Fondi per settore Turismo e Commercio

Il  Servizio Competitività e Attrazione degli Investimenti della Regione Abruzzo, con determinazione n. DPG015/301 del 16.07.2020, ha approvato l’avviso pubblico per la concessione di contributi a fondo perduto a favore dei settori turismo, commercio al dettaglio ed altri servizi per contrastare gli effetti della grave crisi economica derivante dall’emergenza epidemiologica da COVID-19” – in attuazione dell’art. 2 della Legge Regionale n. 10 del 3 giugno 2020.  

Possono richiedere i contributi imprese localizzate nella Regione Abruzzo di tutti i settori economici ammessi dalla normativa europea, i soggetti esercenti attività di lavoro autonomo, titolari di partita IVA, nonché le agenzie di viaggio, contrassegnate dal Codice Ateco 79.1 ed operanti sul territorio regionale.

 Il contributo a fondo perduto spetta alle imprese che abbiano conseguito ricavi non superiori a 1 milione di euro nel periodo d’imposta precedente a quello in corso, o ai soggetti esercenti attività di lavoro autonomo con compensi non superiori a 120.000,00 euro nel periodo d’imposta precedente a quello in corso. Il contributo a fondo perduto spetta a condizione che l’ammontare dei ricavi o dei compensi relativi al mese di aprile 2020 sia diminuito di almeno un terzo rispetto a quello del mese di aprile 2019. (art. 5 del bando).

 Il contributo è determinato applicando sull’ammontare dei ricavi o dei compensi di aprile 2019, o sull’ammontare medio mensile dei ricavi o dei compensi individuati ai sensi del comma 3 dell’Articolo 5 dell’avviso, le seguenti percentuali:

L’ammontare del contributo a fondo perduto è riconosciuto per un importo comunque non inferiore a:

Per le agenzie di viaggio contrassegnate dal Codice Ateco 79.1 e operanti sul territorio regionale, il contributo spetta nella misura fissa di euro 3.000,00, sempre a condizione che il volume d’affari relativo al mese di aprile 2020 sia inferiore di almeno il 33% rispetto a un dodicesimo del volume di affari dell’anno precedente.

Per la concessione del contributo a fondo perduto i soggetti interessati dovranno presentare un’istanza alla Regione esclusivamente per via telematica, accedendo a questo indirizzo  http://app.regione.abruzzo.it/avvisipubblici/ 
Altre modalità di invio comportano l’esclusione della candidatura.

La piattaforma di caricamento dei documenti è resa disponibile a partire dalle ore 0:00 del 22 luglio 2020 e fino alle ore 24:00 del 30 luglio 2020

Richieste sulla presente procedura potranno essere rivolte al Responsabile dell’Ufficio Attrazione di Nuovi Insediamenti Industriali, Contrasto alla Delocalizzazione, Adriano Marzola, al seguente numero di telefono 085  76 72 307 o all’indirizzo mail dpg015@pec.regione.abruzzo.it

Documentazione

Determina n. DPG015/301 del 15.07.2020

Avviso Pubblico

Allegato A – Domanda di Ammissione al finanziamento

Allegato B – Attestazione dei requisiti di ammissibilità

FAR RIPARTIRE IL TURISMO, DA PROTAGONISTA”, è il titolo esplicativo di questi 5 incontri, dedicati, in particolare, alle imprese della ricettività e della ristorazione, che vogliono aprire al mercato con strumenti adeguati e qualche consapevolezza in più post covid.

Dal 23 giugno potrete partecipare alla formazione per il turismo organizzata dalla Camera di Commercio di Chieti Pescara e dalla Camera di Commercio di Teramo. Un ciclo di incontri in webinar, cioè tenuti su piattaforme on line per aiutare le imprese turistiche del territorio nella fase della “ripartenza” dopo il difficile periodo covid.

Gli incontri saranno centrati su tematiche molto attuali che vanno dal come affrontare la crisi, al ripensamento della propria strategia commerciale, a come assicurare la giusta sicurezza ai propri clienti senza che la qualità possa risentirne, a come usare bene le leve della comunicazione.

A tenere le lezioni saranno, in collaborazione con ISNART (nostro partner tecnico), esperti del settore che si avvicenderanno nel corso degli incontri e che potranno fornirvi  elementi utili, derivati dalla testimonianza diretta di chi si occupa di assistere le imprese turistiche con continuità.

Per informazioni sull’agenda dei seminari e per iscriversi gratuitamente ai webinar, cliccare qui

UN’ALTRA SCIAGURA STA PER ABBATTERSI SUL TERRITORIO PROVINCIALE TERAMANO: “LA TASSA DI SOGGIORNO”. LE IMPRESE TERAMANE HANNO RINUNCIATO ALLA RIDUZIONE DEL 10% DEL DIRITTO CAMERALE PER DESTINARLI AL TURISMO MENTRE I SINDACI DELLA COSTA PENSANO DI FARE CASSA INSERENDO LA TASSA DI SOGGIORNO SENZA DARNE UNA DESTINAZIONE CERTA.

