitalia ha messo in liquidazione Sviluppo Italia Abruzzo...
A MOSCIANO CHIUDE SVILUPPO ITALIA. I DIPENDENTI: “SIAMO IN ATTIVO, LA REGIONE POTREBBE RILEVARE LE QUOTE DELL'AZIENDA!”
TeramoNews: Invitalia è un'agenzia nazionale nata per favorire la creazione di imprese e limitare la disoccupazione. Venerdì scorso Invitalia ha messo in liquidazione Sviluppo Italia Abruzzo ed ha provveduto all’attivazione immediata delle procedure di mobilità per il personale, con conseguente licenziamento collettivo dei dipendenti. Questa la situazione disegnata in un comunicato dagli stessi dipendenti dell'azienda: “La Direttiva del Ministero per lo Sviluppo Economico del 27 marzo 2007, in attuazione della Finanziaria, conteneva gli indirizzi per il Piano di riordino e dismissione e per la riorganizzazione interna di Invitalia. Tra gli obiettivi prioritari vi era quello di cedere le società regionali alle Regioni di competenza. La Regione Abruzzo in data 14/09/2010 ha comunicato ufficialmente di non essere intenzionata a rilevare le quote di Sviluppo Italia Abruzzo. L’acquisizione della società da parte della Regione sarebbe una delle poche operazioni a vantaggio della Regione in quanto, a differenza di altre realtà partecipate, essa non porta una situazione debitoria, bensì un attivo patrimoniale di circa 10 milioni di euro a fronte di una acquisizione a titolo gratuito. Infatti la legge 296/2006 prevede al comma 461: ”….per le società regionali si procederà d'intesa con le regioni interessate tramite la cessione a titolo gratuito alle stesse Regioni o altre amministrazioni pubbliche delle relative partecipazioni”. Da qui lo sdegno dei lavoratori si Sviluppo Italia: “Si ritiene vergognoso che i soggetti istituzionali coinvolti (Governo, Regione ed Agenzia) non siano riusciti in quasi quattro anni a risolvere una vicenda da loro stessi innescata e si ritiene immorale scaricare sui lavoratori gli effetti delle proprie scelte politiche, volontà e indeterminatezze decisionali. Si fa notare che tutti i dipendenti in virtù delle normative di settore saranno sprovvisti di qualsiasi ammortizzatore sociale. Nello specifico territoriale Sviluppo Italia Abruzzo conta 19 dipendenti di cui 7 presso la sede di Mosciano Sant’Angelo che è anche un incubatore di imprese. Nell’incubatore sono presenti 13 aziende che occupano il 70% degli spazi disponibili. Non da ultimo Sviluppo Italia Abruzzo gestisce il D.Lgs. 185/2000 Titolo II AUTOIMPIEGO - la legge dello stato che finanzia la nascita di nuove imprese avviate da soggetti disoccupati e inoccupati. Solo nei primi nove mesi di quest’anno sono pervenute più di 500 domande di richiesta di finanziamenti. La Regione Abruzzo e Invitalia con questa azione indeboliscono, chissà se in maniera consapevole, ulteriormente un territorio in piena crisi occupazionale”.
OTTOBRE
2010
Il Presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini condanna gli atti di violenza contro le sedi della Cisl e di Confindustria. “Tutte le forze sociali ed economiche – sottolinea il Presidente Guerrini - devono impegnarsi...
ATTACCHI A SEDI CISL E CONFINDUSTRIA - GUERRINI (CONFARTIGIANATO): “RESPINGERE DERIVA DELL’INTOLLERANZA”
Il Presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini condanna gli atti di violenza contro le sedi della Cisl e di Confindustria. “Tutte le forze sociali ed economiche – sottolinea il Presidente Guerrini - devono impegnarsi per respingere con fermezza la deriva dell’intolleranza e dell’odio. Occorre ritrovare le ragioni del dialogo e della coesione sociale per ricostruire le condizioni della ripresa. Il vandalismo e lo scontro non aiutano certo a far ripartire l’economia, né a dare risposte a chi cerca occupazione, alle famiglie in difficoltà, alle aree del Paese che devono recuperare terreno sul fronte dello sviluppo”.
OTTOBRE
2010
Agenzia delle Entrate e Dipartimento della Funzione Pubblica misurano gli oneri da adempimenti amministrativi nel settore fiscale. Obiettivo: ridurli del 25% entro il 2012...
