Rassegna stampa. L’articolo de Il Centro sul seminario informativo organizzato dalla Provincia.

Muove i primi passi anche l’area di crisi semplice. Sono 28 i comuni della provincia teramana ricompresi nel perimetro delle aree “di crisi non complessa” (124 milioni la dote nazionale che dovrà essere ripartita fra le diverse regioni). Come stabilito dal Mise dal 4 aprile sarà possibile avanzare istanza per l’accesso ai benefici previsti dalla legge 181/1989. Di questo si è parlato ieri pomeriggio in un seminario dedicato a imprese, consulenti e amministratori, organizzato dalla Provincia n collaborazione con l’università di Teramo e la Camera di commercio.

A spiegare come accedere ai fondi Renzo Di Sabatino, presidente della Provincia,Gloriano Lanciotti, presidente della Camera di commercio, Augusta Consorti, direttore dipartimento di Economia Aziendale dell’università di Chieti, Christian Corsi, associato di Economia Aziendale, dell’Università di Teramo, componente del tavolo nazionale di coordinamento dell’area di crisi Vibrata Tronto e Antonio Mancini, funzionario della Regione. La Regione ha un ruolo centrale, visto che garantirà finanziamenti aggiuntivi, rispetto a quelli statali, per circa 5 milioni.

In sostanza per i fondi del Mise le imprese devono presentare progetti da almeno un milione e mezzo di euro, mentre per accedere a quelli regionali i progetti devono essere più piccoli, da 50mila a 200mila euro. «Una buona notizia per le nostre imprese», dichiara Di Sabatino, «comunque sotto la mia presidenza, grazie anche all’impegno della Regione, i tentativi fatti in passato di sostegno all’attività produttiva, che non avevano avuto effetti, si stanno concretizzando.

Ora tocca alle imprese.Se i progetti che presenteranno saranno validi e i fondi saranno insufficienti, lavorerò per rimpinguare le somme». Di Sabatino, così come per l’area di crisi complessa, prevede tempi rapidi. Intanto saranno organizzati ulteriori incontri con singoli gruppi di imprenditori.

Con la legge 181 sono finanziabili: programmi di investimento produttivo (realizzazione nuove unità produttive, ampliamento o riqualificazione unità produttive esistenti, acquisizione di attive di uno stabilimento); programmi di investimento per la tutela ambientale; progetti per l’innovazione dell’organizzazione.

Le modalità per presentare le istanze sono rintracciabili al seguente link sul sito di Invitalia:

http://www.invitalia.it/site/new/home/chi-siamo/area-media/notizie-e-comunicati-stampa/legge-18189-dal-4-aprile-via-alla-presentazione-delle-domande-per-le-aree-di-crisi-industriale-non-complessa.html