            Gli albergatori teramani, già in grandissima difficoltà a causa degli eventi catastrofici naturali che si sono abbattuti sulla nostra provincia tra i quali la NEVE ed il TERREMOTO che hanno allontanato i turisti dal nostro territorio, devono oggi combattere anche con la concorrenza degli albergatori delle altre provincie italiane. L’unico vantaggio che avevano era quello riguardante la mancata applicazione della tassa di soggiorno da parte dei comuni teramani motivo che ha spinto i turisti a scegliere il nostro territorio. Oggi anche questo vantaggio è svanito per colpa di alcuni comuni (Roseto, Giulianova e forse anche Alba Adriatica) che si preoccupano solo di aumentare le tasse per fare cassa in quanto i soldi non gli bastano mai in quanto, a nostro avviso, il COSTO DELLA POLITICA ITALIANA e del suo GOVERNO è troppo alto e ciò causa una riduzione delle risorse inviate ai Comuni in quanto i Politici non rinunciano alle pensioni da favola che si sono assegnate, ai vitalizi ed alle migliaia di impiegati del Senato e della Camera dei Deputati. Notizia dell’ultima ora: sembrerebbe che vogliano assumere altri 1.500 impiegati che si andranno ad aggiungere ai già tanti impiegati pubblici dei MINISTERI, delle REGIONI, delle PROVINCIE, dei COMUNI ed altri ENTI PUBBLICI, che non stiamo ad elencare, che hanno portato oggi il debito pubblico Italiano ad oltre 2.300 miliardi di euro.

L’unica vera risorsa della Regione Abruzzo e principalmente della nostra Provincia è il TURISMO in quanto non ne abbiamo altre degne di rilievo. Nel passato avevamo anche l’Artigianato ma dall’anno 2008 STA MORENDO grazie ai nostri politici regionali, prima di centro destra e oggi di centro sinistra, che non hanno destinato NEANCHE UN EURO degli oltre 6 MILA MILIARDI DI EURO DEL BILANCIO REGIONALE ALL’ARTIGIANATO e alle altre imprese comprese quelle del settore turistico.

Possiamo capire il silenzio assordante della CNA per questioni legate alla politica ma non comprendiamo quello delle altre Associazioni Regionali dell’Artigianato, Commercio e Industria che subiscono passivamente. Ogni tanto qualche piccolo sussurro o lamento, senza alcun risultato, lo leggiamo da parte della Confartigianato Regionale.

Dove sono andati a finire i milioni di euro che prima del 2008 erano destinati all’Artigianato? come mai non è stata più finanziata la BOTTEGA SCUOLA, le COOPERATIVE DI GARANZIE PER L’ABBATIMENTO DEL TASSO DI INTERESSE, e tante altre iniziative ricomprese nella legge Regionale dell’Artigianato?

Occorre un vero progetto regionale di marketing Turistico per il nostro territorio; la Regione deve fare la sua parte e destinare risorse a questo settore che è vitale per tutta l’economia abruzzese. Siamo contrari, come abbiamo già manifestato tempo fa, sull’ applicazione della tassa di soggiorno da parte dei comuni della nostra costa e, se sarà applicata, diventerà una vera sciagura per l’economia Teramana.

alberghi_taxcreditIl click day per l’invio telematico della domanda scatterà dal 12 ottobre e fino al 15 ottobre.

Partirà dal 15 settembre prossimo la registrazione e la compilazione delle istanze per l’accesso al credito d’imposta del 30% per la ristrutturazione delle strutture ricettive turistico-alberghiere, introdotto dall’articolo 10 del DL n.83/2014.

Il credito di imposta è riconosciuto alle imprese alberghiere esistenti alla data del 1° gennaio 2012, per le spese sostenute dal 1° gennaio 2014 al 31 dicembre 2016 e relative a interventi di ristrutturazione edilizia, a interventi di eliminazione delle barriere architettoniche, di incremento dell’efficienza energetica, nonché per le spese per l’acquisto di mobili e componenti d’arredo destinati esclusivamente alle strutture alberghiere, a condizione che il beneficiario non ceda a terzi né destini a finalità estranee all’esercizio di impresa i beni oggetto degli investimenti prima del secondo periodo d’imposta successivo.

Il credito d’imposta è ripartito in tre quote annuali di pari importo.