LA BUROCRAZIA FISCALE COSTA ALLE IMPRESE 2,7 MILIARDI L’ANNO
Agenzia delle Entrate e Dipartimento della Funzione Pubblica misurano gli oneri da adempimenti amministrativi nel settore fiscale. Obiettivo: ridurli del 25% entro il 2012. Confartigianato ha contribuito, anche attraverso la collaborazione di alcune Associazioni territoriali, alla rilevazione degli oneri burocratici che gravano sulle piccole imprese 2,7 miliardi di euro: a tanto ammonta il costo annuo degli adempimenti burocratici di tipo fiscale a carico delle imprese italiane. A dirlo è l’Agenzia delle Entrate che, insieme con il Dipartimento della Funzione Pubblica, ha misurato quanto ‘bruciano’ gli imprenditori per i seguenti adempimenti amministrativi: comunicazione dati e dichiarazione annuale Iva, dichiarazione unificata dei sostituti d’imposta (modello 770 semplificato), richieste di rimborso del credito Iva, anticipazione in conto fiscale del rimborso Iva. Dalla rilevazione emerge un costo annuo stimato di 492 euro per il 770 semplificato, di 188 euro per la comunicazione dati Iva e di 341 euro per la dichiarazione Iva. L’analoisi è stata effettuata nell’ambito dell’attuazione del “Taglia-oneri amministrativi”, introdotto dall’art. 25 del dl 112/2008, che ha previsto la misurazione dei costi burocratici in tutte le materie di competenza statale per arrivare, entro il 2012, come stabilito in sede comunitaria, alla riduzione del 25% dei costi della burocrazia che gravano sulle imprese. La misurazione, realizzata da una task force di esperti coordinata dall’Ufficio per la semplificazione del Dipartimento della Funzione Pubblica, con l’assistenza tecnica dell’Istat per la rilevazione, è stata condotta in stretta collaborazione con la Direzione Centrale Servizi ai Contribuenti dell’Agenzia delle Entrate e con il coinvolgimento delle associazioni imprenditoriali che hanno partecipato a tutte le fasi del processo. Alla rilevazione ha contribuito Confartigianato che, anche attraverso la collaborazione di alcune Associazioni territoriali, ha fornito dati e indicazioni sul fardello di oneri amministrativi sopportati dagli artigiani e dai piccoli imprenditori. La cifra che emerge dalla misurazione, però, è soltanto la punta dell’iceberg. Secondo Confartigianato, infatti, bisogna aggiungere i costi più rilevanti che non appaiono in questa misurazione, vale a dire quelli riguardanti la tenuta della contabilità e la dichiarazione dei redditi. E, soprattutto, bisogna iniziare a semplificare e a tagliare. Del resto, proprio Confartigianato, costantemente impegnata nella battaglia contro la burocrazia, aveva denunciato il problema della complessità degli adempimenti in materia fiscale. A pesare sulle imprese, infatti, oltre al ‘quanto’ si paga, è il ‘come’. Basti dire che in Italia, secondo le rilevazioni dell’Ufficio studi di Confartigianato, gli imprenditori impiegano 334 ore l’anno, equivalenti a 42 giorni lavorativi, per pagare le imposte, vale a dire il 72,1% in più rispetto alla media Ocse. Il maggior tempo impiegato per versare imposte e contributi costa alle nostre aziende 711 milioni di euro in più rispetto alla media dei Paesi più avanzati, con un maggior esborso di 162 euro per ciascuna impresa. L’analisi dell’Agenzia delle Entrate e del Dipartimento della Funzione Pubblica ha interessato le piccole e medie imprese fino a 250 addetti ed è stata effettuata ricorrendo a due tecniche distinte. Per le imprese da 5 a 249 addetti l’Istat ha innanzitutto realizzato una indagine telefonica su 2000 imprese volta a individuare la diffusione degli adempimenti considerati; quindi ha effettuato una rilevazione diretta, rivolta a 238 imprese (estratte dal campione di imprese partecipanti all’indagine telefonica), mirata a definire i costi sostenuti nell’area di regolazione oggetto di indagine. Per le imprese con meno di 5 addetti sono stati realizzati dalla task-force dei focus group con gli esperti delle associazioni imprenditoriali. A completamento dei focus sono state svolte interviste approfondite con alcuni consulenti fiscali. I dati presentati forniscono informazioni di carattere indicativo sull’ordine di grandezza dei costi dei singoli adempimenti amministrativi; in tal modo, la misurazione fornisce una base informativa essenziale per definire interventi di semplificazione e riduzione degli oneri. Coerentemente con la metodologia adottata dalla Commissione Europea (Standard Cost Model), la rilevazione riguarda esclusivamente gli oneri amministrativi (modelli da compilare, documentazione da presentare, comunicazioni, registri, etc.) e non considera i costi fiscali (diritti, bolli, imposte, ecc.).