ISTANZA TELEMATICA. L’istanza deve essere presentata in forma telematica, insieme all’attestazione di effettività delle spese sostenute, tramite il Portale dei Procedimenti https://procedimenti.beniculturali.gov.it.

IL CRONO-PROGRAMMA. Il crono-programma prevede, dal 15 settembre ore 10:00 al 9 ottobre ore 16:00, la registrazione del legale rappresentante sul Portale dei Procedimenti https://procedimenti.beniculturali.gov.it; l’inserimento dei dati per la produzione dell’istanza; la produzione dell’istanza e relativa attestazione dell’effettività delle spese sostenute; il caricamento sul Portale dei Procedimenti dell’istanza e relativa attestazione dell’effettività delle spese sostenute, entrambe firmate digitalmente.

Il click day per l’invio telematico della domanda, corredata dall’attestazione dell’effettività delle spese sostenute, è previsto a partire dal 12 ottobre alle ore 10:00 e fino al 15 ottobre alle ore 16:00.

Dal 16 ottobre al 15 dicembre il Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo verificherà gli elementi soggettivi, oggettivi e formali riportati nelle istanze.

Per il 16 dicembre è prevista la pubblicazione dell’elenco delle istanze ammesse nel rispetto dell’ordine cronologico di presentazione.

TIPOLOGIA DELLE STRUTTURE ALBERGHIERE AMMESSE AL RICONOSCIMENTO DEL CREDITO D’IMPOSTA. Questa la tipologia delle strutture alberghiere ammesse al riconoscimento del credito d’imposta: alberghi, villaggi albergo, residenze turistico-alberghiere, alberghi diffusi nonché quelle strutture individuate come tali dalle specifiche normative regionali.

SPESE ELEGGIBILI. Sulla Gazzetta Ufficiale del 17 giugno scorso è stato pubblicato il decreto del Mibact del 7 maggio 2015, recante “Disposizioni applicative per l’attribuzione del credito d’imposta alle strutture ricettive turistico-alberghiere” (LEGGI TUTTO). All’articolo 4 di questo decreto sono specificate le spese eleggibili, nel rispetto degli interventi ammissibili ex art. 2.

Relativamente a interventi di riqualificazione edilizia:

– costruzione dei servizi igienici in ampliamento dei volumi di quelli esistenti

– demolizione e ricostruzione anche con modifica della sagoma ma nel rispetto della volumetria, con esclusione degli immobili soggetti a vincolo ai sensi del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, e successive modificazioni, per i quali è necessario il rispetto sia del volume che della sagoma

– ripristino di edifici, o parti di essi, eventualmente crollati o demoliti, attraverso la loro

ricostruzione, purché sia possibile accertarne la preesistente consistenza anche con modifica della sagoma; sono esclusi gli immobili soggetti a vincolo ai sensi del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, e successive modificazioni, per i quali è necessario il rispetto sia del volume che della sagoma

– interventi di miglioramento e adeguamento sismico

– modifica dei prospetti dell’edificio, effettuata, tra l’altro, con apertura di nuove porte esterne e finestre, o sostituzione dei prospetti preesistenti con altri aventi caratteristiche diverse materiali, finiture e colori

– realizzazione di balconi e logge

– recupero dei locali sottotetto, trasformazione di balconi in veranda

– sostituzione di serramenti esterni, da intendersi come chiusure apribili e assimilabili, quali porte, finestre e vetrine anche se non apribili, comprensive degli infissi, con altri aventi le stesse caratteristiche e non ammissibili ad altre agevolazioni fiscali

– sostituzione di serramenti interni (porte interne) con altri aventi caratteristiche migliorative rispetto a quelle esistenti (in termini di sicurezza, isolamento acustico)

– installazione di nuova pavimentazione o sostituzione della preesistente con modifica della superficie e dei materiali, privilegiando materiali sostenibili provenienti da fonti rinnovabili, tra i quali il legno, anche con riferimento ai pontili galleggianti

– installazione o sostituzione di impianti di comunicazione ed allarme in caso di emergenza e di impianti di prevenzione incendi ai sensi della vigente normativa

Relativamente a interventi di eliminazione delle barriere architettoniche, le spese per interventi che possono essere realizzati sia sulle parti comuni che sulle unità immobiliari, quali:

– sostituzione di finiture (pavimenti, porte, infissi esterni, terminali degli impianti), il rifacimento o l’adeguamento di impianti tecnologici (servizi igienici, impianti elettrici, citofonici, impianti di ascensori, domotica)

– interventi di natura edilizia più rilevante, quali il rifacimento di scale ed ascensori, l’inserimento di rampe interne ed esterne agli edifici e di servoscala o piattaforme elevatrici