OTTOBRE
2010
Il Presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini condanna gli atti di violenza contro le sedi della Cisl e di Confindustria...
ATTACCHI A SEDI CISL E CONFINDUSTRIA GUERRINI (CONFARTIGIANATO): “RESPINGERE DERIVA DELL’INTOLLERANZA”
Il Presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini condanna gli atti di violenza contro le sedi della Cisl e di Confindustria. “Tutte le forze sociali ed economiche – sottolinea il Presidente Guerrini - devono impegnarsi per respingere con fermezza la deriva dell’intolleranza e dell’odio. Occorre ritrovare le ragioni del dialogo e della coesione sociale per ricostruire le condizioni della ripresa. Il vandalismo e lo scontro non aiutano certo a far ripartire l’economia, né a dare risposte a chi cerca occupazione, alle famiglie in difficoltà, alle aree del Paese che devono recuperare terreno sul fronte dello sviluppo”.
OTTOBRE
2010
SI PRESENTA IL PIANO OPERATIVO DEL FONDO SOCIALE EUROPEO (REGFLASH) Dopodomani, giovedì 14, alle ore 11.00 presso la sede della Regione...
LAVORO: GATTI CONVOCA CONFERENZA STAMPA PER GIOVEDI'
OTTOBRE
2010
Si informano le Amministrazioni interessate che, ai sensi dell'art. 3 della L.R. n. 38 del 10.08.2010, tutte le stazioni appaltanti, totalmente o parzialmente assistite da contributi e finanziamenti regionali...
OPERE PUBBLICHE - INFORMAZIONE SCADENZA TERMINI
OTTOBRE
2010
Il 18 ottobre a L'Aquila ed il 19 a Pescara prenderà il via, attraverso due convegni, il progetto formativo META - Multimedialità e Training in Abruzzo, che riguarda l'erogazione di servizi in e-learning...
PROGETTO META: E-LEARNING PER LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE
OTTOBRE
2010
(REGFLASH) 'Stamattina, presso la sede dell'Istituto a Teramo, ho incontrato il direttore regionale dell'INAIL, dottor Ferdinando Balzano. L'incontro, organizzato dalla dottoressa Maria Ceci, vice direttore della sede teramana, si è tenuto a Teramo...
TELELAVORO: CARPINETA: INTESA INAIL CONTRO INFORTUNI A DONNE
(REGFLASH) 'Stamattina, presso la sede dell'Istituto a Teramo, ho incontrato il direttore regionale dell'INAIL, dottor Ferdinando Balzano. L'incontro, organizzato dalla dottoressa Maria Ceci, vice direttore della sede teramana, si è tenuto a Teramo perché è il luogo di progetti pilota di grande interesse. L'occasione è servita per concretizzare una collaborazione tra la Regione Abruzzo e l'INAIL già avviata a livello informale nelle scorse settimane. L'INAIL, infatti, è una delle realtà valutate come luogo di eccellenza da parte del ministro Renato Brunetta e dal ministro Mara Carfagna nel settore della innovazione e delle pari opportunità. In particolare presso quell'Istituto è ormai stato messo a regime un importante settore di telelavoro, la modalità che grazie all'informatica, consente al lavoratore di operare da casa senza necessariamente recarsi in ufficio. La Regione Abruzzo, che già nel 2001 aveva pensato ad un progetto simile, intende avviare un proprio sistema di telelavoro che consenta, innanzitutto, di offrire alle lavoratrici uno strumento moderno e dignitoso per la conciliazione dei tempi, cioè per poter lavorare senza rinunciare alla cura dei propri figli o di persone in stato di non autosufficienza e più in generale ai problemi delle rispettive famiglie. Credo che questo percorso troverà pieno consenso, in sede di concertazione, da parte dei sindacati, certamente sensibili a queste tematiche. Proprio nel corso dell'odierno incontro mi è stato presentato un dato importante: la maggior parte degli incidenti che riguardano le lavoratrici avviene nella fase di trasferimento, in parole povere quegli incidenti sono causati probabilmente non da imperizia ma proprio dalla fretta di correre a casa o a scuola. Con l'INAIL avvieremo un protocollo di collaborazione per utilizzare l'esperienza fatta e che risultati così positivi ha dato a livello nazionale. In questo modo avvieremo fattivamente un discorso che migliori al contempo qualità del lavoro nella macchina amministrativa regionale'.
OTTOBRE
2010
(REGFLASH) "L'acquisizione da parte della Tercas della Banca Caripe dal Gruppo Banca Popolare apre una nuova stagione ad un polo bancario che per capitalizzazione, dimensione e forza organizzativa si presenta altamente competitivo e proiettato verso obiettivi sempre più ambiziosi...
CREDITO: CHIODI, NASCE FORTE POLO BANCARIO REGIONALE
(REGFLASH) "L'acquisizione da parte della Tercas della Banca Caripe dal Gruppo Banca Popolare apre una nuova stagione ad un polo bancario che per capitalizzazione, dimensione e forza organizzativa si presenta altamente competitivo e proiettato verso obiettivi sempre più ambiziosi. Esprimo, quindi, la mia vicinanza e quella dell'intero esecutivo regionale ai vertici del Gruppo formulando i migliori auguri di buon lavoro nella prospettiva di raggiungere migliori condizioni di crescita". Lo ha detto il Presidente Gianni Chiodi commentando la notizia con cui Banco Popolare ha annunciato la cessione della controllata Caripe (Cassa di risparmio di Pescara) a Banca Tercas (Cassa di risparmio di Teramo). "L'Abruzzo - ha aggiunto Chiodi - ha bisogno di strumenti adeguati per superare questo delicato momento di crisi economica e rendere più equilibrato il rapporto tra imprese e sistema finanziario, favorendo in tal modo gli imprenditori sul versante della politica creditizia. Il neonato gruppo bancario saprà essere vicino ai bisogni delle imprese, che, in questo momento sfavorevole, hanno urgente bisogno di risposte concrete e di soluzioni che le ricollochino, più competitive, sul mercato nazionale ed internazionale. Siamo più che mai convinti che, oggi, per uscire dalla crisi occorra più coraggio nelle scelte e politiche di sostegno più incisive a favore del tessuto produttivo. Ecco perché l'apertura al più grande gruppo bancario della regione Abruzzo - ha proseguito il Presidente - si traduce in una cerniera strategica tra sistema bancario e mondo imprenditoriale per contrastare la mancanza di liquidità e investire nella competitività di piccole e medie imprese, nell'accesso al credito e nella crescita dimensionale".
OTTOBRE
2010
Campagna stampa di Confartigianato per denunciare la “scomparsa” della legge che tutela la moda italiana...
MARCHIO MADE IN ITALY: CHI L’HA VISTO?
E’ attesa da 73mila imprese italiane con 597mila addetti dei settori tessile, abbigliamento, calzature. Ma oggi, 1 ottobre, non entrerà in vigore la legge 55/2010, la cosiddetta ‘Reguzzoni - Versace’, che istituisce il marchio Made in Italy per distinguere i prodotti realizzati prevalentemente nel nostro Paese da quelli che italiani non sono. Da oggi, con una campagna stampa nazionale sulle pagine del Corriere della Sera, della Gazzetta dello Sport e di numerose testate locali in tutta Italia, Confartigianato lancia un appello per ritrovare la legge ‘scomparsa’. “Chi l’ha visto?”: Confartigianato utilizza il titolo della trasmissione televisiva di Rai3 per richiamare l’attenzione su quel marchio made in Italy che - si legge nel messaggio della campagna stampa - “doveva arrivare il primo ottobre”, dopo essere “uscito a pieni voti dal Parlamento italiano nel mese di aprile”, ma che “potrebbe essersi perso tra Roma e Bruxelles” bloccato dall’Unione Europea in quanto violerebbe le norme comunitarie sulla libera concorrenza. Risultato: la legge è ‘congelata’ perché mancano i decreti attuativi. E così, “tardano ad arrivare le norme che difendono i consumatori”. “Gli imprenditori italiani, preoccupati e anche un po’ indignati - si legge ancora nel messaggio di Confartigianato - assicurano adeguata riconoscenza a chiunque dia prova concreta dell’esistenza del marchio”. “Un marchio - spiega il Presidente di Confartigianato, Giorgio Guerrini - che per i produttori e i consumatori avrebbe fatto la differenza: basti dire che nel 2008 il mercato del falso in Italia ha ‘fatturato’ 7 miliardi e 107 milioni di euro e il settore più colpito, in valore, è proprio quello dell’abbigliamento e degli accessori: 2,6 miliardi di euro”. Secondo i dati dell’Ufficio studi di Confartigianato, nel triennio 2006 - 2008 l'Italia è stato il terzo Paese europeo per numero di prodotti contraffatti, con 44.516.772 articoli sequestrati, pari all'11,5% del totale europeo. Nel 2008, il 54,6% dei prodotti contraffatti proveniva dalla Cina. In Europa ogni minuto vengono sequestrati 186 prodotti contraffatti provenienti dalla Cina. “La legge Reguzzoni-Versace - sottolinea il Presidente Guerrini - fissa principi e regole importanti per difendere e valorizzare il nostro patrimonio manifatturiero e per garantire ai consumatori la certezza di conoscere la provenienza della merce acquistata. Spero che questi principi possano prevalere sui cavilli degli euroburocrati e che la difesa della qualità dei settori manifatturieri europei divenga patrimonio comune di tutti i Paesi dell’Ue. E’ tempo che sia l’Unione europea ad adeguarsi alle esigenze dei consumatori per tutelare il loro diritto alla corretta informazione sui prodotti che acquistano. Del resto ciò avviene ovunque nel mondo, tranne che in Europa”.