– realizzazione ex novo di impianti sanitari (inclusa la rubinetteria) dedicati alle persone portatrici di handicap, così come la sostituzione di impianti sanitari esistenti con altri adeguati all’ospitalità delle persone portatrici di handicap

– sostituzione di serramenti interni (porte interne, anche di comunicazione) in concomitanza di interventi volti all’eliminazione delle barriere architettoniche

– installazione di sistemi domotici atti a controllare in remoto l’apertura e chiusura di infissi o schermature solari

– sistemi e tecnologie volte alla facilitazione della comunicazione ai fini dell’accessibilità

Relativamente a interventi di incremento dell’efficienza energetica:

– installazione di impianti fotovoltaici per la produzione di energia elettrica

– installazione di schermature solari esterne mobili finalizzate alla riduzione dei consumi per condizionamento estivo

– coibentazione degli immobili ai fini della riduzione della dispersione termica

– installazione di pannelli solari termici per produzione di acqua

– la realizzazione di impianti elettrici, termici e idraulici finalizzati alla riduzione del consumo energetico (impianti di riscaldamento ad alta efficienza, sensori termici, illuminazioni led, attrezzature a classe energetica A, A+ , A++, A+++)

Relativamente all’acquisto di mobili e componenti d’arredo destinati esclusivamente alle strutture alberghiere (a condizione che il beneficiario non ceda a terzi né destini a finalità estranee all’esercizio di impresa i beni oggetto degli investimenti, prima del secondo periodo d’imposta successivo (art. 10, comma 7 D. L. 83/2014)):

– acquisto, rifacimento o sostituzione di cucine o di attrezzature professionali per la ristorazione, quali, tra l’altro, apparecchiature varie di cottura, forni, armadi frigoriferi e congelatori, macchine per la preparazione dinamica, elementi per la preparazione statica, macchine per il lavaggio delle stoviglie, macchine per il lavaggio dei tessuti, abbattitori di temperatura, produttori di ghiaccio, con altri aventi caratteristiche migliorative rispetto a quelle esistenti, in termini di sicurezza, efficienza energetica, prestazioni

– acquisto di mobili e di complementi d’arredo da interno e da esterno, quali, tra gli altri, tavoli, scrivanie, sedute imbottite e non, altri manufatti imbottiti, mobili contenitori, letti e materassi, gazebo, pergole, ombrelloni, tende da sole, zanzariere

– acquisto di mobili fissi, quali, tra gli altri, arredi fissi per bagno, pareti e cabine doccia, cucine componibili, boiserie, pareti interne mobili, apparecchi di illuminazione

– acquisto di pavimentazioni di sicurezza, arredi e strumentazioni per la convegnistica, attrezzature per parchi giochi e attrezzature sportive pertinenziali

– arredi e strumentazioni per la realizzazione di centri benessere ubicati all’interno delle strutture ricettive.

Fonte: Casa&Clima

albergoIl 15 settembre si apre la procedura per usufruire del Tax credit sulle spese sostenute nel 2014 per la riqualificazione delle strutture ricettive.

Il Ministero dei Beni culturali e del Turismo, infatti, ha pubblicato i termini per la presentazione delle domande d’accesso agli incentivi fiscali per le spese di riqualificazione di strutture alberghiere, così come previsto dal  decreto-legge n. 83-2014 (cd “Art Bonus”).

Dalle ore 10:00 del 15 settembre 2015 e fino alle ore 16:00 del 9 ottobre 2015 prende, dunque, il via la fase preparatoria: il legale rappresentante dell’impresa potrà registrarsi sul Portale dei Procedimenti (https://procedimenti.beniculturali.gov.it) e caricare l’istanza e l’attestazione di effettività delle spese sostenute.

La seconda fase, il cosiddetto “click day”, scatterà, invece,  dalle ore 10:00 del 12 ottobre 2015 alle ore 16:00 del 15 ottobre 2015: in questo arco temporale si potrà concludere il procedimento con l’invio telematico dell’istanza.

Il Mibact, per chiarire come compilare le domande,  ha pubblicato un Vademecum che sintetizza le modalità per il riconoscimento del credito di imposta per la riqualificazione delle strutture alberghiere.

Il tax credit (previsto, come detto, Decreto Cultura ArtBonus e disciplinato dal DM 7 maggio 2015 del Mibact) consiste in un credito di imposta del 30%, fino a un massimo di 200 mila euro, delle spese sostenute tra il 1° gennaio 2014 e il 31 dicembre 2016, ripartito in 3 quote annuali di pari importo (utilizzabile esclusivamente in compensazione), non cumulabile con altre agevolazioni fiscali.

L’agevolazione per la ristrutturazione degli alberghi può contare su uno stanziamento di 220 milioni di euro (20 milioni di euro per il 2015 e di 50 milioni di euro per ciascuno anno dal 2016 al 2019).

Possono fare richiesta del credito di imposta le strutture ricettive, ovvero:

Sono ammessi gli interventi di riqualificazione edilizia, come:

– interventi di manutenzione straordinaria;
– interventi di restauro e di risanamento conservativo, come interventi di consolidamento, ripristino e rinnovo degli elementi costitutivi degli edifici;
– interventi volti all’abbattimento delle barriere architettoniche;
– interventi volti al miglioramento dell’efficienza energetica;
– l’acquisto di mobili e componenti di arredo.

Il Ministero dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo valuterà le domande in base all’ordine cronologico di presentazione e renderà noto l’elenco delle istanze ammesse e l’ammontare delle risorse utilizzate e di quelle disponibili per l’anno successivo.

Il credito d’imposta va indicato nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta in cui è concesso ed è utilizzabile in compensazione in F24.

antincendio_prevenzioneRispetto alla regola tecnica del 1994, introdotta una prescrizione più restrittiva sui rilevatori, ma anche regole più permissive su altri aspetti. Per Assohotel in alcuni casi si appesantisce il carico burocratico.

Entrerà in vigore il prossimo 23 agosto il decreto ministeriale 14 luglio 2015 – pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 24 luglio scorso – con la nuova regola tecnica di prevenzione incendi per le attività ricettive turistico – alberghiere con numero di posti letto superiore a 25 e fino a 50, esistenti alla data di entrata in vigore del decreto.

RISPETTO ALLA REGOLA TECNICA DEL 1994 PRESCRIZIONE PIÙ RESTRITTIVA SUGLI IMPIANTI DI RILEVAZIONE E SEGNALAZIONE. La nuova regola tecnica stabilisce che tutte le attività ricettive devono essere dotate di impianto di rivelazione e segnalazione allarme incendio. L’impianto deve essere progettato, realizzato e gestito secondo la regola dell’arte, in conformità alle disposizioni del decreto del Ministro dell’interno del 20 dicembre 2012.

PRESCRIZIONI PIÙ PERMISSIVE RISPETTO ALLA REGOLA TECNICA DEL 1994. Su altri aspetti, invece, le prescrizioni diventano più permissive se confrontate con la regola tecnica del 1994.

Ubicazione. Le attività ricettive possono essere ubicate:

a) in edifici costruiti per tale specifica destinazione, isolati o tra essi contigui;

b) in edifici costruiti per tale specifica destinazione, contigui e separati da altri aventi destinazioni diverse;

c) nel volume di edifici aventi destinazione mista, con le seguenti limitazioni:

– è ammessa la presenza di attività normalmente inserite in edifici a destinazione civile e/o ad esse funzionali, ancorché ricomprese nell’elenco di cui all’allegato I del decreto del Presidente della Repubblica n. 151/2011 (impianti termici, autorimesse, gruppi elettrogeni e di cogenerazione, attività commerciali e simili);

– non è ammessa la presenza di quelle attività, ricomprese nell’elenco I del decreto del Presidente della Repubblica n. 151/2011, in cui sono detenute o manipolate sostanze o miscele pericolose, o in cui si effettuano lavorazioni pericolose ai fini dell’incendio o dell’esplosione.

Resistenza al fuoco. Per le strutture portanti e gli elementi di compartimentazione, orizzontali e verticali, deve essere garantita una classe di resistenza al fuoco non inferiore a 30; se l’attività si estende oltre il quarto piano fuori terra, deve essere garantito il Livello III di prestazione di cui al decreto del Ministro dell’interno del 9 marzo 2007, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 74 del 29 marzo 2007.

Alle aree a rischio specifico si applicano le rispettive norme tecniche di prevenzione incendi.

Reazione al fuoco. Negli atri, nei corridoi, nei disimpegni, nelle scale, nelle rampe, nei passaggi in genere ed in tutti gli spazi adiacenti e non separati dalle vie di esodo, è consentito mantenere in opera materiali, ivi compresi arredi non classificati ai fini della reazione al fuoco, fino ad un massimo del 25% della superficie totale dell’ambiente in cui sono collocati. Nel computo dei materiali suddetti devono essere inclusi i rivestimenti lignei posti in opera anche non in aderenza a supporti incombustibili, mentre devono essere esclusi i mobili imbottiti.

Nei restanti ambienti deve essere assicurata l’adozione di una delle due soluzioni alternative, di seguito descritte:

A) utilizzare materiali di classe di reazione al fuoco non superiore a 2, secondo quanto indicato dalle tabelle 1, 2 e 3 allegate al decreto del Ministro dell’interno del 15 marzo 2005, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 73 del 30 marzo 2005, e successive modificazioni; installare prodotti isolanti con prestazioni di reazione al fuoco conformi all’art. 7 del decreto del Ministro dell’interno del 15 marzo 2005 e successive modificazioni.