OTTOBRE
2010
(REGFLASH) La riforma dei consorzi industriali abruzzesi commissariati. E' il tema dell'incontro che si è tenuto questo pomeriggio nella sala blu della regione Abruzzo fra l'assessore allo Sviluppo Economico e all'Innovazione...
RIFORMA CONSORZI. CASTIGLIONE INCONTRA GLI ENTI DI CATEGORIA
(REGFLASH) La riforma dei consorzi industriali abruzzesi commissariati. E' il tema dell'incontro che si è tenuto questo pomeriggio nella sala blu della regione Abruzzo fra l'assessore allo Sviluppo Economico e all'Innovazione Alfredo Castiglione, i commissari dei consorzi, sindacati, le parti sociali e i delegati delle Università di Chieti-Pescara, Teramo e l'Aquila. All'incontro hanno preso parte anche i rappresentanti della associazioni di categoria, quali: Confartigianato, Confindustria, Casartigiani, Pmi Abruzzo, Upa, Cgil, Cisl, Uil, Anci e Api. Si è parlato della riforma dei consorzi Asi, nel quadro della definizione del nuovo modello integrato di sviluppo economico del territorio. In Abruzzo vi sono 7 consorzi: 3 in provincia dell'Aquila, 2 in provincia di Chieti, uno a Teramo e uno a Pescara. Risale ai primi anni Novanta l'avvio del dibattito sul loro superamento. Nel 1995, i consorzi abruzzesi vengono temporaneamente commissariati in vista dell'attuazione di un progetto di riforma che però, non vedrà mai la luce. Il periodo di commissariamento si protrae per diversi anni, per essere interrotto sotto la Giunta Del Turco, e poi ripristinato dal Governo attuale con l'intento di procedere alla riforma. Il dato relativo al 2008, evidenzia un costo di produzione di 17,386 milioni di euro, a fronte di un valore di produzione di 13,581 milioni, con una perdita non irrilevante di 3,8 milioni di euro. "Oggi - ha detto l'assessore Alfredo Castiglione - la riforma dei Consorzi Asi viene affrontata inserendola nel quadro più ampio delle politiche di intervento della Regione per la ridefinizione di un nuovo modello integrato di sviluppo economico territoriale. La legge di Riforma - ha proseguito l'assessore Castiglione - si basa su un punto chiave: l'accorpamento in un unico soggetto (di natura pubblica) di tutte le funzioni, attività, infrastrutture e risorse umane, attualmente in capo ai singoli Consorzi, attraverso una procedura in fase di definizione che potrà essere di liquidazione, fusione o conferimento. L'obiettivo generale - ha concluso Castiglione - è quello di coniugare la salvaguardia ambientale con la pianificazione territoriale e la competitività delle imprese". Con la creazione del nuovo organismo i Consorzi verranno posti in liquidazione con tempi e modalità diversi, a seconda dei casi. Il superamento dei Consorzi sarà funzionale e avverrà congiuntamente all'avvio del nuovo percorso di aggregazione del sistema economico regionale (Reti d'Impresa, Poli d'Innovazione, Cluster).
OTTOBRE
2010
(REGFLASH) L'assessore allo sviluppo e all'Innovazione Alfredo Castiglione respinge al mittente le critiche di Angelo Taffo (Confartigianato) e Daniele Giangiulli (segretario Associazione degli Artigiani) che in una nota hanno parlato di Economia abruzzese al collasso...
CASTIGLIONE: l'ECONOMIA ABRUZZESE NON E' AL COLLASSO.