B) mantenere materiali, ivi compresi quelli di arredamento, non classificati ai fini della reazione al fuoco (inclusi i rivestimenti lignei posti in opera anche non in aderenza a supporti incombustibili) a condizione che i detti ambienti garantiscano una classe di resistenza al fuoco non inferiore a 30.

Mobili imbottiti, tendaggi e drappeggi. In tutti gli ambienti devono essere rispettate le seguenti condizioni:

– i materiali suscettibili di prendere fuoco su entrambe le facce (tendaggi, drappeggi e sipari) devono essere di classe di reazione al fuoco non superiore ad 1;

– i mobili imbottiti posizionati nelle vie d’esodo ed in tutti gli spazi adiacenti e non separati dalle vie di esodo, ed i materassi devono essere di classe 1 IM e di classe 2 IM nei restanti ambienti.

È consentito mantenere materiali suscettibili di prendere fuoco su entrambe le facce (tendaggi, drappeggi e sipari) e i mobili imbottiti non classificati, in quantità tale che la loro superficie (considerando per i mobili imbottiti la superficie in proiezione a pavimento e a parete) non sia superiore al 20% della superficie totale dell’ambiente in cui sono collocati (pavimento + pareti + soffitto). Ciò è ammesso ad una delle seguenti condizioni:

a) siano posizionati in ambienti (atri, soggiorni) con presidio continuativo di un addetto antincendio (es. addetto alla reception);

b) siano posizionati in ambienti con carico di incendio specifico qf limitato a 175 MJ/m² e sia stato istituito il servizio interno di emergenza o, in alternativa a quest’ultimo, sia stato adottato il sistema di controllo automatico di fumi e calore.

Compartimentazione. L’intera struttura ricettiva, ad eccezione delle aree a rischio specifico, può costituire unico compartimento.

Le aree a rischio specifico dovranno essere compartimentate con strutture e serramenti aventi caratteristiche di resistenza al fuoco non inferiori alla classe di resistenza al fuoco determinata ai sensi del decreto del Ministro dell’interno del 9 marzo 2007.

Impianti idrici antincendio. Negli edifici fino a tre piani fuori terra non sussiste l’obbligo di realizzare la rete di idranti, a condizione che siano installati estintori carrellati a polvere con carica nominale non inferiore a 30 Kg, in ragione di almeno uno per piano, e che sia assicurata la presenza di addetti antincendio addestrati al loro utilizzo.

Nelle attività ricettive ubicate oltre il terzo piano fuori terra, in alternativa alla rete di idranti, devono essere rispettate le seguenti prescrizioni:

a) devono essere installati estintori carrellati a polvere con carica nominale non inferiore a 30 Kg, in ragione di almeno uno per piano e deve essere assicurata la presenza di addetti antincendio addestrati al loro utilizzo;

b) deve essere installata una colonna a secco, realizzata secondo la regola dell’arte, ed avente le seguenti caratteristiche:

– deve essere presente un attacco di mandata per autopompa, alla base della colonna e all’esterno dell’edificio, in posizione facilmente e sicuramente accessibile ai Vigili del fuoco;

– deve essere presente almeno un attacco UNI 45 ad ogni piano, in prossimità della relativa uscita; in prossimità di ciascun attacco deve essere prevista una lancia erogatrice e una idonea dotazione di tubazioni flessibili, sufficienti a raggiungere ogni punto dell’attività;

– devono essere installati dei dispositivi di sfiato dell’aria, in numero, dimensione e posizione idonei, in relazione alla caratteristiche plano-altimetriche della tubazione;

– lo sviluppo plano-altimetrico dell’impianto deve essere tale da garantirne il completo drenaggio;

– la colonna deve essere dimensionata in modo tale che, considerando una pressione dell’alimentazione da autopompa dei Vigili del fuoco pari a 0,8 MPa, sia garantito l’impiego simultaneo di non meno di 3 attacchi DN 45 nella posizione idraulicamente più sfavorevole (o di tutti gli attacchi della rete, se in numero inferiore a 3), con una portata minima per ciascun attacco pari a 120 l/min ed una pressione residua alla valvola non minore di 0,2 Mpa.

ASSOHOTEL BOCCIA IL DECRETO. “Si tratta di un altro buco nell’acqua nella ventennale vicenda dell’adeguamento antincendio degli alberghi per cui la nostra associazione si è sempre battuta”, ha commentato il presidente di Assohotel Confesercenti, Filippo Donati. “Dovevano semplificare, ma non lo hanno fatto. Anzi, in alcuni casi hanno addirittura appesantito il carico burocratico. Ed ora migliaia di alberghi sono a rischio chiusura per una politica debole e distratta sulla normativa antincendio”.

“Il decreto doveva semplificare i requisiti ai fini dell’adeguamento antincendio di tutti gli alberghi ed, in particolare, di quelli da 26 a 50 posti letto. Ma nella realtà dei fatti – afferma Donati – non agevola in alcun modo i requisiti attualmente previsti dal DM 9 aprile 1994 per gli alberghi con oltre 50 posti letto e, nella sostanza, si limita ad un mero restyling delle norme già vigenti. La regola tecnica approvata, infatti, doveva ridurre gli interventi, favorendo l’adeguamento dei piccoli alberghi da 26 a 50 posti letto e permettendo di completare, con minori difficoltà, i lavori già avviati da molti albergatori. Invece il provvedimento, che peraltro deve essere applicato integralmente in alternativa a quella che era l’attuale normativa, modifica il contesto degli interventi di adeguamento già in precedenza richiesti semplificandone alcuni (es. i requisiti di resistenza al fuoco richiesti per le strutture), lasciandone sostanzialmente invariati molti ma, nel contempo, inasprendo i requisiti per altri”.

Il presidente di Assohotel evidenzia che “Ancora una volta nella redazione del decreto non c’è stato nessun effettivo coinvolgimento delle associazioni di categoria. Diversamente da quanto auspicato non è stato creato un gruppo di lavoro composto, in equa misura, da rappresentanti dei Vigili del Fuoco e degli albergatori e la regola tecnica è stata scritta esclusivamente dai Vigili del Fuoco. Questo, senza ascoltare la nostra proposta che, una volta accertati i requisiti minimi di sicurezza ai fini dell’ammissione al ‘piano straordinario biennale di adeguamento antincendio’, in modo analogo a quanto fatto in molti altri Paesi europei, suggeriva di rimandare i lavori di adeguamento antincendio ai lavori di ampliamento e/o ristrutturazione dell’albergo”.

Fonte: Casa&Clima

Autostrada_caselliCosì come l’anno che si è appena concluso, anche il 2015 vedrà sin da subito una serie di rincari che graveranno sui nostri portafogli, in particolare su quelli di chi viaggia quotidianamente sulla rete autostradale italiana.

Infatti, come ormai consuetudine da diversi anni a questa parte, anche nel 2015i pedaggi autostradali subiranno aumenti. Sono previsti dal 1º gennaio adeguamenti che prevedono un aumento medio dell’1,32% per l’intera rete.

Ad annunciarlo è il MIT spiegando in una nota che, insieme al Ministero dell’Economia, ritiene “obiettivo prioritario di interesse pubblico l’adozione di ogni misura idonea a consentire il superamento dell’attuale negativa congiuntura economico-finanziaria e considera la calmierizzazione degli adeguamenti tariffari per l’anno 2015entro l’1,5%, una misura necessaria”.

L’aumento medio delle tariffe autostradali si mantiene così sotto l’inflazione programmata.

A ricordarlo, è infatti anche il ministro delle infrastrutture e Trasporti Maurizio Lupi che su twitter scrive: “Aumento medio delle tariffe autostradali 1,32%, – sotto l’inflazione programmata – continuano nel 2015 gli sconti del 20% per i pendolari”.

Ecco di seguito, la scheda con i definitivi adeguamenti dei pedaggi autostradali, di entità variabile a seconda della tratta:

 

– Asti-Cuneo 0,00%;

– ATIVA 1,50%;

– Autostrade per l’Italia 1,46%;

– Autostrada del Brennero 0,00%;

– Autovie Venete 1,50%;

– Brescia-Padova 1,50%;

– Consorzio Autostrade Siciliane 0,00%;

– CAV 1,50%;

– Centro Padane 0,00%;

– Autocamionale della Cisa 1,50%;

– Autostrada dei Fiori 1,50%;

– Milano Serravalle Milano Tangenziali 1,50%;

– Tangenziale di Napoli 1,50%;

– RAV 1,50%;

– SALT 1,50%;

– SAT 1,50%;

– Autostrade Meridionali (SAM) 0,00%;

– SATAP Tronco A4 1,50%;

– SATAP Tronco A21 1,50%;

– SAV 1,50%;

– SITAF 1,50%;

– Torino – Savona 1,50%;

– Strada dei Parchi 1,50%.
Fonte: TN Trasportonotizie

TraforoMonteBiancoSono previste delle modifiche alla circolazione presso il Traforo del Monte Bianco per il mese di ottobre.

Un breve nota della GEIE-TMB, gruppo gestore del tunnel, informa che il Traforo del Monte Bianco subirà delle modifiche alla circolazione per il mese di ottobre per garantire operazioni di manutenzione.