(REGFLASH) L'assessore allo sviluppo e all'Innovazione Alfredo Castiglione respinge al mittente le critiche di Angelo Taffo (Confartigianato) e Daniele Giangiulli (segretario Associazione degli Artigiani) che in una nota hanno parlato di Economia abruzzese al collasso. "I problemi dei cittadini abruzzesi, specie quelli economico-finanziari - ha dichiarato l'assessore Castiglione - non sono stati affatto ignorati da questa Giunta e e dall'Assessorato allo Sviluppo Economico. Voglio solo ricordare che la nostra è una Regione commissariata e che non può quindi disporre di risorse finanziarie endogene per lo sviluppo economico. Sappiamo tutti purtroppo che in Abruzzo si pagano gli addizionali Irap e Irpef più alti d'Italia, a causa del ripianamento del debito della sanità. Se però continuiamo - prosegue ancora Castiglione - a fare la politica di colui che guarda dallo specchietto retrovisore, non riusciremo mai a guardare oltre e a renderci conto che fino a quando non riusciremo a destinare le risorse endogene verso il territorio. Ma una parte delle misure Por-Fesr, sarà destinata ai consorzi Fidi per il loro patrimonio sociale, e per renderli più forti finanziariamente e competitivi verso il mondo bancario, in modo da poter prestare maggiori garanzie al mondo che produce. Materialmente attraverso quei Confidi che rispetteranno i limiti e i parametri della legge approvata qualche mese fa, e i cui effetti si vedranno non prima di qualche anno, si potrà accelerare questo processo. Altre misure Por-Fesr saranno a breve destinate alla ricerca di servizi, assieme alla costituzione dei poli di innovazione. Che poi - spiega ancora l'assessore allo Sviluppo - il pacchetto anticrisi non stia dando gli effetti desiderati, lo si deve soprattutto alla scarsa attenzione che il mondo bancario ha dato e sta dando in questo momento al territorio, visto che solo due o tre istituti hanno aderito sia al consolidamento, che al pagamento del mutuo prima casa, nonostante l'Abi avesse sottoscritto le convenzioni, garantendo l'adesione delle banche abruzzesi. In questo caso - conclude l'assessore Alfredo Castiglione - stiamo riattivando il tavolo di lavoro per far meglio comprendere e assimilare i provvedimenti". Un passo importante della nota dell'assessore Castiglione riguarda il problema L'Aquila. "Per il capoluogo di Regione, l'assessorato allo Sviluppo ha infatti destinato, nell'ambito della rimodulazione, oltre 46 milioni di euro di risorse derivanti dai Fondi Por-Fesr, di cui 35 milioni per far ripartire le aziende che avevano subito danni dal terremoto e 11 milioni per la creazione di nuove aziende.
SETTEMBRE
2010
(REGFLASH) Il vicepresidente della Regione ed assessore allo Sviluppo Economico, Alfredo Castiglione, ha convocato per le ore 16 di domani, venerdì 1 ottobre, a Pescara...
INDUSTRIA: DOMANI CASTIGLIONE SI CONFRONTA SUI CONSORZI
(REGFLASH) Il vicepresidente della Regione ed assessore allo Sviluppo Economico, Alfredo Castiglione, ha convocato per le ore 16 di domani, venerdì 1 ottobre, a Pescara, presso la sede di viale Bovio (sala Azzurra - piano terra), un incontro con le parti sociali, le organizzazioni sindacali e le Università, per confrontarsi sulla riforma dei Consorzi industriali. La stampa è invitata ad intervenire.
SETTEMBRE
2010
Rete Imprese Italia esprime fortissima preoccupazione e grande disagio per la situazione di incertezza nella quale si trovano le imprese in vista dell’avvio obbligatorio del nuovo sistema telematico di tracciabilità dei rifiuti (SISTRI)...