È infatti prevista l’attivazione di un senso unico alternato dalle ore 22.30 alle ore 6.00 nelle seguenti giornate:

– da lunedi 6 ottobre a giovedi 9 ottobre;
– da lunedi 13 ottobre a giovedi 16 ottobre;
– da lunedi 20 ottobre a giovedi 23 ottobre.

(Fonte: GEIE-TMB)

albergoGrazie ad un innovativo sistema autorizzatorio, le imprese che esercitano l’attività ricettiva di “albergo diffuso”, potranno ottenere l’autorizzazione all’apertura, al trasferimento e alla modifica del loro esercizio, secondo un iter che si conclude all’atto della pubblicazione dei documenti sullo sportello on-line della Regione Abruzzo.

La delibera che consente questa rivoluzione, che porta la firma del presidente D’Alfonso, è stata approvata ieri sera all’Aquila nel corso della seduta della Giunta regionale.

In particolare, il legale rappresentante dell’esercizio, con una semplice segnalazione certificata di inizio attività (SCIA), comunica agli uffici turistici regionali la volontà di avviare, modificare o trasferire la propria impresa, diventando automaticamente legittimato a farlo. Compito della Regione, sarà quello di verificare la rispondenza dei requisiti di legge ed eventualmente chiedere al titolare di adeguarli alla normativa.

La modulistica sarà a breve disponibile sullo sportello unico per le attività produttive (SUAP) in modo da garantire ai Comuni che hanno aderito a questo sportello di rendere disponibile i modelli e intervenire per via telematica. La volontà del governo regionale di accorciare i tempi per il rilascio delle autorizzazioni alle imprese, era stata annunciata da D’Alfonso il 4 luglio scorso a Pescara, in occasione di un convegno organizzato dall’Università d’Annunzio.

In quella sede il Presidente della Regione disse che “nei prossimi 100 giorni, questo governo dovrà dotarsi di nuovi strumenti e procedure autorizzatorie in favore delle imprese che garantiranno una accelerazione straordinaria a chi vorrà produrre investimenti, ricchezza e lavoro, in modo che ogni progetto di vita o di nuova vita delle imprese possa essere incoraggiato e autorizzato: dobbiamo essere più veloci e più bravi della Turchia e della Baviera nel dire di sì al mondo del lavoro e della produzione di ricchezza”.

 ”Abbiamo messo in piedi una struttura di semplificazione con la quale è possibile avviare velocemente una attività di albergo diffuso“, ha commentato l’assessore Donato Di Matteo, il quale ha assicurato che con questo “progetto pilota” vengono gettate le basi per allargare tale opportunità anche ad altri settori produttivi. “Con questo primo intervento”, ha concluso, “abbiamo inteso incoraggiare l’impresa turistica ricettiva all’interno dei centri storici e dei borghi dell’entroterra nell’intento di favorire la possibilità di nuove opportunità di lavoro”.

Fonte: Abruzzo Sviluppo

922690_61328985-150x150Il dl cultura e turismo è legge. L’Aula del Senato ha dato il via libera definitivo con 159 sì e 90 no. Il decreto, se non fosse stato approvato entro mercoledì, sarebbe decaduto.

Il provvedimento, famoso anzitutto per il cosiddetto ArtBonus (che introduce la possibilità di dedurre il 65 per cento delle donazioni finalizzate, da un lato, a interventi di manutenzione, protezione e restauro di beni culturali pubblici, musei, siti archeologici, biblioteche e archivi pubblici, dall’altro, alle spese di investimento per teatri pubblici e fondazioni lirico sinfoniche) contiene anche diverse novità per i proprietari di alberghi.

In particolare, per favorire la digitalizzazione del settore, è riconosciuto agli esercizi ricettivi un credito d’imposta pari al 30 per cento dei costi sostenuti per investimenti fino a 12.500 euro, tra le altre cose, in siti e portali web, programmi informatici integrabili all’interno di siti web, social media, servizi di prenotazione online, marketing e pubblicità su internet e impianti wi-fi. Il credito è riconosciuto per i periodi d’imposta 2015, 2016, 2017, 2018 e 2019 non solo agli alberghi, ma agli esercizi ricettivi in generale, singoli o aggregati, nonché alle agenzie di viaggi e ai tour operator che portano turisti in Italia.

E’, inoltre, riconosciuto – alle strutture ricettive esistenti alla data del primo gennaio 2012 – un credito d’imposta del 30 per cento delle spese sostenute per interventi di ristrutturazione edilizia ed eliminazione delle barriere architettoniche. In tal caso, il periodo d’imposta considerato è quello compreso tra l’entrata in vigore della norma e i due anni successivi.