SISTRI: A RISCHIO L’AVVIO DEL NUOVO SISTEMA DI TRACCIABILITÀ DEI RIFIUTI
Rete Imprese Italia esprime fortissima preoccupazione e grande disagio per la situazione di incertezza nella quale si trovano le imprese in vista dell’avvio obbligatorio del nuovo sistema telematico di tracciabilità dei rifiuti (SISTRI), previsto per il 1° ottobre prossimo. Pur condividendo gli obiettivi alla base del provvedimento che ha istituito il SISTRI, non possono essere deliberatamente trascurati i problemi che, ancora oggi, ostacolano l’avvio del sistema e che è necessario rimuovere per consentire il corretto adempimento da parte delle imprese. A pochi giorni dall’avvio operativo del Sistri, infatti, risultano ancora gravi ritardi nella distribuzione della necessaria strumentazione informatica ed elettronica - secondo una rilevazione di Rete Imprese Italia appena il 54% delle imprese sono in possesso dei dispositivi previsti dalla normativa, nonostante sia stato superato ampiamente il termine del 12 settembre entro il quale si sarebbe dovuta completare la fase distributiva - e nell’adeguamento tecnologico di cui avrebbero bisogno tali dispositivi. La situazione risulta allarmante anche per i trasportatori: nemmeno un terzo dei vettori specializzati ha potuto ritirare la chiavette USB e soltanto 1 automezzo su 10 si è potuto equipaggiare con la black-box, e molti sono gli errori e le disfunzioni segnalate. Ad avviso di Rete Imprese Italia le imprese si sono assunte le proprie responsabilità. Attraverso l‘iscrizione ed il pagamento del previsto contributo, pur dovendosi confrontare con continui problemi normativi, tecnici ed organizzativi non imputabili alle stesse, hanno manifestato la propria disponibilità e profuso il proprio impegno per far partire nei tempi previsti il sistema SISTRI. Ora spetta al Ministero dell’Ambiente fare la propria parte creando i necessari presupposti per un quadro normativo completo e chiaro e prendendo atto che, ad oggi, si è nell’impossibilità oggettiva di rispettare la data del 1^ ottobre. In questa delicata fase di avvio del sistema è importante che il Ministero prenda atto che il credito che le imprese hanno dato non può essere illimitato e incondizionato. Rete Imprese Italia ritiene quindi indispensabile che il Ministero dell’Ambiente stabilisca una nuova scadenza per l’avvio dell’operatività del sistema, prevedendo il tempo necessario affinché tutti i soggetti e le strutture coinvolte nel SISTRI siano effettivamente pronte per gestire il sistema.
SETTEMBRE
2010
Confartigianato Benessere e CNA Benessere e Sanità si mobilitano in favore della sicurezza delle apparecchiature ad uso estetico
DAI DIRITTI DELL’ESTETISTA ALLA SICUREZZA DEL CLIENTE

I recenti sequestri, in 265 centri estetici, di apparecchiature elettromeccaniche per uso estetico corredate da dichiarazioni di conformità false e di difficile riscontro hanno riproposto con urgenza la necessità di un decreto che, secondo quanto previsto dalla legge in vigore, fissi i requisiti tecnici e le modalità di utilizzazione di questa strumentazione, nonché le cautele d’uso. Una carenza normativa evidenziata più volte negli ultimi vent’anni dalle Organizzazioni di rappresentanza di un settore in netta evoluzione a livello strutturale (attualmente il 35% delle imprese “della bellezza” opera in regime società di capitali). Confartigianato Benessere e CNA Benessere e Sanità si sono dunque impegnate a dotare l’estetica professionale di uno strumento, la “Carta dei Diritti dell’Estetista”, attraverso il quale guidare gli operatori alla conoscenza dei propri diritti nella fase di acquisto dei beni strumentali. La carta prevede, infatti, una precisa assunzione di responsabilità da parte di produttori, importatori e distributori di apparecchiature rispetto alla dichiarazione di conformità CE, alla provenienza dei componenti dell’apparecchio, alle norme di sicurezza relative agli strumenti elettrici, all’energia erogata, al rischio biologico, alla correttezza della comunicazione, alla formazione sull’uso dell’apparecchio, alla garanzia. Uno strumento indispensabile per un comparto che ha assistito ad una sostanziale modifica della domanda, non più caratterizzata da una clientela prevalentemente femminile ma sempre più aperta al benessere maschile. Alcuni recenti studi hanno fornito un profilo dei centri estetici italiani: 91 metri quadrati la dimensione media, la metà dei quali collocati su strada mentre la restante parte è ubicata all’interno degli edifici. Ogni centro è dotato di 4,6 cabine e vi operano 2,2 addetti, senza contare i collaboratori occasionali. Il numero medio di clienti settimanali, per centro, è di 54,6. I ricavi derivano principalmente da trattamenti viso e corpo (37%), mani, piedi e ricostruzione unghie (24%), depilazione (22%), Solarium (10%). L’evoluzione della tecnologia ha inoltre incrementato in modo esponenziale l’utilizzo delle apparecchiature elettromeccaniche per uso estetico, impiegate quotidianamente in oltre 120 mila trattamenti. Dal semplice depilatore elettrico o elettronico alle lampade UV, dall’elettrostimolatore alla ionoforesi, solo per citarne alcune. Le 25 mila imprese che operano nel campo della bellezza eseguono quindi annualmente circa 40 milioni di trattamenti estetici con l’ausilio di macchinari. “Auspichiamo che questo protocollo sia presto condiviso dal maggior numero possibile di aziende produttrici di apparecchiature e che sia compreso e sostenuto dalle Associazioni di tutela dei consumatori” ha dichiarato la Presidente nazionale di Confartigianato Estetica Anna Parpagiolla. “I costruttori che lo rispetteranno seriamente rappresenteranno un punto di riferimento importante per la nostra Categoria rispetto al nostro obiettivo di tutela del benessere del cliente, che costituisce il nostro prezioso patrimonio”. Confartigianato e CNA hanno programmato una serie di eventi attraverso i quali approfondire i contenuti della Carta. Il primo, rivolto al mondo della bellezza, è previsto per il 10 ottobre nell’ambito del 31° Congresso Italiano di Estetica Applicata che avrà luogo ad Assago (Mi). Il coinvolgimento della comunità scientifica è invece previsto in occasione del 5° Forum Risk Management in Sanità, che si svolgerà in novembre ad Arezzo“. Il nostro prossimo impegno – ha spiegato la Presidente degli Estetisti CNA Brigida Stomaci - sarà infatti quello di coinvolgere, unitamente a chi riterrà di sostenere questa campagna, il mondo scientifico in una ricerca mirata alla determinazione delle potenzialità e dei rischi delle apparecchiature di nuova generazione”. Restare al passo con i tempi ed usufruire dello sviluppo tecnologico, offrendo ai clienti dei centri estetici il massimo del risultato, salvaguardandone la sicurezza. Da questo obiettivo parte l’appello di Confartigianato Benessere e CNA Benessere e Sanità rivolto a tutti i soggetti a vario titolo coinvolti a supportare questa importante campagna in favore del benessere collettivo.
SETTEMBRE
2010
PIANO ANTIMAFIA
Roma, 16 settembre 2010 - In vista del Consiglio dei Ministri di domani, Confindustria e Rete Imprese Italia (Confcommercio, Confartigianato, CNA, Casartigiani, Confesercenti) ribadiscono la necessità e l'urgenza di una sospensione temporanea dell’applicazione della norma sulla tracciabilità dei flussi finanziari contenuta nel piano antimafia. La sospensione è necessaria per consentire alle imprese e alle stazioni appaltanti, in tempi ristretti e predeterminati, di porre in essere tutti gli adempimenti richiesti dalla legge e di procedere ai necessari adeguamenti gestionali e contabili. L'entrata in vigore della legge, senza un adeguato periodo transitorio, ha già causato, in via cautelativa, il blocco dei pagamenti delle amministrazioni e della stipula dei nuovi contratti. Le imprese ribadiscono che il problema è di natura temporanea e che i contenuti di fondo della norma, volta a impedire infiltrazioni di organizzazioni malavitose, sono assolutamente condivisi.
GENNAIO
2010
RIFORMA INCENTIVI
La riforma degli incentivi alle imprese annunciata dal Ministro dello Sviluppo Economico Paolo Romani è salutata positivamente da Rete Imprese Italia (Confartigianato, CNA, Casartigiani, Confcommercio, Confesercenti) che sottolinea la necessità di una rapida approvazione del provvedimento. “Siamo in una fase molto delicata – si legge in una nota - nella quale le piccole imprese devono poter contare su strumenti nuovi e di semplice attuazione per poter agganciare la ripresa. La riforma degli incentivi può rappresentare uno degli interventi utili a questo scopo”. Rete Imprese Italia condivide il percorso di razionalizzazione messo a punto dal Ministro Romani e auspica la semplificazione di norme e procedure per rendere gli incentivi realmente e facilmente fruibili dalle piccole imprese. Troppo spesso in passato – secondo Rete Imprese Italia – gli incentivi si sono rivelati ridondanti e di difficile accesso per i piccoli imprenditori e hanno finito per privilegiare alcune dimensioni d’impresa. Tra gli strumenti sollecitati da Rete Imprese i voucher e forme premianti per le integrazioni in rete delle PMI.
- INAIL Istituto Nazionale per l'assicurazione contro gli infortuni sul lavoro
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- ISPESL Istituto Superiore Prevenzione e Sicurezza sul Lavoro
- REGIONE ABRUZZO Sito Ufficiale della Regione Abruzzo
- PROVINCIA DI TERAMO Sito Ufficiale della Provincia di Teramo
- COMUNE DI TERAMO Sito Ufficiale del Comune di Teramo
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